Bitcoin sale nonostante le minacce di Putin su Kaliningrad, le probabilità di scontro NATO-Russia su Polymarket al 23%

Polymarket puts a NATO-Russia clash at 23% as U.S. stocks and Bitcoin gain following Vladimir Putin's Kaliningrad warning (Image: Shutterstock)
Polymarket puts a NATO-Russia clash at 23% as U.S. stocks and Bitcoin gain following Vladimir Putin's Kaliningrad warning (Image: Shutterstock)

Bitcoin (BTC) e Wall Street hanno chiuso in rialzo dopo che Vladimir Putin ha avvertito che Mosca è pronta a usare tutto il suo arsenale per difendere Kaliningrad, mentre gli scommettitori di Polymarket attribuiscono il 23% di probabilità a uno scontro militare diretto tra NATO e Russia entro fine anno.

Punti chiave:

  • L’S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,19% e Bitcoin è salito del 3% dopo l’avvertimento di Putin su Kaliningrad; in controtendenza lo STOXX 600 europeo, in calo dell’1,3%.
  • Su Polymarket la probabilità di uno scontro militare NATO-Russia è al 12% entro il 31 ottobre e al 23% entro il 31 dicembre.
  • Kalshi vieta i mercati su guerra e nucleare; Polymarket ha ritirato a marzo il contratto sulla detonazione nucleare.

L’avvertimento di Putin su Kaliningrad e la reazione dei mercati

Putin ha dichiarato al Forum di Valdai, a Mosca, giovedì, che un attacco diretto contro Kaliningrad solleverebbe inevitabilmente la questione dell’uso di “tutte le armi” a disposizione della Russia. Le parole seguono una nota diplomatica in cui Mosca ha sostenuto che ricorrerebbe all’arma nucleare se la NATO tentasse di isolare l’exclave baltica, incastonata tra Polonia e Lituania. Putin non ha però menzionato esplicitamente le armi atomiche e ha ribadito che la Russia non ha intenzione di attaccare alcun Paese europeo.

La seduta azionaria negli Stati Uniti si è chiusa con segni positivi. L’S&P 500 ha cancellato le perdite iniziali e ha terminato a +0,19%, a quota 7.666,45 punti, mentre il rendimento del Treasury decennale è sceso dai massimi da 24 anni. Bitcoin, dal canto suo, è salito del 3% fino a circa 86.650 dollari nelle prime ore di venerdì.

In Europa lo scenario è stato più debole. L’indice STOXX 600 ha ceduto l’1,3%, toccando il minimo da oltre tre mesi, anche se Tim Armitage di Quilter Cheviot ha collegato le vendite soprattutto ai timori di ulteriori rialzi dei tassi. Sul fronte energetico, il Brent ha chiuso in rialzo del 4,37% a 102,31 dollari al barile, complice lo stop di Pechino all’export di carburanti e le notizie di un nuovo invio di truppe statunitensi in Medio Oriente.

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Le quote Polymarket e la risposta di Rutte

Anche i mercati previsionali offrono una lettura simile del rischio geopolitico.

Su Polymarket, il contratto che scommette su uno scontro militare diretto NATO-Russia è prezzato al 12% di probabilità entro il 31 ottobre e al 23% entro il 31 dicembre, con un volume complessivo scambiato di circa 8 milioni di dollari. Altri mercati indicano un 6% di probabilità per un’invasione russa di un Paese NATO entro l’anno e un 6% per un test nucleare russo entro fine anno. Kalshi non offre contratti analoghi.

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato il 30 settembre che Putin sa di non poter vincere contro l’Alleanza, aggiungendo: «Non prendo questa cosa troppo sul serio», secondo la trascrizione ufficiale.

Un alto funzionario della difesa europea ha invece definito l’avvertimento di Mosca «serio», sottolineando che è la prima volta dalla Guerra fredda che la Russia minaccia l’Alleanza in questi termini, come riportato dal Moscow Times.

Le scommesse dirette sulla guerra nucleare restano comunque rare. La piattaforma Kalshi, regolata dalla CFTC statunitense, vietata i mercati su guerra e guerra nucleare, mentre Polymarket ha ritirato a marzo il contratto sulla detonazione nucleare dopo un’ondata di critiche e oltre 838.000 dollari di scambi. All’epoca l’analista Dustin Gouker aveva avvertito che contratti poco liquidi su eventi di guerra possono inviare «segnali fuorvianti».

Anche oggi, le probabilità implicite di Polymarket su un’escalation NATO-Russia non si discostano molto dai livelli di inizio agosto, quando il contratto su un conflitto aperto segnava il 22% e quello su un’invasione russa di un Paese NATO il 6%, dopo che l’intelligence statunitense aveva messo in guardia dal rischio di un possibile attacco di Putin a un membro dell’Alleanza già in autunno.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è Head of Content presso Yellow.com. È specializzato in approfonditi articoli di ricerca e contenuti formativi, con un'attenzione particolare all'analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo cripto, dall’era dell’IA e dalle tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora sodo per contribuire a renderlo realtà.

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