
Virtuals Protocol
VIRTUAL#107
Che cos’è Virtuals Protocol?
Virtuals Protocol è un sistema on-chain di emissione e distribuzione per “agenti IA tokenizzati” che cerca di trasformare personaggi e servizi guidati dall’IA in asset possedibili e scambiabili, con monetizzazione incorporata, usando il token VIRTUAL come asset comune di regolamento e binario di liquidità. In pratica è più vicino a un launchpad a livello applicativo che a una nuova chain base: i creator coniano un agente e il relativo token, gli utenti speculano su o finanziano quell’agente tramite un mercato a curva di bonding e – se l’agente attrae abbastanza capitale e utilizzo – il token “si laurea” in una pool di liquidità DEX più convenzionale in coppia contro VIRTUAL.
Questo design cerca di risolvere un problema ricorrente nella crypto consumer: come fare bootstrap di liquidità e incentivi per applicazioni di nicchia, basate sulla personalità, senza richiedere un token separato, un processo separato di formazione della LP e un go‑to‑market separato per ogni nuova “micro‑economia”, mantenendo al contempo una certa standardizzazione intorno al regolamento e alla governance tramite VIRTUAL e VIRTUAL vincolato al voto (vote‑escrowed).
In termini di struttura di mercato, Virtuals si colloca all’interno del più ampio filone narrativo degli “agenti IA”, ma il suo elemento differenziante non è la qualità del modello; è l’impianto finanziario e il meccanismo di distribuzione attorno agli agenti. La scala osservabile del protocollo è meglio rappresentata da ricavi/commissioni e partecipazione che dal prezzo: la pagina di Virtuals Protocol su DefiLlama ha tracciato, in alcuni momenti, commissioni/ricavi annualizzati del protocollo nell’ordine di poche decine di milioni di dollari, con una visibile concentrazione di attività durante picchi iniziali e successivi drawdown, coerente con un prodotto ancora elastico alla domanda e sensibile alla narrativa.
Sul lato degli asset, le classifiche per capitalizzazione di mercato variano per sede e metodologia; per esempio, la scheda di VIRTUAL su CoinMarketCap ha mostrato VIRTUAL attorno alla bassa fascia delle prime centinaia per ranking all’inizio del 2026, riflettendo uno status mid‑cap più che una dominanza di categoria.
Chi ha fondato Virtuals Protocol e quando?
Virtuals Protocol è emerso dal periodo post‑2021 di raffreddamento dei modelli GameFi e delle guild, lanciando il suo concetto centrale di “agent launchpad” nel 2024, mentre l’attenzione si spostava dalle emissioni P2E verso applicazioni in grado, in modo plausibile, di generare ricavi simili a fee. Vari profili secondari e articoli sull’ecosistema identificano i fondatori in Jansen Teng e Weekee Tiew e descrivono il progetto come un’evoluzione dalla gaming guild PathDAO (nata nel 2021) verso un focus sugli agenti IA all’inizio del 2024, insieme alla notizia di un seed round guidato da fondi cripto‑nativi; queste affermazioni sono ampiamente ripetute in database di mercato e articoli esplicativi, anche se le conferme più utili per le decisioni restano la documentazione del progetto e i suoi record di governance, piuttosto che le biografie degli aggregatori.
Un punto di ancoraggio concreto per capire come il team inquadra il controllo di lungo periodo è il passaggio del protocollo verso una governance ve‑token, descritto nella documentazione di governance del progetto, che posiziona esplicitamente la direzione strategica e gli upgrade come decisioni dei detentori di veVIRTUAL, piuttosto che di un team centrale unilaterale.
Nel tempo la narrativa è passata da “idoli IA e personaggi di intrattenimento” a una formulazione più generale di “agent commerce” – agenti come entità software persistenti che possono guadagnare, spendere e coordinarsi on‑chain – mentre la realtà economica ha oscillato in base all’appetito per il rischio.
I report pubblici hanno evidenziato dinamiche boom‑bust nella creazione e nel trading, con periodi di picco seguiti da forti cali nella creazione di nuovi agenti e nei wallet di trading attivi, il che implica che una parte significativa della domanda è stata storicamente riflessiva e guidata dal trading, più che dall’uso puro (per esempio, la copertura di Decrypt descrive metriche di attività in forte calo dopo picchi precedenti, citando una dashboard Dune curata da contributor core).
Come funziona la rete di Virtuals Protocol?
Virtuals Protocol non esegue un proprio consenso Layer 1; la sua sicurezza e la finalità delle transazioni derivano dagli ambienti di esecuzione in cui viene distribuito, in particolare Ethereum L2/Base e altre chain in cui esistono sue rappresentazioni. Ciò significa che il meccanismo di consenso è quello della chain sottostante (ad esempio il proof‑of‑stake di Ethereum per il mainnet e Base come optimistic rollup che si regola su Ethereum), mentre Virtuals opera come un insieme di smart contract applicativi più servizi off‑chain che coordinano il comportamento degli agenti, l’emissione e i flussi di commissioni.
Da una prospettiva di rischio istituzionale questo è rilevante: i rischi principali riguardano smart contract, bridge/rappresentazioni cross‑chain e dipendenze off‑chain, piuttosto che la cattura del set di validatori su un L1 proprietario.
La parte tecnicamente distintiva è lo “stack di agenti” attorno a emissione, identità e operatività, più che una crittografia nuova. Gli articoli pubblici descrivono l’architettura interna degli agenti del protocollo come una combinazione di un “cervello” multimodale con memoria persistente e un wallet operator, coordinati da runner off‑chain per mantenere lo stato tra piattaforme; l’overview tecnica di CoinMarketCap sul framework GAME enfatizza una pipeline dalla percezione alla pianificazione fino al dialogo e alla memoria, con un componente di wallet on‑chain per le azioni finanziarie.
Il meccanismo economico/di struttura di mercato è altrettanto specifico: i nuovi agenti vengono lanciati in un mercato a curva di bonding con una fee di creazione fissa denominata in VIRTUAL e una soglia di “graduazione” in una LP in coppia con VIRTUAL, come descritto in pagine di infrastruttura di mercato di terze parti come le pool di VIRTUAL su GeckoTerminal, che rispecchiano il concetto, spesso citato dal progetto, dei “42.000 VIRTUAL” per la graduazione.
Qual è la tokenomics di VIRTUAL?
Il modello di offerta di VIRTUAL è presentato come a offerta fissa, senza inflazione a livello di protocollo, ma “offerta fissa” non significa automaticamente basso rischio di diluizione in senso economico; contano la distribuzione e la politica di tesoreria. La documentazione sulla distribuzione del token del progetto descrive una fornitura totale di 1.000.000.000 VIRTUAL, coniati “senza alcuna inflazione futura”, allocati tra distribuzione pubblica, provisioning di liquidità e una tesoreria di ecosistema, con la tesoreria descritta come soggetta a vincoli di emissione controllati dalla governance su un periodo pluriennale.
Le schede indipendenti sono in ampia misura allineate per entità della supply totale e circolante; per esempio, la scheda su CoinMarketCap ha mostrato una supply totale/massima di 1B con supply circolante nell’ordine dei 600M a inizio 2026. Se il token sia effettivamente deflazionario dipende quindi meno dal cap e più dal fatto che i buyback/burn siano sistematici, trasparenti e abbastanza grandi rispetto a velocità e distribuzioni della tesoreria.
L’utilità e l’accumulo di valore sono inquadrati principalmente intorno a VIRTUAL come asset di regolamento per le interazioni con gli agenti e come base delle coppie di liquidità per i token degli agenti, oltre che per la governance tramite vote‑escrow. La documentazione di staking del protocollo definisce veVIRTUAL come VIRTUAL vincolato al voto, ottenuto bloccando VIRTUAL (fino a due anni) con decadimento lineare, e lo collega all’influenza in governance e a un sistema di punti/idoneità agli airdrop. Questo ricorda il modello di “convinzione” in stile Curve: i detentori di token accettano illiquidità per ottenere diritti di governance e accesso preferenziale alle distribuzioni dell’ecosistema.
La questione più complessa per l’analisi istituzionale è se le commissioni di utilizzo si traducano in modo affidabile in net token sink (buyback/burn) dopo aver considerato incentivi, spesa della tesoreria e costi off‑chain; DefiLlama attualmente tratta Virtuals come generatore di commissioni/ricavi di protocollo ma indica “holders revenue” pari a zero nel proprio breakdown standardizzato, un segnale di cautela che suggerisce come il “value accrual al token” possa essere indiretto, discrezionale o difficile da attribuire on‑chain in modo pulito.
Chi sta usando Virtuals Protocol?
Una difficoltà analitica ricorrente è distinguere il reale “uso degli agenti” (commissioni pagate per inference, servizi o commerce) dalla componente più speculativa e negoziabile: speculazione sulla curva di bonding e churn di mercato secondario nei token degli agenti. I report pubblici suggeriscono che l’attività sia stata altamente ciclica, con periodi in cui i wallet di trading e la creazione di agenti sono esplosi per poi crollare, il che implica che, almeno storicamente, la speculazione sia stata un driver importante del volume on‑chain, più che una domanda durevole per i servizi degli agenti.
Per esempio, Decrypt ha descritto un forte calo nel revenue giornaliero, la creazione di nuovi agenti scesa a poche unità al giorno e i wallet di trading attivi in netto calo rispetto ai livelli di picco, citando dashboard interni e dati on‑chain.
Allo stesso tempo, il profilo del “chi lo usa” per Virtuals è ancora dominato da creator cripto‑nativi e utenti retail, piuttosto che da imprese. Gli esempi più difendibili sono agenti consumer di intrattenimento e social‑native che hanno ottenuto distribuzione su piattaforme Web2, come “Luna” (spesso citata negli articoli esplicativi come idol virtuale multimodale con grande reach su TikTok), ma questi casi restano difficili da valutare come flussi di cassa sostenibili perché mescolano dinamiche da influencer con incentivi legati al token.
Per l’adozione istituzionale o enterprise, le analisi dovrebbero ancorare le affermazioni ad annunci primari; molte menzioni di partnership nel più ampio ecosistema metaverso/gaming coinvolgono entità come Animoca Brands, ma gli analisti dovrebbero distinguere tra una generica adiacenza d’ecosistema e l’integrazione esplicita e contrattuale con Virtuals stesso, dato che gli annunci pubblici di Animoca spesso riguardano altre iniziative piuttosto che Virtuals nello specifico.
**Quali sono i rischi e le sfide per
Virtuals Protocol?**
L’esposizione regolamentare dipende meno dal “consenso del protocollo” e più dalla classificazione del token e dalle sue modalità di distribuzione. Virtuals combina l’emissione di token (agent token), un modello di commissioni di piattaforma e programmi di incentivazione legati a staking e punti; negli Stati Uniti, questo mix può sollevare questioni in stile Howey a seconda di come vengono presentati marketing, aspettativa di profitto e ruolo degli sforzi gestionali. All’inizio del 2026 non risultano azioni esecutive specifiche negli USA o eventi regolamentari in stile ETF legati direttamente a VIRTUAL riportati ampiamente dalle principali testate; il rischio più realistico è un “rischio di categoria”, per cui priorità di enforcement o linee guida su staking, punti e token emessi da piattaforme potrebbero cambiare.
Un secondo vettore regolamentare è la tutela dei consumatori: quanto più l’ecosistema assomiglia a un ambiente di lancio di token guidato dall’attenzione, tanto più attira controlli su trasparenza informativa, manipolazione di mercato e adeguatezza, anche in assenza di una qualificazione diretta come valori mobiliari.
I vettori di centralizzazione non sono banali perché il “runtime” degli agenti non è puramente on-chain. Anche se proprietà e trasferimenti sono on-chain, inferenza, memoria e rendering multimodale sono in genere servizi off-chain, il che introduce concentrazione degli operatori, rischio di gestione delle chiavi e rischio di uptime/censura. La stessa documentazione di governance del progetto presenta un processo di governance on-chain per i detentori di veVIRTUAL, ma in molti sistemi di agenti il potere reale può comunque risiedere in chi controlla i coordinatori off-chain, gli endpoint dei modelli, le policy sui contenuti e le whitelist.
Infine, la pressione competitiva è strutturale: i launchpad per agenti competono su distribuzione, liquidità e narrativa, e possono essere rapidamente sostituiti se i creator migrano altrove o se un concorrente sovvenziona la crescita in modo più aggressivo. La minaccia economica più diretta è che i ricavi da commissioni sono sensibili al volume speculativo; se il “meta degli agenti” perde slancio, i ricavi della piattaforma possono comprimersi più velocemente di quanto calino i costi fissi, come suggerito dai recenti report sui cali delle fee.
Quali Sono le Prospettive Future per Virtuals Protocol?
Le prospettive nel breve-medio periodo dipendono meno da upgrade a livello di chain e più dalla capacità di Virtuals di trasformare il trading di agent-token in utilità ripetibile: commerce degli agenti, interazioni a pagamento e workflow composabili agente‑agente che persistano oltre i cicli di hype. Le milestone verificate nell’ultimo anno sono state più orientate a governance e struttura degli incentivi che a “hard fork”, includendo il lancio e il perfezionamento delle meccaniche di staking con vote‑escrow e dei processi di governance per i detentori di veVIRTUAL, come documentato nelle pagine del protocollo dedicate a staking e governance.
Dal punto di vista della solidità infrastrutturale, gli ostacoli critici sono: (i) ridurre, dove possibile, le assunzioni di fiducia off-chain nel funzionamento degli agenti, (ii) rendere la generazione di commissioni meno correlata con il turnover speculativo dei token e (iii) assicurare che la politica di tesoreria e gli incentivi non annullino l’eventuale narrativa di buyback/burn con emissioni nette o spesa discrezionale.
Il progetto può restare investibile come “application infrastructure” solo se dimostra che le sue metriche simili a flussi di cassa – commissioni, ricavi, utili trattenuti e runway di tesoreria – sono resilienti in diversi regimi di mercato, invece di espandersi unicamente durante i picchi narrativi per poi ridimensionarsi, un pattern che dashboard indipendenti e copertura mediatica hanno già evidenziato come principale stress test per questa categoria.
