Bitcoin (BTC) ha faticato a mantenere i guadagni sopra i 90.000 $ mercoledì, mentre l’oro è balzato a un record di 5.300 $ l’oncia e l’indice del dollaro USA è sceso ai minimi di diversi anni.
La criptovaluta ha brevemente raggiunto i 90.500 $ prima di ritracciare a 88.800 $ in vista della riunione di due giorni della Federal Reserve sulla politica monetaria.
I mercati si aspettavano ampiamente che il Federal Open Market Committee mantenesse i tassi di interesse fermi nel range 3,5%-3,75%, stabilito dopo tre tagli consecutivi alla fine del 2025.
L’avanzata dell’oro ha esteso un rally dall’inizio dell’anno del 20%, sostenuto dalla domanda di beni rifugio e dalla debolezza del dollaro. I commenti del presidente Donald Trump, che ha minimizzato le preoccupazioni sul deprezzamento del biglietto verde, hanno rafforzato le aspettative che l’amministrazione privilegi la competitività delle esportazioni rispetto alla forza valutaria.
Cosa è successo
Bitcoin si è consolidato tra 86.000 $ e 93.000 $ da novembre 2025, senza riuscire a trarre vantaggio dall’incertezza macroeconomica che di solito favorisce gli asset rifugio.
I dati storici mostrano che Bitcoin è sceso in sette delle otto riunioni FOMC durante il 2025, con un calo medio del 9% dopo ciascuna decisione.
Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 1,33 miliardi di dollari nella settimana terminata il 23 gennaio, il secondo più grande rimborso settimanale mai registrato. Il Crypto Fear & Greed Index è sceso in territorio di “paura estrema”, poiché i trader evitano posizioni rischiose in vista della conferenza stampa post-riunione di Jerome Powell.
L’analista Rekt Capital ha osservato che l’attuale rimbalzo dai minimi del range ha raggiunto solo il 4% rispetto al precedente movimento del 13%, il che potrebbe indicare un indebolimento del supporto. Un incrocio ribassista della trendline sul grafico settimanale il mese scorso ha rispecchiato pattern che in passato hanno preceduto ribassi di diversi mesi nei cicli precedenti.
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Perché è importante
La divergenza tra oro e Bitcoin riflette il cambiamento nelle preferenze di bene rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche e incertezza sulla politica monetaria. L’oro ha beneficiato di solidi acquisti da parte delle banche centrali, pari in media a 60 tonnellate al mese, ben al di sopra della media pre-2022 di 17 tonnellate mensili.
La correlazione di Bitcoin con i tradizionali asset macro è aumentata con la crescita dell’adozione istituzionale, rendendo la criptovaluta più sensibile alle aspettative sui tassi di interesse e alle condizioni di liquidità del dollaro. Il restringimento del range di negoziazione e il calo della volatilità suggeriscono un’eventuale rottura del range, sebbene la direzione resti incerta.
I trader hanno concentrato l’attenzione sulle indicazioni di Powell riguardo ai futuri tagli dei tassi, con le aspettative di mercato di due riduzioni nel 2026 in contrasto con la proiezione mediana della Fed di un solo taglio. Qualsiasi tono più “falco” potrebbe mettere pressione su Bitcoin, man mano che i rendimenti reali salgono.
Il range 86.000 $-93.000 $ ha concentrato la liquidità agli estremi, preparando il terreno a un eventuale movimento per eseguire gli ordini su uno dei due lati. Gli indicatori tecnici individuano in 84.400 $ un supporto critico, mentre la resistenza si colloca a 90.590 $.
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