Berkshire Hathaway punta il 41,7% del portafoglio su tre giganti potenziati dall’AI

Berkshire Hathaway punta il 41,7% del portafoglio su tre giganti potenziati dall’AI

Apple, Alphabet e Coca-Cola rappresentano oggi il 41,7% del portafoglio azionario da 357 miliardi di dollari di Berkshire Hathaway. Nel frattempo l’amministratore delegato Greg Abel ha aumentato di sei volte la partecipazione in Alphabet dall’inizio dell’anno.

Punti chiave:

  • Tre società che integrano l’intelligenza artificiale nel proprio core business rappresentano il 41,7% del portafoglio azionario da 357 miliardi di Berkshire.
  • Apple resta la principale partecipazione con il 21,7%, davanti ad Alphabet al 10,2% e Coca-Cola al 9,8%.
  • Nel 2026, primo anno da CEO, Abel ha aumentato di sei volte la quota in Alphabet.

Le partecipazioni AI di Berkshire Hathaway

La ripartizione è emersa mercoledì in un’analisi delle maggiori posizioni di Berkshire, pubblicata. Apple guida con il 21,7% del portafoglio, seguita da Alphabet al 10,2% e Coca-Cola al 9,8%; tutte e tre le aziende utilizzano l’AI nei rispettivi business principali.

Nel mondo sono attivi oltre 2,5 miliardi di dispositivi Apple e la suite Apple Intelligence oggi riassume i messaggi, suggerisce le risposte e ordina le notifiche per gli utenti, includendo anche una versione potenziata di Siri. L’ultimo filing 13F di Berkshire indica circa 227,9 milioni di azioni Apple, per un controvalore di circa 65,95 miliardi di dollari a fine giugno.

I ricavi di Google Cloud, la divisione di Alphabet, nel secondo trimestre sono balzati dell’82% su base annua, e l’unità vanta un portafoglio ordini da 514 miliardi di dollari legato a clienti in attesa di nuovi data center. Berkshire, che ha iniziato a comprare il titolo nel terzo trimestre del 2025, oggi detiene 78,8 milioni di azioni di Classe A e 27,2 milioni di Classe C, per un valore complessivo di circa 36,3 miliardi di dollari.

Coca-Cola utilizza l’AI per il marketing, la gestione della supply chain e l’automazione degli impianti produttivi, facendo leva su un accordo quinquennale da 1,1 miliardi di dollari siglato nel 2024 con il cloud Azure di Microsoft. Warren Buffett ha acquistato le attuali 400 milioni di azioni tra il 1988 e il 1994 per 1,3 miliardi di dollari: una partecipazione che oggi vale 35,1 miliardi di dollari e che nel 2026 genererà dividendi per 848 milioni di dollari a favore di Berkshire.

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La scommessa di Greg Abel su Alphabet

In un’intervista televisiva del 2 settembre, Abel ha spiegato che le controllate di Berkshire gli hanno offerto un’osservazione ravvicinata dei ritorni generati dall’AI e che il gruppo considera Google «un attore di primaria importanza». L’analista Anthony Di Pizio ha sottolineato che l’enorme base installata di dispositivi Apple mette il gruppo in una posizione di forza nell’AI consumer, mentre molti concorrenti puntano soprattutto sui clienti corporate.

Buffett, al contrario, non si è mai lanciato alla rincorsa dei titoli tecnologici del momento.

Abel è intervenuto con rapidità su Alphabet dopo la nomina a CEO del 1° gennaio. Nel primo trimestre Berkshire ha aumentato la posizione del 224%, per poi aggiungere altri 48,1 milioni di titoli nel secondo trimestre, portando il valore a metà anno a 37,8 miliardi di dollari. Buffett, che a luglio ha dichiarato di aver avviato lui stesso l’investimento in Alphabet, il 18 settembre si è dimesso dalla presidenza del consiglio; al suo posto è subentrato il figlio Howard Buffett.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è specializzato in approfonditi articoli di ricerca e formazione, con un focus su analisi giornalistica, contesto di settore e le grandi forze che plasmano il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà a breve tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a far sì che questo accada.

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