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Dopo FTX e Mt. Gox, Yellow Network scommette su un mondo senza exchange con custodia centralizzata

Dopo FTX e Mt. Gox, Yellow Network scommette su un mondo senza exchange con custodia centralizzata

Yellow Network si prepara a lanciare una piattaforma ibrida di trading di asset digitali costruita sulla propria infrastruttura di rete mesh di livello 3, proponendosi come alternativa agli exchange centralizzati che, collettivamente, hanno perso miliardi di fondi degli utenti a causa di insolvenza e cattiva gestione.

La piattaforma utilizza la tecnologia dei canali di stato per elaborare le operazioni off‑chain mantenendo al contempo la custodia degli asset in mano agli utenti, affrontando quello che l’azienda identifica come il rischio di controparte fondamentale che ha portato ai fallimenti di Mt. Gox, FTX e di altre sedi centralizzate.

Storicamente la maggior parte dei trader ha scelto gli exchange centralizzati nonostante le alternative decentralizzate, soprattutto perché i primi DEX rendevano il trading attivo poco praticabile.

Fallimenti degli exchange centralizzati e cambio di paradigma nel settore

Il settore delle criptovalute ha sperimentato ripetute perdite catastrofiche legate a schemi di custodia centralizzata.

Il collasso di Mt. Gox nel 2014 ha comportato la perdita di oltre 850.000 Bitcoin (BTC), lasciando gli utenti colpiti in attesa di quasi un decennio per un rimborso solo parziale. Robinhood ha limitato trading e prelievi durante la volatilità dei mercati nel 2021.

Il contagio del 2022 iniziato con Terra/Luna (LUNC) si è propagato a Celsius, Voyager e ha contribuito al calo di valore del token nativo di Solana (SOL) prima di culminare nel crollo di FTX, che ha trascinato con sé anche BlockFi.

Miliardi di depositi dei clienti sono andati perduti mentre i fondi venivano distolti verso operazioni a leva e investimenti ad alto rischio.

I dati di The Block indicano che, dopo questi fallimenti, i trader si sono spostati sempre più verso alternative on‑chain. Questo cambiamento riflette la crescente preoccupazione nel affidare gli asset a terze parti che operano in aree regolamentari grigie.

Cinque fattori di rischio per i trader

I trader valutano le piattaforme sulla base di cinque priorità strutturali: sicurezza della controparte, velocità di esecuzione, affidabilità della connettività, efficienza del capitale ed equità dell’informazione.

Il rischio di controparte resta al centro delle difficoltà persistenti del settore.

Gli utenti retail spesso trattano gli exchange come banche regolamentate, presumendo che i depositi siano segregati e protetti.

Quando gli exchange falliscono, i clienti retail di solito sono gli ultimi a venirne a conoscenza e gli ultimi a essere rimborsati.

I trader istituzionali svolgono un’ampia due diligence ma hanno scoperto che le verifiche contabili non bastano a superare l’opacità delle operazioni degli exchange centralizzati. Entrambi i gruppi hanno storicamente accettato il rischio di custodia in cambio di comodità e liquidità.

Oltre ai rischi di controparte, i trader professionali valutano la latenza di esecuzione, chiedendosi se le operazioni vengano completate abbastanza rapidamente per le proprie strategie, e la connettività, ovvero la possibilità di mantenere un accesso affidabile alla piattaforma durante i periodi di forte volatilità.

L’efficienza del capitale misura quanto efficacemente i fondi possono essere impiegati, mentre l’accesso all’informazione riguarda il fatto che tutti i partecipanti operino su un piano di parità, senza vantaggi nascosti. Yellow sostiene di affrontare tutte e cinque le priorità tramite esecuzione a bassa latenza, connettività affidabile, impiego efficiente del capitale e resilienza del trading, sostenendo che servire i trader professionali migliori le condizioni anche per i partecipanti retail.

Evoluzione degli exchange decentralizzati

I primi exchange decentralizzati richiedevano ai trader di sacrificare velocità ed efficienza del capitale in cambio della self‑custody.

Hyperliquid e dYdX v4 hanno affrontato le critiche sulla velocità operando come chain specifiche per applicazione che offrono velocità di trading con self‑custody. Tuttavia, la frammentazione della liquidità tra le varie chain persiste, così come l’attrito del bridge degli asset tra reti.

Yellow Network mira a risolvere la frammentazione tramite la propria architettura di rete mesh.

Il sistema unifica la liquidità tra blockchain di livello 1 e di livello 2 senza richiedere agli utenti di effettuare direttamente bridge degli asset tra le chain.

Architettura tecnica

Il Nitrolite Protocol della piattaforma sposta l’attività di trading off‑chain utilizzando canali di stato, puntando a un problema noto nel trading istituzionale come jitter.

La variabilità della latenza rappresenta una minaccia significativa per le strategie di trading algoritmico.

Un ritardo costante di 50 millisecondi può essere incorporato nei modelli statistici, ma picchi casuali a 500 millisecondi durante la congestione della blockchain possono risultare fatali per quelle stesse strategie.

L’esecuzione tramite canali di stato crea un ambiente deterministico in cui il completamento delle operazioni avviene istantaneamente, senza essere influenzato dalle condizioni della rete di livello 1.

I DEX standard spesso faticano durante i periodi di forte volatilità. L’architettura di Yellow è progettata per gestire milioni di transazioni mantenendo al contempo l’astrazione di instradamento e identità necessaria per sostenere tale volume senza un punto di guasto centrale.

La struttura commissionale della piattaforma è diversa dalle tipiche applicazioni DeFi, in cui gli utenti pagano gas per ogni quotazione di prezzo.

Yellow addebita solo il regolamento finale, riducendo i costi generali per i market maker e consentendo spread più ridotti.

Per le strategie di trading ad alto volume, la piattaforma separa l’esecuzione dalle funzioni di controllo.

Un risk manager indipendente opera sul message bus, monitorando le posizioni in tempo reale con la possibilità di terminare algoritmi problematici senza interrompere la pipeline di esecuzione.

Il sistema implementa anche una logica di riconciliazione in tempo reale, una funzionalità standard nel trading ad alta frequenza tradizionale ma ancora largamente assente nella finanza decentralizzata.

Questo flusso dati parallelo crea una registrazione a partita doppia di ogni operazione, verificata istantaneamente da un reconciler delle negoziazioni.

L’approccio garantisce che i saldi visualizzati corrispondano alle disponibilità effettive al millisecondo.

Considerazioni sull’infrastruttura

Oltre all’insolvenza degli exchange, Yellow affronta i costi operativi che incidono sulla redditività.

I trader ad alta frequenza tradizionali pagano somme consistenti per la colocazione in data center come la struttura Carteret di Nasdaq per ridurre la latenza.

L’architettura peer‑to‑peer di Yellow elimina la vicinanza fisica come vantaggio di trading.

Il design decentralizzato evita scenari di single point of failure comuni quando gli exchange centralizzati subiscono interruzioni del cloud durante i periodi di volatilità. L’esecuzione peer‑to‑peer elimina anche gli accordi di payment for order flow che creano potenziali conflitti di interesse.

Affrontare i rischi infrastrutturali nascosti

Oltre ai rischi evidenti di insolvenza degli exchange, diversi fattori più sottili erodono nel tempo la redditività del trading.

I costi di colocazione rappresentano una barriera significativa nella finanza tradizionale, dove le aziende pagano milioni per lo spazio rack in strutture come il data center Carteret di Nasdaq per ridurre di pochi millisecondi i tempi di esecuzione.

L’architettura peer‑to‑peer di Yellow elimina la prossimità fisica come vantaggio competitivo, aprendo l’accesso a bassa latenza ai trader senza contratti con data center.

L’uptime è un’altra preoccupazione.

Gli exchange centralizzati che operano su infrastruttura cloud hanno subito interruzioni durante i picchi di attività o di volatilità di mercato, proprio quando l’accesso affidabile è più importante.

Un design decentralizzato distribuisce il carico sulla rete, evitando sovraccarichi su singoli punti.

Gli accordi di payment for order flow, comuni nelle brokerage tradizionali, creano conflitti di interesse tra piattaforme e utenti. L’esecuzione peer‑to‑peer elimina completamente questa dinamica.

L’attrito in fase di onboarding ha tradizionalmente rallentato l’adozione delle piattaforme di trading. Yellow opera come applicazione nativa Web3, consentendo agli utenti di collegare wallet esistenti e iniziare a fare trading senza lunghi processi di registrazione.

Struttura della piattaforma e sviluppi futuri

La piattaforma di trading è connessa all’ecosistema più ampio di Yellow Network tramite il token YELLOW.

Yellow opera inizialmente come broker principale per stabilire liquidità e volumi di trading.

Con lo sviluppo della rete, l’SDK NeoDAX consentirà agli utenti di creare i propri brokerage sull’infrastruttura.

La piattaforma ribalta il modello tradizionale di exchange, in cui la sede detiene le chiavi e incassa le commissioni. Gli utenti mantengono la custodia dei propri asset e possono fornire liquidità per guadagnare commissioni in prima persona.

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