I volumi di trading spot sugli altcoin sono saliti a quattro volte quelli di Bitcoin (BTC), mentre il posizionamento sui futures e l’aumento degli afflussi verso gli exchange sollevano interrogativi sulla durata effettiva di questa rotazione.
Punti chiave:
- I volumi spot degli altcoin hanno raggiunto un livello quattro volte superiore a quello di Bitcoin, il rapporto più alto del 2025.
- Gli altcoin valgono il 41% dell’open interest sui futures, una quota vista l’ultima volta prima di una correzione di Bitcoin.
- L’aumento degli afflussi agli exchange segnala maggiore pressione in vendita, mentre le riserve di stablecoin lasciano irrisolta la portata della rotazione.
Il cambio di passo sui volumi Bitcoin
Il rialzo di circa il 40% messo a segno da Bitcoin nel terzo trimestre ha sostenuto l’intero mercato crypto e riacceso l’appetito per i token a minore capitalizzazione. Secondo Glassnode, i volumi spot degli altcoin hanno ora raggiunto un multiplo di quattro volte rispetto a quelli di Bitcoin, il rapporto più elevato registrato quest’anno: un massimo annuale.
Lo stesso spostamento emerge nei derivati. I dati di Coinalyze indicano che gli altcoin rappresentano il 41% dell’open interest complessivo sui futures, contro il 35% di Bitcoin e il 25% di Ethereum (ETH). Una quota del 41% non si vedeva da dicembre 2024, poco prima che Bitcoin avviasse una fase di ritracciamento.
Il fenomeno si riflette anche nella capitalizzazione complessiva. I dati di CoinMarketCap mostrano come il suo Altcoin Season Index sia entrato in “altcoin season” a metà settembre, mentre la capitalizzazione totale degli altcoin è salita da circa 1.000 a 1.200 miliardi di dollari, con un incremento intorno al 20%.
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I segnali di rischio secondo Glassnode
Glassnode osserva che “i trader sul mercato spot si stanno spostando sugli altcoin. Una domanda così marcata di rischio più elevato spesso coincide con massimi locali di $BTC”. Letture simili erano emerse in corrispondenza dei massimi di Bitcoin a inizio e metà 2025, anche se il segnale, da solo, non basta a sancire che un nuovo top sia già stato segnato.
I dati di CryptoQuant aggiungono un secondo campanello d’allarme, mostrando afflussi di altcoin verso gli exchange ai livelli più alti dall’ottobre 2025. L’analista DarkFrost spiega: “Quello che noto è un’impennata degli afflussi di altcoin, il che significa che la pressione di vendita sugli altcoin sta aumentando”. Afflussi più consistenti verso gli exchange tendono infatti a indicare che un numero maggiore di token viene spostato su piattaforme dove i detentori possono liquidare le posizioni.
Sul fronte stablecoin, il quadro è meno ribassista: le riserve detenute sugli exchange sono scese nonostante il recente calo di Bitcoin, movimento che l’analisi interpreta come prosecuzione dell’accumulazione di BTC nella fase di ritracciamento. Un recupero più deciso di Bitcoin potrebbe ancora sostenere gli altcoin, e l’attuale correzione, da sola, non basta a decretare un ritorno strutturale alla “Bitcoin season”.
La storia spiega perché gli operatori guardano con attenzione a entrambe le curve. I picchi di volume sugli altcoin si sono sovrapposti ai massimi locali di Bitcoin a inizio e metà 2025, mentre l’ultima volta che la quota altcoin nell’open interest dei futures aveva toccato il 41%, a dicembre 2024, era seguita una correzione di BTC. Si tratta di precedenti che segnalano rischio, non certezze.
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