Oltre 1.600 dipendenti degli store Apple in Italia hanno incrociato le braccia venerdì per protestare contro organici insufficienti e carichi di lavoro crescenti, nel giorno in cui l’iPhone 18 Pro è arrivato nei negozi di tutto il mondo.
Punti chiave:
- Tre sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero di tutto il turno nei 17 Apple Store italiani.
- I lavoratori chiedono più assunzioni, contratti a tempo indeterminato per i precari e più ore ai part-time che ne facciano richiesta.
- Apple sostiene che i punti vendita siano rimasti aperti e rivendica salari e benefit.
Sciopero negli Apple Store italiani
Le tre organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs hanno chiamato i lavoratori ad astenersi per l’intero turno, con presidi davanti agli store di punta a Roma, Milano e nelle altre principali città.
Le proteste principali sono state organizzate presso il negozio di Via del Corso a Roma e in Piazza Liberty a Milano, dove il presidio è stato previsto per tre ore.
Lo sciopero riguarda oltre 1.600 dipendenti distribuiti in 17 punti vendita, ha riferito Fisascat CISL.
Apple ha mantenuto aperti i negozi. Un portavoce ha detto ai giornalisti che sia gli store fisici sia quelli online erano operativi e che l’azienda era lieta di accogliere i clienti come di consueto.
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I sindacati incalzano Apple sugli organici
I sindacati sostengono che ogni nuovo lancio di iPhone scarichi ulteriore lavoro sul personale dei negozi, le cui mansioni si sono fatte via via più complesse e sempre più orientate all’assistenza clienti. Dai colloqui con i dipendenti sarebbe emerso un peggioramento delle condizioni, con poca attenzione al loro benessere, ha affermato Filcams CGIL. Le organizzazioni chiedono ad Apple più assunzioni, la trasformazione dei contratti a termine in rapporti stabili e la possibilità, per i part-time, di aumentare l’orario su richiesta.
La principale risposta dell’azienda finora è stata l’ampliamento del ricorso ai contratti a termine e l’anticipo delle assunzioni. I sindacati hanno replicato che questa misura non affronta il problema strutturale, anche perché tali contratti ormai durano quasi sette mesi.
L’azienda ha controbattuto affermando di essere orgogliosa di offrire retribuzioni e benefit ai vertici del settore, citando coperture private per spese mediche, dentistiche e oculistiche, oltre a programmi per la salute mentale.
Venerdì è stato una giornata intensa anche sul fronte commerciale, non solo per il nuovo telefono, che in Italia parte da 1.489 euro, circa 1.710 dollari. Negli store italiani sono arrivati anche Apple Watch Series 12, Apple Watch Ultra 4 e AirPods 5, mentre il Duo, il primo pieghevole del gruppo, debutterà il 23 ottobre.
La vertenza di Apple Retail Italia
La protesta chiude una vertenza aperta a giugno. Un incontro del 29 luglio non è riuscito a colmare il divario. I sindacati hanno poi proclamato lo sciopero dopo le assemblee svolte in contemporanea negli store italiani il 7 settembre, durante le quali il personale ha denunciato carenze di organico, carichi di lavoro più pesanti e sovrapposizione delle mansioni.
I lavoratori Apple in Italia hanno già utilizzato il tempismo dei lanci in passato.
Il personale del negozio di Roma scioperò alla vigilia dell’uscita di iPhone 4S nel 2011, giocando sullo slogan aziendale “Think Different” con l’espressione “Strike Different”, e avanzando richieste che includevano un bonus mensile più alto e limiti al controllo dei dipendenti.
Le due parti firmarono il primo accordo aziendale per gli store italiani nel 2013 e ora i sindacati avvertono che le articolazioni territoriali potrebbero aggiungere ulteriori ore di sciopero.
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