L’Iran ha segnalato la disponibilità ad accettare criptovalute come pagamento per la vendita all’estero di sistemi d’arma avanzati, evidenziando come gli stati fortemente sanzionati stiano ricorrendo agli asset digitali per aggirare restrictions imposed by Western governments.
Secondo documenti e condizioni di pagamento reviewed dal Financial Times, il Centro per l’Export del Ministero della Difesa iraniano, noto come Mindex, ha introdotto opzioni che consentono agli acquirenti stranieri di regolare i contratti per le armi utilizzando valute digitali, accordi di baratto o la valuta locale iraniana.
La politica sembra essere stata introdotta nell’ultimo anno e si applica a una gamma di equipaggiamenti militari strategici.
La mossa rappresenta una delle indicazioni pubbliche più chiare finora del fatto che uno stato nazionale è disposto a usare criptovalute in transazioni che coinvolgono hardware militare sensibile.
Cripto offerte come alternativa ai pagamenti tradizionali
Mindex, ente statale che supervisiona le esportazioni della difesa iraniana, pubblicizza relazioni con oltre 30 clienti stranieri e promuove un catalogo che include missili balistici, droni armati, unità navali e sistemi di difesa aerea.
Tra i sistemi elencati figurano missili a lungo raggio, droni della serie Shahed e navi da guerra progettate per operazioni costiere.
Il sito del centro export, disponibile in diverse lingue, promuove anche armi leggere, razzi e missili da crociera.
I governi occidentali e i rapporti delle Nazioni Unite hanno in passato collegato alcune di queste armi a gruppi militanti sostenuti dall’Iran attivi in Medio Oriente.
Il Financial Times ha verificato l’autenticità della piattaforma online attraverso archivi, dati di registrazione del dominio e analisi tecnica.
Il sito è ospitato presso un provider cloud domestico iraniano sanzionato dal Tesoro statunitense, che ha descritto il servizio come legato alle agenzie di intelligence iraniane.
Rischi di sanzioni riconosciuti ma minimizzati
Il portale online di Mindex include un assistente virtuale e strumenti di guida pensati per accompagnare i potenziali acquirenti nel processo di approvvigionamento.
Una sezione di domande frequenti affronta le preoccupazioni in merito alle sanzioni internazionali, affermando che la lunga esperienza dell’Iran nell’aggirare le restrizioni garantisce la possibilità di eseguire i contratti e completare le consegne.
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Il centro export osserva che possono applicarsi condizioni d’uso delle armi, in particolare in caso di conflitto armato, ma precisa che tali termini sono soggetti a negoziazione tra le parti coinvolte.
Sebbene i prezzi non siano resi pubblici, Mindex indica che il pagamento può essere organizzato all’interno del paese di destinazione e che sono possibili ispezioni in loco in Iran, previa approvazione di sicurezza.
Parte di una più ampia tendenza all’elusione delle sanzioni
L’uso di criptovalute nel commercio legato alle armi riflette un modello più ampio tra i paesi soggetti a vaste sanzioni statunitensi ed europee.
Washington in passato ha intrapreso azioni esecutive contro entità russe accusate di utilizzare asset digitali per aggirare i controlli finanziari, e i funzionari statunitensi hanno a lungo sostenuto che l’Iran si sia affidato alle criptovalute per facilitare la vendita di petrolio e spostare fondi al di fuori del sistema bancario tradizionale.
A settembre, il Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato individui che ha indicato come legati ai Guardiani della Rivoluzione iraniani per aver gestito una rete finanziaria occulta che utilizzava criptovalute per elaborare transazioni riconducibili allo stato.
Queste rivelazioni arrivano mentre i governi occidentali intensificano la pressione su Teheran per il suo programma nucleare.
Ad agosto, Regno Unito, Francia e Germania hanno avviato un meccanismo delle Nazioni Unite volto a ripristinare le sanzioni internazionali dopo il fallimento dei tentativi di rilanciare i negoziati con gli Stati Uniti.
Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute, nel 2024 l’Iran si è classificato tra i principali esportatori di armi al mondo, appena al di fuori della fascia più alta.
Analisti dell’Atlantic Council hanno in precedenza osservato che l’Iran potrebbe espandere il proprio ruolo nei mercati globali delle armi mentre la capacità di export della Russia rimane limitata dalla guerra in Ucraina.
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