Il settore delle criptovalute sta entrando in una nuova fase in cui i maggiori rischi e le principali tutele non sono più definiti dalla volatilità dei prezzi, ma da dove e come vengono eseguiti gli scambi istituzionali, secondo un report.
Il report, redatto da Finery Markets, mostra che i volumi spot over-the-counter (OTC) in criptovalute sono aumentati del 109% su base annua, superando di gran lunga la crescita sugli exchange centralizzati e smentendo le precedenti previsioni del settore che indicavano un’espansione molto più modesta.
I dati indicano un cambiamento strutturale nel comportamento istituzionale, con i grandi operatori di mercato che convogliano sempre più gli ordini lontano dai book pubblici verso sedi di esecuzione private e bilaterali.
Più che riflettere un eccesso speculativo, il report interpreta la crescita dell’OTC come una risposta deliberata allo stress di mercato, al rischio di esecuzione e alle esigenze in evoluzione dei trader professionali che operano su larga scala.
I mercati OTC funzionano da ammortizzatori durante la volatilità
Il dato più rivelatore del report riguarda ottobre 2025, quando un importante episodio di depegging di una stablecoin ha innescato quasi 20 miliardi di dollari di liquidazioni sui mercati cripto in un arco di 48 ore.
In quella finestra temporale, gli exchange pubblici hanno registrato una forte frammentazione della liquidità, vistose cascate di liquidazioni e una estrema rivalutazione delle garanzie.
Le sedi OTC, al contrario, hanno continuato a funzionare attraverso pool di liquidità privati e meccanismi di pricing bilaterali, consentendo la compensazione di grandi operazioni senza inviare segnali di stress al mercato più ampio.
Secondo Finery Markets, questa dinamica ha impedito un più ampio effetto di retroazione che avrebbe potuto amplificare il rischio sistemico sugli exchange.
L’episodio mette in evidenza una crescente divergenza nei ruoli di mercato.
Gli exchange pubblici servono sempre più come sedi di discovery del prezzo e di partecipazione retail, mentre l’infrastruttura OTC si sta evolvendo in uno strato di stabilità progettato per contenere la volatilità nei periodi di stress.
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Le stablecoin diventano il fulcro del regolamento istituzionale
Nel 2025 le stablecoin sono emerse come la principale classe di asset all’interno dei mercati OTC, rappresentando il 78% di tutti i volumi di trading OTC, in aumento rispetto al 26% di soli due anni prima.
Questo spostamento mostra come le istituzioni stiano utilizzando le stablecoin meno come strumenti speculativi e più come binari di regolamento denominati in dollari che collegano la liquidità on-chain alla finanza tradizionale.
Il report sostiene che questa tendenza ridefinisce il luogo in cui risiede il rischio sistemico.
Man mano che le stablecoin diventano il principale mezzo di scambio per il trading istituzionale in criptovalute, le vulnerabilità si spostano dalle oscillazioni di prezzo dei token verso la resilienza dell’infrastruttura di mercato secondaria, dei processi di regolamento e dell’accesso alla liquidità durante i periodi di stress.
Questa evoluzione rispecchia anche i modelli osservati nei mercati finanziari tradizionali, dove le istituzioni si sono storicamente spostate dalle sedi trasparenti verso l’esecuzione privata quando scala, efficienza del capitale e discrezione sono diventate più importanti della discovery continua del prezzo in pubblico.
La crescita dell’OTC segnala maturazione del mercato, non frammentazione
Mentre i volumi spot sugli exchange centralizzati sono cresciuti solo del 9% nel 2025 e l’attività sugli exchange decentralizzati ha oscillato bruscamente insieme al sentiment di mercato, il trading OTC ha mostrato una crescita costante e composta lungo tutto il ciclo.
Finery Markets interpreta questa divergenza come prova di maturazione del mercato, più che di frammentazione.
Man mano che le criptovalute si integrano più profondamente nei bilanci istituzionali, il report suggerisce che l’ecosistema stia iniziando ad assomigliare ai mercati valutari (FX) e obbligazionari maturi, dove una quota significativa dei volumi avviene fuori dagli exchange per ridurre l’impatto sul mercato e il rischio di esecuzione.
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