Bitcoin (BTC) ha visto i suoi ETF raccogliere quasi 1 miliardo di dollari il 21 settembre, dopo che in un’ora sono stati liquidati 262,3 milioni di dollari di posizioni corte, spingendo il prezzo di BTC oltre 84.000 dollari.
Punti chiave:
- Gli afflussi negli ETF si sono avvicinati a 1 miliardo di dollari durante la sessione cash USA, ma il rialzo di Bitcoin era già partito sul mercato dei derivati nelle ore precedenti.
- Prima è arrivato lo short squeeze.
- I dati disponibili indicano che la domanda di ETF ha rafforzato il movimento, senza esserne il fattore scatenante iniziale.
Short squeeze su Bitcoin
I dati di CoinGlass mostrano che Bitcoin ha toccato brevemente quota 84.000 dollari il 21 settembre, un livello che non si vedeva dal 31 gennaio. La sequenza temporale è cruciale.
I flussi degli ETF spot vengono comunicati una volta al giorno e riflettono gli scambi effettuati durante la sessione cash statunitense, che inizia quando i mercati asiatici ed europei sono già aperti da ore. Quando la domanda di ETF della stessa giornata ha potuto realmente accumularsi, Bitcoin si era già mosso con forza al rialzo, mentre le posizioni ribassiste sui futures venivano forzate alla chiusura. Questo indebolisce la tesi secondo cui gli acquisti via ETF avrebbero acceso il rally di lunedì.
Lo short squeeze ha spazzato via 262,3 milioni di dollari in posizioni ribassiste in appena un’ora, dando al mercato dei derivati un chiaro vantaggio rispetto ai successivi dati sui flussi dei fondi.
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I segnali dai flussi ETF
La domanda di ETF resta comunque decisiva. La creazione di nuove quote ETF obbliga i market maker ad acquistare Bitcoin spot, per cui afflussi prolungati possono aggiungere pressione in acquisto dopo che un rally è già iniziato.
L’analisi di BeInCrypto indica che in questo caso è stato il mercato dei futures a fungere da catalizzatore iniziale, mentre i dati non escludono che in altre fasi siano proprio gli ETF a innescare i rialzi. La concentrazione dei fondi è un ulteriore elemento chiave. L’iShares Bitcoin Trust di BlackRock, sigla IBIT, detiene 785.640 BTC, oltre quattro volte i 176.510 BTC gestiti dal Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund, sigla FBTC.
Questa concentrazione può far apparire i dati aggregati sugli ETF più diffusi di quanto non lo sia in realtà la distribuzione effettiva della domanda. Inoltre, l’ultimo afflusso arriva dopo una fase di attività più debole sui fondi.
Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti in cinque delle sei sedute tra il 9 e il 16 settembre, in coincidenza con la correzione del prezzo di BTC. Il quadro si è ribaltato il 17 settembre: con la ripartenza del trend rialzista di Bitcoin, i flussi negli ETF sono tornati stabilmente positivi. Gli afflussi cumulati hanno successivamente superato 56,98 miliardi di dollari, mentre il patrimonio netto complessivo di tutti gli ETF su Bitcoin ha raggiunto 107,86 miliardi di dollari.
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