L’economista capo di Apollo, Torsten Sløk, avverte che agenti di intelligenza artificiale come Muse di Meta potrebbero dirottare la liquidità delle famiglie verso conti più remunerativi, mettendo sotto pressione i depositi a basso costo delle banche.
Punti chiave
- Secondo Sløk, gli agenti AI potrebbero spostare la liquidità da conti correnti che rendono in media lo 0,1% verso conti online che offrono tra il 3,3% e il 5%.
- Su un saldo di 10.000 dollari, lo 0,1% genera circa 10 dollari l’anno, contro circa 500 dollari al 5%.
- Muse si collega ai conti finanziari tramite Plaid, ma l’integrazione resa pubblica non specifica chiaramente la possibilità di trasferire automaticamente denaro tra banche.
L’allarme di Sløk sui depositi
In una nota di Apollo del 27 settembre, Sløk ha scritto che l’adozione diffusa di agenti AI potrebbe rendere estremamente semplice il “rate shopping” sui depositi. Apollo elenca 11 conti fintech e online con rendimenti tra il 3,3% e il 5%, a fronte di medie nazionali FDIC dello 0,4% per i conti di risparmio e dello 0,1% per i conti correnti.
Su un saldo di 10.000 dollari, il divario tra lo 0,1% e il 5% vale circa 490 dollari di interessi annui. Poiché le banche utilizzano abitualmente i depositi per finanziare l’attività di credito, uno spostamento rapido e di massa verso conti ad alto rendimento potrebbe aumentare la pressione sul funding.
“Se ogni famiglia usasse agenti AI per ottimizzare il rendimento delle proprie giacenze, le banche potrebbero perdere una quota rilevante di quei depositi a basso costo su cui fanno affidamento per erogare prestiti”, ha scritto Sløk.
Meta ha lanciato Muse l’8 settembre, con Plaid incaricata di fornire il collegamento ai conti finanziari. Plaid afferma che l’integrazione consente agli utenti di consultare saldi, movimenti, investimenti e mutui, ma nel comunicato non emerge in modo esplicito che Muse sia in grado di effettuare automaticamente spostamenti di liquidità tra conti bancari diversi.
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La strategia di Zaccardi sulla liquidità
Il chartered financial analyst Mike Zaccardi ha spiegato di detenere già la propria liquidità in BOXX, un ETF pensato per replicare da vicino i rendimenti dei Treasury bill a breve termine. Il messaggio è che i risparmiatori non hanno bisogno dell’AI per trovare rendimenti migliori, anche se gli agenti potrebbero rendere questo comportamento molto più rapido e automatizzato.
Nate Geraci, co-fondatore della ETF Institute, sostiene che sia l’intelligenza artificiale sia le crypto stiano mettendo in discussione il modello bancario tradizionale. JPMorgan ha a sua volta segnalato il crescente interesse dei consumatori per Muse, affermando che l’agente potrebbe diventare l’applicazione di AI per il retail più utilizzata dai consumatori dopo ChatGPT.
Sløk non ha quantificato né l’ammontare dei flussi potenziali né la velocità con cui potrebbero verificarsi. Il suo scenario presuppone inoltre un’adozione ampia da parte delle famiglie, il che rende incerta la scala potenziale del fenomeno, anche se in futuro gli agenti AI ottenessero realmente l’autorità di trasferire fondi in modo autonomo.
Muse, per ora, resta un esempio ancora iniziale di questo possibile cambiamento. Dall’8 settembre Meta lo promuove come un agente capace di agire attraverso servizi collegati, mentre l’attuale integrazione con Plaid si limita a mostrare l’accesso ai conti finanziari, senza definire con chiarezza la possibilità di “sweep” automatici di liquidità da banca a banca.
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