
0G
0G#258
Che cos’è 0G?
0G (spesso indicato come “Zero Gravity”) è un Layer 1 modulare, compatibile con l’EVM, progettato per rendere economicamente sostenibili on-chain dati ad alto throughput, storage e calcolo IA verificabile, affrontando un collo di bottiglia centrale nel binomio “IA x crypto”: la maggior parte delle blockchain è ottimizzata per piccole transizioni di stato, non per i grandi dataset e i flussi di calcolo intensivi richiesti dall’addestramento dei modelli, dall’inferenza e dai sistemi di agenti.
Il suo eventuale vantaggio competitivo è più architetturale che narrativo: 0G si propone come uno stack “AI-first” che integra l’esecuzione con un livello dedicato ad alte prestazioni per storage/data availability e una componente di verifica del calcolo, con l’obiettivo di ridurre la necessità di combinare più reti di terze parti per DA, storage e compute, come descritto nella panoramica del protocollo e nei materiali presenti sul 0G site e sul 0G Foundation site.
In termini di posizionamento di mercato, 0G è meglio compreso come un “L1 di infrastruttura specifico per applicazioni” che compete nel vertical AI/agent piuttosto che come un livello di settlement generico con liquidità DeFi consolidata.
All’inizio del 2026, i tracker di terze parti lo collocano nella fascia small-to-mid cap per valore di mercato (per esempio, la CoinGecko’s listing mostra un rank nelle basse centinaia), mentre l’adozione DeFi sulla chain nativa sembra in fase iniziale: la DeFiLlama’s 0G chain dashboard ha mostrato una TVL nell’ordine di pochi milioni di dollari, in linea con una rete che ha lanciato il mainnet relativamente di recente e non ha ancora accumulato una profondità duratura di bilancio DeFi.
Chi ha fondato 0G e quando?
Lo sviluppo di 0G è associato a 0G Labs e alla 0G Foundation; i materiali pubblici relativi al periodo pre-mainnet del protocollo enfatizzano un percorso di sviluppo pluriennale culminato in una pietra miliare di mainnet nel 2025. Le comunicazioni del progetto descrivono una sequenza che va dal testnet “Newton” del 2024 verso un mainnet pianificato, con 0G Labs che annuncia il testnet Newton nell’aprile 2024 e lo presenta come un on-ramp per operatori di nodi e sviluppatori in vista del mainnet.
Verso la fine del 2025, 0G ha dichiarato di aver completato il token generation event e lanciato l’“Aristotle Mainnet”, come indicato nel September 2025 monthly tech update. Le attribuzioni di leadership nei database aziendali puntano anche a dirigenti identificabili; ad esempio, il profilo Crunchbase di Michael Heinrich lo indica come co-fondatore e CEO di 0G Labs, sebbene gli investitori debbano considerare tali database come indicativi e non definitivi.
A livello narrativo, il posizionamento di 0G ha seguito l’evoluzione del ciclo di mercato più ampio, dal tema generico dei “token IA” verso rivendicazioni di tipo infrastrutturale: invece di presentarsi come una singola applicazione, 0G si è progressivamente proposto come un “deAIOS” modulare che unifica storage, DA, verifica del calcolo e marketplace di agenti sotto un unico ombrello, il che è esplicito nella descrizione dell’ecosistema sulla 0G homepage e nei successivi aggiornamenti tecnici, come l’enfasi post-lancio sugli strumenti di interoperabilità, sugli audit e sulla “compliance and rewards infrastructure” nel September 2025 tech update.
Questo rappresenta un pattern di pivot comune nel mondo crypto: man mano che l’attenzione speculativa si comprime, i progetti tentano di difendere la valutazione ampliando la superficie del proprio “platform” e ancorando le proprie rivendicazioni a throughput misurabile, strumenti per sviluppatori e integrazioni.
Come funziona la rete 0G?
0G si descrive come un Layer 1 modulare con compatibilità EVM e un modello di sicurezza proof-of-stake, con i validatori che mettono in staking il token nativo per partecipare al consenso e alla sicurezza della rete; questa impostazione compare sia nelle analisi di terze parti sia nella comunicazione dell’ecosistema 0G, ed è rafforzata dalla ricerca che evidenzia staking e partecipazione dei validatori come elementi centrali della postura di sicurezza della rete (si veda, ad esempio, il DL News’ research report, che discute scelte di design della sicurezza come lo shared staking ancorato a Ethereum).
Il token esiste anche come rappresentazione ERC-20 e BSC all’indirizzo di contratto fornito nel pacchetto dell’asset, visibile su explorer come Etherscan e BscScan, aspetto rilevante operativamente perché molte delle prime infrastrutture di liquidità e custodia iniziano spesso su chain consolidate, anche quando l’ambiente di esecuzione “reale” è il Layer 1 del progetto stesso.
L’elemento tecnico differenziante non è semplicemente “EVM + PoS”, bensì il tentativo di trattare il throughput dei dati e la verifica dei carichi di lavoro IA come vincoli di prima classe. 0G ha pubblicato materiali orientati alle performance. Separatamente, i suoi aggiornamenti post-mainnet menzionano infrastruttura di wrapped token progettata per integrarsi con stack di oracoli e interoperabilità DeFi, come il riferimento a “W0G” distribuito su testnet come “Chainlink CCT-compatible” nel September 2025 tech update.
La realtà della sicurezza per un L1 emergente, tuttavia, dipende in genere meno dalle affermazioni sul TPS di picco e più dalla qualità dei validatori, dall’allineamento degli incentivi, dalla diversità dei client e dalla storia di eventuali exploit; gli investitori dovrebbero leggere le affermazioni sulle performance come “condizioni di laboratorio ottimali” finché non siano corroborate da un utilizzo produttivo sostenuto e da misurazioni indipendenti.
Quali sono i tokenomics di 0G?
Le informative pubbliche sui tokenomics di 0G indicano una fornitura totale fissa di 1 miliardo di token, con una circolazione iniziale limitata al momento della token generation. Le comunicazioni del progetto sul token indicano una supply di 1.000.000.000 al TGE e descrivono allocazioni per crescita dell’ecosistema/comunità, partecipazione di alignment node e altre categorie.
In tali materiali, 0G dichiara inoltre che la porzione sbloccata al TGE è stata pari al 21,32% della supply totale e che questo sblocco iniziale proveniva da allocazioni legate alla comunità.
All’inizio del 2026, i tracker di mercato di terze parti riflettono ugualmente una supply circolante significativamente al di sotto del massimo di 1 miliardo, il che implica che, nel medio termine, le dinamiche di offerta dell’asset sono dominate da vesting, emissioni e cadenza degli unlock più che dal burn delle commissioni transazionali.
L’utilità e la creazione di valore per 0G si modellano al meglio come uno stack di domanda tripartito: domanda di staking (collaterale per mettere in sicurezza il consenso e potenzialmente altri servizi), domanda transazionale (gas per l’esecuzione) e domanda per servizi denominati (pagamenti per storage/DA e servizi di marketplace per IA/agent). I riassunti di ricerca di terze parti e le spiegazioni dell’ecosistema descrivono comunemente il token come utilizzato per staking e commissioni attraverso questi pilastri.
La visione istituzionale scettica è che i token “multi-utility” finiscono spesso per essere ancorati economicamente a un solo vero driver – di solito la domanda speculativa di collaterale o il rendimento generato da emissioni – a meno che la chain non diventi la sede predefinita per un determinato tipo di carico di lavoro. Dato che la TVL DeFi su 0G a inizio 2026 appare modesta secondo DeFiLlama, la domanda di breve periodo è se la domanda non-DeFi (storage/DA e verifica del calcolo IA) possa creare un flusso di commissioni persistente, o se la domanda di token rimanga principalmente guidata da staking e incentivi in chiave riflessiva.
Chi sta usando 0G?
Esiste una differenza sostanziale tra il turnover sugli exchange e l’utilizzo economico on-chain, in particolare per i Layer 1 di nuova introduzione. All’inizio del 2026, 0G presenta chiaramente disponibilità su exchange e visibilità di mercato (le sue quotazioni di token e gli annunci sull’ecosistema si concentrano intorno alla finestra TGE/mainnet di settembre 2025, ad esempio l’affermazione del progetto stesso di aver completato il TGE e lanciato Aristotle mainnet), ma l’utilità on-chain dovrebbe essere valutata tramite proxy come TVL, generazione di commissioni, indirizzi attivi e retention delle applicazioni piuttosto che dal mero “numero di partner”.
Su questo fronte, la DeFiLlama’s chain dashboard suggerisce una fase iniziale di distribuzione di capitale on-chain, mentre pagine di tracciamento dell’ecosistema come la 0G ecosystem category di CoinGecko indicano la presenza di asset wrapped e derivati di staking che tipicamente accompagnano un L1 che tenta di avviare i propri primitive DeFi.
In tema di “adozione istituzionale/enterprise”, l’approccio più rigoroso è separare le integrazioni verificabili (custodia, validatori, infrastruttura) dalle partnership “soft” (co-annunci di marketing). Nella propria comunicazione di lancio del mainnet, 0G ha rivendicato un ampio set di partner di ecosistema sin dal giorno uno, che coprono infrastruttura, wallet, custodia e provider cloud.
Per la due diligence istituzionale, questi nomi dovrebbero essere interpretati come “esiste una superficie di integrazione” piuttosto che come “carichi di lavoro enterprise girano in produzione su 0G su larga scala”, salvo riscontri tramite informative sull’utilizzo, volumi on-chain attribuibili a tali integrazioni o dati verificati su ricavi/commissioni.
Quali sono i rischi e le sfide per 0G?
Il rischio regolatorio per 0G, come per la maggior parte dei token L1 a bassa capitalizzazione, riguarda meno l’esistenza di una causa nominativa in corso e più l’interrogativo irrisolto sulla classificazione del token e sulla postura di compliance rispetto a distribuzioni, incentivi e rendimenti da staking nelle principali giurisdizioni. All’inizio del 2026, non sembra emergere da fonti pubbliche mainstream alcuna azione di enforcement statunitense specifica e ampiamente riportata contro 0G; tuttavia, il contesto di settore rimane quello in cui staking e distribuzioni di token possono attirare attenzione a seconda delle specifiche circostanze di fatto. I vettori più immediati di “centralizzazione” sono quelli tipici per gli L1 emergenti: concentrazione della proprietà iniziale dei token, dipendenza da incentivi diretti dalla foundation e qualità del set di validatori.
Anche se una rete è nominalmente un sistema PoS permissionless, la sicurezza in pratica dipende dalla distribuzione dello stake, dal livello di professionalità operativa, dalla diversità dei client e dalla plausibilità di eventi coordinati di slashing o di cattura della governance; le discussioni di terze parti sull’impostazione di sicurezza di 0G (incluso lo shared staking ancorato a Ethereum) evidenziano che questi profili di rischio rimangono centrali per la valutazione dell’asset. staking concepts) sottolineano che il progetto sta cercando di affrontare questi problemi a livello architetturale, ma l’architettura non sostituisce completamente il tempo in produzione e i test in contesti avversi.
Il rischio competitivo è acuto. 0G non compete solo contro altri L1 che rivendicano un posizionamento “AI”, ma anche contro stack modulari in cui execution, DA, storage e compute sono composti a partire da network best-of-breed. Se un’applicazione può abbinare un L2 EVM con un livello di DA maturo e una rete specializzata per la verifica del calcolo, la tesi integrata di 0G deve vincere simultaneamente in termini di costo, latenza, esperienza sviluppatore e garanzie di sicurezza.
Inoltre, le minacce macroeconomiche includono la “fatica da incentivi” (utenti che fanno farming e poi se ne vanno), la frammentazione della liquidità (wrapped token e bridge che diluiscono la liquidità canonica) e la generale difficoltà di convertire la “capacità di throughput” in “commissioni che le persone sono disposte a pagare”, in particolare quando l’utilizzo iniziale è sovvenzionato. L’istantanea della TVL di inizio 2026 su DeFiLlama non è una sentenza, ma è un segnale d’allarme che la rete si trova ancora nella fase di bootstrap in cui gli incentivi possono dominare la domanda organica.
Qual è la Prospettiva Futura per 0G?
Una visione credibile sul futuro di 0G dovrebbe essere ancorata all’esecuzione verificabile della roadmap piuttosto che all’ampiezza della narrativa. Dopo il lancio del mainnet, gli aggiornamenti di 0G stessi enfatizzano il lavoro infrastrutturale concreto: interoperabilità dei wrapped token progettata per integrarsi con l’ecosistema di oracle/DeFi, audit e irrobustimento in produzione per i livelli applicativi come “AIverse” e i componenti di calcolo, e ricerca continua su ambienti di esecuzione sicuri.
Dal punto di vista della fattibilità istituzionale, gli ostacoli principali sono se 0G riuscirà (a) ad attrarre carichi di lavoro nativamente data-heavy che non verrebbero semplicemente distribuiti su una chain già affermata, (b) a dimostrare una generazione di commissioni sostenuta che non sia finanziata esclusivamente da emissioni, e (c) a mantenere una decentralizzazione e una sicurezza credibili man mano che gli sblocchi di token procedono secondo quanto indicato dalle stesse spiegazioni di vesting del progetto.
La difendibilità di lungo periodo della rete sarà probabilmente determinata meno dall’ambizione del branding “deAIOS” e più dal fatto che gli sviluppatori considerino lo stack integrato DA/storage/compute di 0G misurabilmente più economico e sicuro rispetto all’assemblaggio di componenti modulari altrove, in condizioni reali sia avverse sia economiche.
