Bitget ha iniziato lunedì a ripristinare i prelievi, partendo da Bitcoin (BTC), dopo la violazione del 24 settembre che, secondo quanto riferito dall’exchange, ha portato al trasferimento di circa 388 milioni di dollari in asset fuori dalla piattaforma.
Ripartenza dei prelievi in Bitcoin
I prelievi sulle reti Bitcoin e BSC sono stati riattivati alle 08:00 UTC, ha comunicato la società, e alle 09:00 UTC risultavano già elaborati 9.585 prelievi in BTC, per un totale di circa 4.098 BTC. L’amministratrice delegata Gracy Chen ha affrontato il tema dell’attacco in una sessione AMA in diretta, sempre lunedì.
I prelievi di Ether (ETH) sono programmati per la ripresa il 29 settembre, seguiti da quelli di Tether (USDT) il 30 settembre e, a partire dal 2 ottobre, dagli altri token, dalle valute fiat e dai servizi peer‑to‑peer.
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Indagine sull’attacco a Bitget
Secondo Bitget, l’attaccante ha sfruttato una vulnerabilità in un prodotto di sicurezza di terze parti per ottenere credenziali interne di alto livello e usarle per inviare richieste di prelievo fraudolente, in grado di aggirare i sistemi di controllo del rischio. Le chiavi private, i wallet cold e i saldi degli utenti non sarebbero stati compromessi, ha precisato la società.
Le società di cybersecurity Mandiant e SlowMist stanno supportando un’indagine forense indipendente; diversi partner del settore hanno collaborato al blocco di una parte degli asset sottratti e Bitget prevede di pubblicare un rapporto ufficiale sulla sicurezza nel corso di questa settimana.
L’exchange ha sottolineato che si tratta della prima violazione di questo tipo in otto anni di attività. In questo arco di tempo, Bitget ha introdotto una prova di riserva mensile (Proof of Reserves) e un Fondo di Protezione Utenti, che secondo l’azienda oggi supera i 464 milioni di dollari, a fronte di un rapporto di riserva dichiarato del 127%.
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