
NEXO
NEXO#71
Che cos’è NEXO?
NEXO è il token di utilità di Nexo, una “piattaforma di gestione della ricchezza” cripto centralizzata il cui core business è l’intermediazione di bilancio: aggrega i depositi dei clienti, offre prodotti con rendimento, concede credito garantito da cripto e monetizza lo spread, le commissioni e servizi accessori come exchange e pagamenti tramite carta.
Il problema che risolve non è un nuovo “primitivo” blockchain, ma un problema di confezionamento: racchiudere credito, custodia ed esecuzione in un’unica interfaccia. Di conseguenza, il suo vantaggio competitivo riguarda meno l’infrastruttura resistente alla censura e più l’esecuzione operativa, la gestione del rischio, l’impostazione regolatoria e la distribuzione, con NEXO che funge da leva di incentivo interna che sconta i costi di prestito e incrementa i tassi di rendimento tramite la piattaforma.
In termini di struttura di mercato, NEXO si comporta più come un “token di piattaforma exchange/servizi finanziari” che come un asset di governance di un Layer-1 o di un protocollo DeFi, e la sua sensibilità economica principale dipende dalla capacità di Nexo di trattenere depositi e originare prestiti lungo i cicli di mercato.
All’inizio del 2026, i principali aggregatori di dati di mercato collocano NEXO nella parte bassa della top 100 delle cripto per capitalizzazione (le classifiche variano a seconda della sede e della metodologia) e pubblicano anche un valore indicativo di “TVL” o valore bloccato, che va interpretato con cautela perché Nexo non è un protocollo on-chain in senso DeFi; per esempio, CoinMarketCap mostra il rank di NEXO e un TVL attribuito, ma questi numeri sono in definitiva dei proxy della scala della piattaforma, non un bilancio di smart contract verificabile.
Chi ha fondato NEXO e quando?
Nexo è stata lanciata nel 2018, durante il ribasso post-ICO, quando i mercati del credito cripto erano ancora di nicchia e in gran parte offshore, e ha commercializzato una proposta relativamente semplice: concedere prestiti contro collateral volatili e pagare rendimento ai depositanti, con valutazione del credito e custodia centralizzate. La leadership pubblica dell’azienda è da tempo incentrata sul cofondatore Antoni Trenchev (spesso citato nelle comunicazioni di Nexo), e le decisioni di governance e di prodotto relative a Nexo sono prese dall’azienda piuttosto che da una DAO, cosa rilevante per come i diritti dei detentori di token dovrebbero essere interpretati nella pratica.
Nel tempo, la narrativa del progetto si è spostata da “dividendi ai detentori di token” verso “utilità e sconti di piattaforma”, in modo più evidente nel 2021 quando Nexo ha organizzato un voto tra i detentori di token per sostituire i dividendi con un interesse giornaliero su NEXO, presentando questo cambiamento come favorevole a un inquadramento da utility token. Le stesse analisi di Nexo sulla proposta di governance e sulla sua implementazione forniscono la documentazione primaria più chiara di quella svolta, inclusa la discussione sulla sostituzione dei dividendi con l’interesse e sulle meccaniche di voto (proposal explainer, implementation announcement, e contesto di Q&A sulle considerazioni regolatorie nel modello di “interesse giornaliero” (governance Q&A)).
A prescindere da come si giudichi questa scelta comunicativa, il punto analitico chiave è che la proposizione di valore di NEXO è ora principalmente “utilità e incentivi di piattaforma” piuttosto che una pretesa diretta sui profitti, e questo cambiamento influenza sia il rischio regolatorio sia le aspettative degli investitori.
Come funziona il network NEXO?
Non esiste un “network NEXO” nel senso di un sistema di consenso indipendente con validatori che mettono in sicurezza un livello base; NEXO va analizzato come una rappresentazione multi-chain di un token (con la principale liquidità e il contratto canonico storicamente su Ethereum) la cui sicurezza deriva dal consenso della chain ospite sottostante e, dove applicabile, dalle assunzioni sui bridge o sul wrapping custodial. Il contratto più comunemente citato è l’ERC‑20 su Ethereum all’indirizzo riportato nei materiali di Nexo e sui tracker di token, e NEXO è rappresentato anche su altre reti; per Ethereum in particolare, la pagina loyalty di Nexo elenca l’indirizzo del contratto ERC‑20 e i decimali, e i principali tracker lo mappano allo stesso contratto.
Operativamente, ciò che gli utenti percepiscono come “il sistema Nexo” è in gran parte off-chain: custodia, contabilità interna, motori di rischio, logica di liquidazione e gestione delle linee di credito sono controllati dall’azienda. Questa architettura può essere efficiente, ma significa che la “sicurezza della rete” riguarda soprattutto il rischio di controparte, i controlli di custodia e la capacità dell’azienda di gestire liquidità e collateral in situazioni di stress, non la distribuzione decentralizzata dei nodi.
Dal punto di vista degli aggiornamenti tecnici, i cambiamenti più rilevanti dell’ultimo anno tendono a essere aggiornamenti di prodotto, custodia o infrastruttura di pagamento, piuttosto che fork di protocollo; gli avvisi di manutenzione pubblici (per esempio, gli aggiornamenti di stato di Nexo in occasione di upgrade di chain esterne) mostrano che Nexo si comporta come un exchange/custode che integra reti di terzi, sospendendo depositi/prelievi durante eventi importanti a monte invece di aggiornare un proprio consenso.
Quali sono i tokenomics di NEXO?
NEXO è un token a offerta fissa nel senso che i principali provider di dati riportano generalmente una supply massima di 1 miliardo di token; tuttavia, la supply circolante riportata può differire in modo significativo tra le varie sedi a causa della metodologia, dell’interpretazione di escrow/lock e del modo in cui le piattaforme classificano i saldi controllati dall’azienda. Per esempio, all’inizio del 2026 CoinMarketCap riporta una supply massima di 1 miliardo e una supply circolante significativamente inferiore, mentre CoinGecko in alcuni momenti ha mostrato l’intero miliardo come circolante; gli investitori non dovrebbero considerare nessuna delle due fonti come definitiva senza un confronto con le disclosure dell’emittente e la distribuzione on-chain.
Il punto strutturale importante è che NEXO non è significativamente “guidato da emissioni” nel modo in cui lo sono molti token PoS; il rendimento per gli utenti è una scelta di politica economica della piattaforma (finanziata tramite i ricavi del business e/o acquisti di mercato), non un programma di inflazione nativo del protocollo.
Anche l’accumulo di valore è principalmente esogeno rispetto al “network usage”. NEXO non è un gas token: non cattura le commissioni di transazione di una chain di base. Invece, deriva utilità da condizioni preferenziali sulla piattaforma: tassi di rendimento più alti, tassi di prestito più bassi e cashback sull’attività di exchange/carta all’interno del “giardino recintato” di Nexo. Storicamente, Nexo ha anche utilizzato buyback come strumento di tesoreria e di operatività di mercato; gli aggiornamenti di Nexo sui buyback descrivono riacquisti accumulati in un indirizzo di riserva on-chain e soggetti a periodi di vesting prima di essere utilizzati per pagare interessi o per attività strategiche, affermando al contempo che i pagamenti di interessi provengono da acquisti sul mercato aperto piuttosto che da emissioni di token di riserva.
Una lettura scettica è che ciò assomiglia a una gestione discrezionale del capitale da parte di un’azienda centralizzata, che può sostenere la domanda di token ai margini ma non è né algoritmica né applicabile on-chain nel modo in cui possono esserlo i design DeFi con commissioni distribuite agli staker.
Chi utilizza NEXO?
La maggior parte dell’attività osservabile su NEXO riguarda il trading sugli exchange e il posizionamento interno alla piattaforma per i livelli di loyalty, non l’utilità on-chain. Sebbene NEXO esista come ERC‑20 e su altre chain, ci sono poche evidenze che NEXO sia un building block DeFi composabile nel modo in cui lo sono, ad esempio, i derivati di staking o i principali asset di collateral; il suo caso d’uso dominante è ottimizzare le condizioni all’interno dell’ecosistema di credito/rendimento di Nexo. Questa distinzione è importante perché la liquidità sul mercato secondario può persistere anche se l’utilità di piattaforma si indebolisce, ma la giustificazione di lungo periodo del token è strettamente legata alla capacità di Nexo di mantenere la propria suite di prodotti attraente e accessibile nelle diverse giurisdizioni.
Per quanto riguarda l’“adozione istituzionale”, le dichiarazioni verificabili più pulite tendono a essere le stesse disclosure di Nexo sulla scala della clientela e sul posizionamento dei prodotti, che vanno trattate come affermazioni dell’emittente piuttosto che come fatti verificati in modo indipendente. Per esempio, Nexo ha dichiarato numeri di clientela nell’ordine dei milioni nelle comunicazioni corporate, e i suoi aggiornamenti sui buyback ripetono affermazioni di avere “oltre 5 milioni” di clienti.
Le prove di partnership enterprise con terze parti sono più difficili da verificare a partire dai soli primi principi senza affidarsi ai comunicati stampa, per cui una posizione prudente è che l’adozione di Nexo sia principalmente orientata a retail e HNW, con accesso istituzionale offerto tramite OTC/gestione relazionale ma non misurabile in modo trasparente a partire dai dati pubblici.
Quali sono i rischi e le sfide per NEXO?
L’esposizione regolatoria non è teorica: nel gennaio 2023 la U.S. Securities and Exchange Commission ha annunciato che Nexo Capital Inc. ha accettato di pagare 45 milioni di dollari in sanzioni e di cessare l’offerta del suo prodotto retail statunitense “Earn Interest Product”, con la SEC che ha qualificato il prodotto come un’offerta di titoli non registrata (comunicato stampa della SEC). I regolatori statali hanno inoltre avviato azioni parallele; per esempio, il regolatore dell’Oregon ha riassunto il processo di accordo multi-statale e i relativi pagamenti.
Il rischio analitico persistente per i detentori di NEXO è che, anche se un particolare prodotto viene modificato o ritirato, le linee di business core della piattaforma – rendimento, prestito e credito garantito da cripto – ricadono in una categoria regolatoria che può cambiare rapidamente, e l’utilità del token dipende dal set di prodotti che rimane legalmente distribuibile nei principali mercati.
La centralizzazione è l’altro vettore principale: i detentori di NEXO non controllano un set di validatori, non possono imporre politiche di tesoreria on-chain e dispongono di una governance formale limitata al di là della scelta discrezionale dell’azienda di indire votazioni (l’esempio più noto essendo il voto del 2021 sulla conversione dei dividendi in interessi, documentato da Nexo stessa). Questo rende NEXO strutturalmente più vicino a uno strumento di loyalty adiacente all’equity – ma senza le tutele dell’equity – che a un token di governance decentralizzato. Competitivamente, Nexo affronta le stesse pressioni degli altri prestatori ed exchange centralizzati: compressione dei rendimenti in mercati benigni, rischio di liquidità/“reflexivity” in mercati sotto stress e la minaccia costante che operatori finanziari regolamentati già affermati o venue cripto meglio capitalizzate la superino in termini di compliance, distribuzione e fiducia.
Quali sono le prospettive future per NEXO?
Nel breve termine, il rischio legato alla “roadmap” riguarda meno gli upgrade di protocollo e più la capacità di Nexo di mantenere una presenza regolatoria e bancaria duratura, continuando a rendere sostenibile il suo modello di business basato sugli spread attraverso molteplici cicli del credito.
I segnali pubblici di progresso probabilmente si manifesteranno sotto forma di annunci di licenze, modifiche alla disponibilità dei prodotti per giurisdizione, maggiore trasparenza su custodia/audit e politiche continue sul token (buyback, soglie di loyalty e condizioni sui rendimenti), piuttosto che tramite hard fork o upgrade di scalabilità di L1. Anche interventi di policy apparentemente minori – come l’inasprimento dei vantaggi sui prelievi per lower loyalty tiers – possono essere rilevanti, perché cambiano la proposta di valore effettiva del detenere NEXO per l’accesso ai tier.
Dal punto di vista strutturale, la sostenibilità di NEXO dipende da un circolo di feedback intrinsecamente fragile: gli utenti detengono NEXO per ottenere condizioni economiche migliori sulla piattaforma; la piattaforma può offrire tali condizioni solo se le sue attività sottostanti di lending, esecuzione e tesoreria restano profittevoli e legalmente distribuibili; e qualsiasi limitazione significativa in una grande giurisdizione può ridurre la domanda marginale di token per il suo valore d’uso.
Lo scenario di “upside” più realistico, senza fare previsioni di prezzo, è la continua affermazione di Nexo come venue centralizzata conforme e ben gestita che utilizza NEXO principalmente come strumento di retention e di discriminazione di prezzo; lo scenario negativo è che regolamentazione e concorrenza commoditizzino proprio i benefici che NEXO è progettato per sbloccare, lasciando al token liquidità ma una domanda fondamentale meno difendibile.
