
MultiversX
EGLD#273
Che cos’è MultiversX?
MultiversX è una blockchain Layer 1 per smart contract progettata per scalare orizzontalmente la capacità di elaborazione delle transazioni tramite un’implementazione in produzione del sharding sulla rete, sull’elaborazione delle transazioni e sullo stato, con l’obiettivo esplicito di mantenere bassa la latenza e basse le commissioni man mano che l’utilizzo cresce. Il suo principale vantaggio tecnico è l’architettura di “adaptive state sharding”, abbinata a un modello di finalità guidato dai validatori, che cerca di preservare la composabilità tipica di una singola chain consentendo al protocollo di aggiungere (o riequilibrare) shard al variare del carico, invece di fare affidamento principalmente su rollup esterni o sidechain applicative per ottenere la scalabilità, come descritto nella documentazione tecnica ed economica del progetto sul MultiversX website e nella docs.
In termini di struttura di mercato, MultiversX si colloca nella “long tail” delle L1 general purpose, piuttosto che nel primo livello per capitale o per gravità DeFi.
Gli aggregatori di terze parti posizionano la capitalizzazione di mercato dell’asset nelle basse/medie centinaia all’inizio del 2026 (per esempio, CoinGecko mostra EGLD classificato intorno alla bassa area #200 nella sua pagina principale dell’asset al momento della rilevazione) e mostrano un’impronta DeFi relativamente ridotta rispetto alle L1 dominanti; la dashboard della chain MultiversX su DefiLlama mostrava, all’inizio del 2026, una TVL DeFi nell’ordine di poche decine di milioni di USD e volumi DEX e generazione di commissioni modesti, il che implica che la maggior parte della liquidità e della price discovery per EGLD avviene ancora off-chain su piattaforme centralizzate, piuttosto che essere trainata da profondi loop di leva on-chain. Vedi CoinGecko per il contesto sul ranking e la DefiLlama’s MultiversX chain page per snapshot di TVL/commissioni/volumi.
Chi ha fondato MultiversX e quando?
MultiversX è stato lanciato originariamente come Elrond, con tokenomics in era mainnet costruite attorno a una narrativa di offerta limitata e a un set di validatori Proof-of-Stake, per poi essere rinominato in “MultiversX” quando il team ha ampliato il proprio posizionamento da chain ad alte prestazioni per pagamenti e smart contract verso una più ampia tesi di “nuovo internet” (DeFi, metaverso e strumenti per l’ecosistema).
La storia pubblica del progetto e il ruolo del token come asset di sicurezza e governance sono riassunti sul official site e nella economics documentation del protocollo, che descrive anche il mint iniziale e la massima offerta teorica di lungo periodo.
Nel tempo, la narrativa è stata plasmata meno da una singola “killer app” e più da affermazioni a livello di protocollo sulle prestazioni di esecuzione e sulla differenziazione architetturale (in particolare sharding e bassa latenza), con tentativi periodici di rafforzare il legame tra utilizzo della rete e risultati per i detentori del token tramite la progettazione di commissioni ed emissioni.
Questa evoluzione è visibile nei post tecnici orientati alla governance e nelle proposte, inclusa la transizione verso meccanismi di governance più esplicitamente on-chain introdotti attorno al ciclo di upgrade del 2025 e le successive discussioni sul modello economico pubblicate dal team sul MultiversX blog e dibattute su Agora.
Come funziona la rete MultiversX?
MultiversX è una blockchain Proof-of-Stake che utilizza una variante spesso descritta dal progetto come Secure Proof of Stake (SPoS), in cui i validatori mettono in stake EGLD, partecipano al consenso e guadagnano ricompense e commissioni per la produzione dei blocchi e la sicurezza della rete.
A livello architetturale, la chain utilizza più shard di esecuzione più un componente di coordinamento (spesso indicato come metachain nei materiali MultiversX) per instradare e finalizzare l’attività cross-shard, con l’obiettivo di mantenere il carico per shard entro limiti definiti man mano che la capacità totale cresce; gli incentivi economici sottostanti e quelli per i validatori sono descritti nella Economics section of the docs.
Negli ultimi 12 mesi (relativamente a marzo 2026), il cambiamento tecnico verificato più rilevante del protocollo è stato il rilascio Andromeda, che ha ridisegnato le meccaniche di finalità e di esecuzione cross-shard.
Le note di rilascio di MultiversX descrivono la rimozione dei precedenti requisiti di “confirmation block”, l’espansione della partecipazione alla firma da parte degli shard di esecuzione e l’introduzione degli “Equivalent Consensus Proofs” per ridurre il rischio di finalizzazione troppo centrata sul leader e velocizzare i percorsi cross-shard; la timeline ufficiale del team colloca l’attivazione intorno alla fine di maggio 2025, dopo un voto di governance.
Questo è documentato nella pagina ufficiale Release: Andromeda (v1.9.6) e in discussioni di governance/engineering come MIP-25 on Agora.
Separatamente, MultiversX enfatizza aggiornamenti frequenti dei nodi, retrocompatibili, piuttosto che hard fork costanti, come descritto nella documentazione per i validatori sui node upgrades.
Quali sono le tokenomics di EGLD?
Il design di base di EGLD è un modello a offerta limitata, con una massima offerta teorica di 31.415.926 EGLD, con emissioni rilasciate nel tempo e (nel design originale) parzialmente compensate dalle commissioni di transazione, in modo che una maggiore generazione di commissioni riduca l’emissione netta, invece di bruciare necessariamente l’offerta già emessa.
Questo meccanismo di “fee-offset issuance” e il cap sono descritti nella MultiversX economics documentation ufficiale e ripresi in analisi di terze parti come la panoramica di Messari sull’inquadramento della massima offerta del sistema e sulla logica di fee-offset in Understanding MultiversX.
In pratica, se EGLD è net inflazionistico o net deflazionistico in un dato momento dipende da (i) il percorso di emissione programmato, (ii) le regole del protocollo su commissioni e burn in quel momento e (iii) la domanda di rete effettivamente realizzata, che per la maggior parte delle L1 più piccole tende a essere il vincolo principale.
All’inizio del 2026, il discorso economico più recente su MultiversX si è concentrato sul rafforzamento dell’accumulo di valore attraverso una struttura di fee market concettualmente ispirata a EIP-1559, introducendo esplicitamente componenti di base-fee e priority-fee e destinando una parte delle base fee al burn, con ulteriori ripartizioni indirizzate a builder e ad altri attori dell’ecosistema a seconda dell’implementazione finale.
Le specifiche a livello di proposta — come il burn di una quota definita delle base fee e il pagamento delle priority fee ai produttori di blocchi — sono descritte nel thread del forum di governance di MultiversX, Updated Fee Market and Burn Mechanism, e nell’inquadramento più ampio dell’“economic evolution” del team sul MultiversX blog.
Per gli investitori, il punto analitico chiave è che i burn delle commissioni contano solo se esiste un volume di commissioni sostenibile; le dashboard di DefiLlama su commissioni e ricavi a livello di chain per MultiversX, all’inizio del 2026, mostrano una generazione di commissioni assoluta molto bassa, il che implica che i burn — per quanto ben progettati — non costituirebbero un sink significativo a meno che l’utilizzo non cresca in modo sostanziale. Vedi DefiLlama per il contesto sulle commissioni della chain attuali.
Chi sta usando MultiversX?
Una sfida ricorrente nella valutazione dell’“utilizzo” delle L1 più piccole è separare il volume speculativo guidato dagli exchange dall’attività economica on-chain.
Nello specifico di MultiversX, la dashboard della chain su DefiLlama all’inizio del 2026 mostrava TVL bassa, volumi DEX bassi e produzione di commissioni bassa rispetto alle principali L1, cosa coerente con un ecosistema in cui l’attività marginale dominante degli utenti non è DeFi ad alta leva e in cui la maggior parte dei flussi di capitale rimane esterna alla chain.
Le stesse dashboard mostrano un’offerta di stablecoin su MultiversX nell’ordine di pochi milioni di dollari (USD), fortemente concentrata in USDC secondo la rilevazione di DefiLlama, il che suggerisce ulteriormente una liquidità in dollari on-chain limitata per una struttura di mercato DeFi su larga scala. Vedi la DefiLlama’s MultiversX chain page e la DefiLlama’s MultiversX stablecoins page.
Detto questo, MultiversX ha continuato a investire in infrastruttura di ecosistema, strumenti per sviluppatori e distribuzione di wallet consumer, e mantiene una visibile cadenza di upgrade e un processo di governance pubblico.
Per quanto riguarda le affermazioni di adozione istituzionale o enterprise, l’onere della prova è più elevato: gli indicatori più difendibili restano i metrici on-chain verificabili (commissioni, float di stablecoin, ricavi dei protocolli) e annunci di partnership primarie firmate, basate su fonti primarie, che si traducano in throughput o asset misurabili on-chain, piuttosto che in semplici narrative di marketing.
Il team di MultiversX posiziona la chain per DeFi, “real world assets” e applicazioni in stile metaverso nelle sue ecosystem pages, ma, all’inizio del 2026, i dati di terze parti suggeriscono che queste categorie non si sono ancora tradotte in una TVL ampia e duratura su MultiversX rispetto alle venue leader.
Quali sono i rischi e le sfide per MultiversX?
Dal punto di vista regolamentare, MultiversX affronta lo stesso rischio generalizzato della maggior parte dei cripto-asset non Bitcoin: negli Stati Uniti e in altre grandi giurisdizioni, il confine tra security e commodity rimane specifico al caso e guidato dall’enforcement, e le decisioni su listing/supporto degli exchange possono cambiare rapidamente sotto la pressione regolamentare.
Nelle fonti pubbliche, MultiversX non sembra essere stato preso di mira in modo univoco da un’azione di enforcement statunitense, ampiamente pubblicizzata e specifica per il protocollo, come è accaduto per alcuni altri emittenti; il rischio più realistico nel breve termine è indiretto — cioè frammentazione della liquidità, rischio di delisting dagli exchange o restrizioni sui prodotti di staking — piuttosto che un singolo evento legale specifico per la chain.
La stessa transizione del protocollo verso una governance on-chain — ad esempio requisiti di bonding per presentare proposte e meccaniche di voto esplicite — può migliorare la trasparenza ma non elimina le preoccupazioni di centralizzazione se il potere di voto è fortemente concentrato tra i grandi staker. liquid-staking provider, fondazioni o coorti di validatori, come descritto nella proposta di upgrade incentrata sulla governance Barnard upgrade proposal.
Il rischio competitivo è semplice da comprendere: MultiversX compete in un panorama L1 saturo contro ecosistemi con una liquidità in stablecoin più profonda, una maggiore presenza nella mente degli sviluppatori e una più forte integrazione istituzionale (Ethereum L2, Solana e altre L1 ad alta capacità).
La minaccia economica è riflessiva: un basso TVL e una bassa generazione di commissioni riducono l’entità del “rendimento reale” che può essere restituito a validatori e staker senza sussidi inflazionistici, il che può indebolire la sicurezza per dollaro e ridurre gli incentivi a costruire, creando un circolo vizioso.
Al contrario, se la chain tenta di compensare con emissioni più elevate, rischia una diluizione e una pressione di vendita che possono superare la domanda organica. I materiali del team sulla stessa “evoluzione economica” riconoscono la necessità di rendere le emissioni più sensibili alla domanda e di rafforzare il legame tra utilizzo e risultati per i detentori del token, ma questo è in ultima analisi limitato dall’adozione e dalla capacità della chain di attrarre applicazioni e liquidità durature.
Vedi il framework del team in The MultiversX Economic Evolution e la discussione sulla proposta di commissioni/burn su Agora.
Qual è la prospettiva futura per MultiversX?
Il segnale “futuro” più credibile per MultiversX è se gli elementi della sua roadmap si tradurranno in miglioramenti misurabili in termini di finalità, composabilità cross-shard ed esperienza sviluppatore, senza introdurre complessità fragile.
Dopo l’attivazione su mainnet di Andromeda nel maggio 2025, il team ha presentato pubblicamente ulteriori passi verso una finalità sotto il secondo sotto l’etichetta “Supernova” e ha continuato a pubblicare lo stato della roadmap e la sequenza degli upgrade; queste indicazioni compaiono sulla tech roadmap ufficiale e in post di ingegneria esplicativi come Andromeda and Supernova.
In parallelo, la documentazione per i validator di MultiversX sottolinea l’importanza di aggiornamenti continui dei nodi, che possono ridurre il rischio di coordinamento di governance rispetto a frequenti hard fork, ma richiedono comunque operazioni disciplinate e regole di attivazione chiare per prevenire scissioni del consenso. Vedi MultiversX node upgrades docs.
L’ostacolo strutturale rimane l’economia dell’adozione: a meno che MultiversX non riesca a far crescere in modo significativo la quantità di stablecoin in circolazione, il volume on-chain e il throughput delle commissioni (al netto di attività di wash trading incentivate), i miglioramenti di tokenomics e di performance potrebbero non tradursi in un valore durevole.
In questo senso, la roadmap è necessaria ma non sufficiente; il protocollo deve trasformare la differenziazione tecnica in liquidità sostenuta e in una reale capacità di attrarre applicazioni credibili, e il modo migliore per monitorarlo è tramite metriche indipendenti a livello di chain (TVL, commissioni, offerta di stablecoin, volumi DEX) piuttosto che affidarsi alle narrative. Le dashboard MultiversX di DefiLlama forniscono un punto di partenza per questa verifica continua: MultiversX TVL/fees/volume e MultiversX stablecoins.
