
Bonk
BONK#91
Che cos’è Bonk?
Bonk (BONK) è un memecoin a tema canino emesso come token Solana SPL che funziona meno come un “protocollo” autonomo e più come uno strato di liquidità e incentivi per l’economia on-chain di consumo di Solana, dove il problema centrale è la coordinazione più che il calcolo: nel periodo di drawdown post‑FTX, Solana aveva bisogno di un asset ampiamente detenuto e culturalmente leggibile che potesse essere integrato nei wallet, nel routing dei DEX, nelle community NFT e negli strumenti di trading leggeri per riattivare l’attività.
Il vantaggio competitivo di BONK non è una tecnologia proprietaria a livello L1 o L2, ma un “fossato” di distribuzione e integrazione: è stato progettato per essere ampiamente detenuto tramite un grande airdrop alla community al lancio, e poi mantenuto rilevante attraverso interfacce di prodotto che reintroducono costantemente BONK nei flussi utente, in particolare l’ecosistema di bot di trading su Telegram attorno a BONKbot e le meccaniche di launchpad che collegano i cicli di attenzione a dinamiche riflessive di buyback‑and‑burn.
In termini di struttura di mercato, BONK rientra nella coorte dei “memecoin large‑cap”, con una scala misurabile tramite listing e ranking di terze parti piuttosto che attraverso fondamentali di flusso di cassa; sui principali aggregatori ha in genere mantenuto una posizione nella top 100 per capitalizzazione di mercato, sebbene il ranking sia volatile e la metodologia differisca a seconda delle sedi (per esempio, CoinGecko ha recentemente mostrato BONK intorno alla bassa fascia della #100, mentre CoinMarketCap ha mostrato un ranking sensibilmente più alto a parità di livello di capitalizzazione).
All’inizio del 2026, l’offerta di BONK sembra vicina alla piena circolazione (cioè bassa diluizione implicita sui tracker più comuni), il che riduce la narrativa dell’“overhang di unlock” che spesso domina i token più piccoli, ma non mitiga il principale rischio da memecoin: la valutazione rimane in larga misura una funzione di riflessività sociale, liquidità sugli exchange e catalizzatori episodici, più che di una duratura cattura di commissioni.
Chi ha fondato Bonk e quando?
BONK è stato lanciato il 25 dicembre 2022, in una fase di crisi economica e reputazionale per Solana successiva al crollo di FTX, e si è costantemente presentato come “for the people”, senza una narrativa di finanziamento venture convenzionale; in pratica, l’identità del fondatore del progetto non è pubblicamente attribuibile nel modo che le istituzioni normalmente si attenderebbero per valutare il rischio di dipendenza da persone chiave.
La governance e il segnalamento dell’ecosistema sono stati invece instradati tramite entità della community e team di prodotto—soprattutto l’inquadramento della DAO di Bonk e il gruppo di “core contributors” citati nelle comunicazioni pubbliche da controparti, inclusa la società Safety Shot, Inc., quotata al Nasdaq, che nel 2025 ha descritto pubblicamente operatori allineati a BONK come consulenti strategici e membri del consiglio di amministrazione.
Nel tempo, la narrativa di BONK è passata da “puro meme” a “meme più infrastruttura di distribuzione”, dove la rilevanza del token è sostenuta da integrazioni ripetute nelle interfacce consumer native di Solana: bot di trading, launchpad e routing dei DEX.
Questo rappresenta un percorso di maturazione comune per il piccolo sottoinsieme di memecoin che sopravvivono oltre un singolo ciclo: l’asset diventa un punto focale di coordinazione e un’unità di conto per promozioni, sconti, burn ed economie di referral, più che un token il cui valore deriva dall’applicazione di commissioni di protocollo. Le rivendicazioni di “utilità” più credibili di BONK sono quindi in gran parte indirette e di tipo ecosistemico—grado di integrazione, profondità di liquidità sulle venue Solana e capacità di mobilitare l’attenzione—più che un servizio tecnico proprietario che i concorrenti non possano replicare.
Come funziona la rete Bonk?
BONK non gestisce una propria rete di base (base layer) e non ha un meccanismo di consenso indipendente; è principalmente un token implementato su Solana come asset SPL (con ulteriori rappresentazioni su altre chain tramite bridge/wrapping). Questa distinzione è importante per l’analisi del rischio: BONK eredita la liveness, il comportamento di finalità, il fee market, il profilo di decentralizzazione dei validatori di Solana e qualsiasi rischio di outage o congestione a livello Solana, invece di controllare direttamente queste variabili.
Di conseguenza, la “sicurezza di rete” di BONK in senso stretto coincide con la sicurezza di Solana—sicurezza economica derivante dallo staking di SOL e dal funzionamento dei validatori—mentre il rischio specifico di BONK si concentra nella distribuzione del token, nella custodia, nei wrapper di smart contract sulle chain non‑Solana e nella sicurezza operativa delle applicazioni che ne alimentano la popolarità (bot, launchpad e front‑end).
Dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, la differenziazione di BONK non riguarda sharding, verifiche ZK o design di esecuzione innovativi; è meglio inteso come un asset che viene ripetutamente composto all’interno di programmi Solana e interfacce off‑chain.
Un meccanismo illustrativo è il modello di fee‑and‑burn di BONKbot: il bot pubblicizza una commissione dell’1% per transazione e dichiara che una quota fissa delle commissioni è destinata al burn di BONK, mentre funzionalità aggiuntive del programma consentono a link di referral “incinerator” di instradare i flussi di fee verso operazioni di buy‑and‑burn per token selezionati.
Queste dinamiche creano un meccanismo di assorbimento dell’offerta di BONK a livello di applicazione, che dipende operativamente dal mantenimento dell’attività degli utenti e dall’integrità del canale di distribuzione del bot (dove cloni di phishing e bot dall’aspetto simile costituiscono una categoria di minaccia ricorrente nell’ecosistema di trading su Telegram di Solana).
Quali sono i tokenomics di Bonk?
I tokenomics di BONK sono meglio descritti come “alta offerta fissa con deflazione episodica”. I principali tracker hanno recentemente riportato una fornitura massima appena inferiore a ~89 trilioni, con offerta circolante e totale estremamente vicine a tale limite—il che suggerisce che, nella visione di default del mercato all’inizio del 2026, BONK abbia emissioni residuo limitate e si comporti più come un asset a offerta fissa, la cui supply può solo diminuire tramite burn.
La componente deflattiva non è algoritmica sul modello dei burn delle fee a livello base (per esempio, EIP‑1559), ma deriva invece da burn guidati da campagne e da policy sui ricavi delle applicazioni; per esempio, BONKbot dichiara pubblicamente che il 10% della sua commissione dell’1% per transazione viene utilizzato per bruciare BONK.
Inoltre, eventi di burn ad alta visibilità guidati dalla community sono stati usati come catalizzatori narrativi; report di terze parti su campagne di burn precedenti (incluso il frame “BURNmas” a fine 2024) mostrano come la storia dell’offerta di BONK venga spesso comunicata tramite eventi discreti più che attraverso una politica monetaria continua.
L’utilità e la “value accrual” sono quindi indirette: BONK non è gas, non mette in sicurezza Solana e non è necessario per pagare le commissioni di transazione di Solana. La sua utilità più difendibile è come mezzo usato per incentivi, tipping, promozioni e come asset di default denominato in meme per collateral/quote nella cultura di trading retail di Solana, in grado di sostenere liquidità e listing.
L’analogo più vicino a una domanda guidata dallo staking proviene da programmi specifici di app e meccaniche di reward della community, più che dalla sicurezza del protocollo; la documentazione e il marketing di BONKbot enfatizzano l’instradamento delle fee, i referral e i programmi di burn, che possono creare pressione di acquisto ricorrente quando i volumi di trading sono elevati, ma questi flussi sono intrinsecamente pro‑ciclici e possono scomparire rapidamente in fasi di avversione al rischio.
Chi sta usando Bonk?
L’utilizzo di BONK si biforca tra throughput speculativo e reale composabilità on‑chain.
Il lato speculativo è lineare: BONK è negoziato sulle principali venue centralizzate ed è spesso utilizzato come proxy high‑beta per l’appetito di rischio sui memecoin Solana, quindi la maggior parte dell’“attività” si manifesta come volume sugli exchange e trading on‑chain a rotazione rapida, più che come adozione nei pagamenti. L’impronta on‑chain più sostanziale è che BONK è integrato ripetutamente nelle applicazioni consumer di Solana—liste di token nei wallet, rotte di swap, bot Telegram e superfici di lancio di memecoin—dove il suo ruolo è spesso quello di attrarre, sovvenzionare o simboleggiare la partecipazione della community.
Un proxy parziale di questo grado di integrazione è che BONK appare come una grande footprint di asset bridged nella contabilità dei token cross‑chain di Solana su DeFiLlama, indicando una rappresentazione significativa su più venue, anche se questa misura non equivale a “TVL produttivo”.
Sull’asse istituzionale/enterprise, BONK rimane insolito ma non assente. L’esempio più concreto e documentato è Safety Shot, Inc. (Nasdaq: SHOT), che ha annunciato la creazione di BONK Holdings LLC per ospitare una strategia di tesoreria focalizzata su BONK e ha rivelato di detenere oltre il 2,5% dell’offerta circolante di BONK al momento del comunicato dell’11 settembre 2025, insieme a una quota del 10% del revenue sharing nelle economics di letsBONK.fun destinata a finanziare ulteriori acquisizioni una volta che ciò fosse operativamente possibile.
Questo non è “adozione” nel senso di utilizzo di BONK come asset di regolamento per il commercio; è piuttosto una postura di tesoreria/speculazione‑e‑allineamento aziendale, e va valutata con lo stesso scetticismo applicato ad altre strategie di tesoreria cripto delle società quotate (rischio di governance, qualità delle disclosure, custodia e controlli interni, ed esposizione riflessiva alla volatilità).
Quali sono i rischi e le sfide per Bonk?
L’esposizione regolamentare di BONK è, nella migliore delle ipotesi, quella generica dei memecoin: sebbene i memecoin spesso si presentino come cultura più che come contratti d’investimento, la classificazione regolamentare negli Stati Uniti può comunque dipendere da fatti e circostanze (dichiarazioni di marketing, sforzi manageriali, meccaniche di distribuzione e aspettative del mercato secondario).
All’inizio del 2026 non esiste un’azione regolamentare clamorosa e ampiamente documentata specifica su BONK che lo definisca chiaramente come security o commodity nel modo in cui farebbero un’applicazione formale della legge o sentenze dei tribunali; questa assenza non va interpretata eccessivamente come una garanzia di sicurezza regolamentare, in particolare alla luce della postura in evoluzione della SEC verso gli asset cripto e della sensibilità politica del trading di meme con forte partecipazione retail. Anche i vettori di centralizzazione non sono banali: poiché BONK eredita Solana, qualsiasi concentrazione di validatori, rischio a livello di client o incidente su Solana rappresenta un rischio esogeno per i detentori di BONK; nel contempo, i “flywheel” a livello di applicazione di BONK concentrano il rischio operativo in team e canali di distribuzione specifici. canali, in particolare i bot di Telegram, dove phishing, impersonazione e cloni malevoli sono endemici.
Dal punto di vista competitivo, BONK affronta un problema su due fronti. Primo, compete orizzontalmente con altre memecoin (sia su Solana sia cross-chain) per attenzione, listing e liquidità, in un contesto in cui la differenziazione è debole e i costi di switching sono bassi. Secondo, compete verticalmente con le piattaforme da cui dipende: se l’economia dei meme-launch e dei bot su Solana si consolida attorno ad altri brand, la narrativa di BONK incentrata su burn e integrazioni può indebolirsi anche nel caso in cui Solana cresca.
La minaccia economica strutturale è che la “storia deflazionistica” di BONK sia a valle dell’attività speculativa; se i volumi di trading retail si comprimono, i meccanismi di buy-and-burn basati sulle fee e le campagne di burn ad alta visibilità perdono efficacia proprio quando i detentori vorrebbero che contassero di più.
Quali sono le Prospettive Future per Bonk?
La sopravvivenza prospettica di BONK dipende meno da roadmap tecniche (dato che non è un L1) e più dal mantenimento di superfici di integrazione credibili che mantengano BONK all’interno dei flussi utente ad alta frequenza senza fare affidamento esclusivamente su cicli di hype periodici.
I “traguardi” più verificabili nel breve termine sono quindi le deliverable applicative e di ecosistema: ulteriore sviluppo dell’infrastruttura di trading adiacente a BONK come BONKbot e la persistenza di programmi di burn eseguiti in modo trasparente, piuttosto che semplicemente annunciati.
Un secondo asse riguarda la capacità del progetto di mantenere legittimità di governance e coerenza operativa nonostante l’anonimato e nonostante la tendenza del settore delle memecoin a frammentarsi in copycat e fork di breve durata; se non ci riesce, BONK rischia di tornare a essere “solo un altro” ticker meme liquido.
I principali ostacoli strutturali sono la governance e la fiducia (esecuzione anonima e multi-entità), la sicurezza dei canali di distribuzione (bot e front-end) e la dipendenza dal clima di trading retail su Solana. Anche l’angolo più insolito “istituzionale”—il coinvolgimento dei tesori di società quotate—ha un doppio taglio: può fornire resilienza narrativa e capitale, ma può anche introdurre pressione di vendita correlata, effetti reputazionali a catena e complicazioni di governance se le priorità aziendali divergono dalle aspettative della community.
