Gli Stati Uniti hanno all’incirca da sei a dodici mesi per costruire difese informatiche attorno ai loro modelli di IA più avanzati prima che la Cina disponga di un rivale in grado di trasformare questa tecnologia in arma.
Punti chiave
- Gli esperti stimano che gli USA abbiano al massimo da sei a dodici mesi prima che la Cina raggiunga i modelli di frontiera con capacità informatiche offensive.
- Anthropic ha esteso l’accesso al suo modello ristretto a circa 150 organizzazioni in oltre 15 paesi, ognuna sottoposta a screening preliminare.
- Trump ha firmato un ordine che chiede alle aziende di IA di sottoporre i modelli più potenti a una revisione federale volontaria 30 giorni prima del rilascio.
Claude Mythos alimenta la corsa USA alla cyberdifesa
I ricercatori di sicurezza hanno avvertito che Washington dispone solo di un piccolo vantaggio iniziale e che gli avversari stanno correndo per colmare il divario. Claude Mythos di Anthropic e GPT-5.5-Cyber di OpenAI possono entrambi individuare vulnerabilità nel software e lanciare attacchi molto più rapidamente di qualsiasi team umano, spesso facendo emergere falle che i difensori non sapevano nemmeno esistessero. Entrambe le aziende inizialmente hanno limitato l’uso dei modelli a piccoli circoli di difensori fidati mentre valutavano le possibili conseguenze della diffusione di strumenti così potenti.
Quando i modelli sono emersi ad aprile, la Cina avrebbe chiesto ad Anthropic una prova di Mythos, ricevendo un rifiuto. Agenzie federali, regolatori globali e governi alleati hanno fatto pressione per ottenere accesso da allora, nella speranza di rafforzare le proprie reti contro un’imminente ondata di intrusioni automatizzate che i difensori potrebbero faticare a respingere.
Anthropic ha dichiarato questo mese di aver ampliato l’accesso al suo modello ristretto, raggiungendo circa 150 organizzazioni in oltre 15 paesi. Ogni nuovo partner ha dovuto soddisfare i requisiti di sicurezza dell’azienda prima di ottenere l’accesso. L’azienda prevede che i rivali dispongano di modelli della classe Mythos nel giro di sei‑dodici mesi, forse senza adeguate salvaguardie contro gli abusi.
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Rob Lee avverte che la finestra si sta chiudendo
Rob T. Lee, chief AI officer presso il SANS Institute, ha affermato che il paese sta affrontando “un’allerta uragano, non un muro frangiflutti”. Ha esortato i difensori a usare l’IA avanzata per individuare e correggere le vulnerabilità nei sistemi critici prima che gli aggressori le raggiungano.
Donald Trump questo mese ha firmato un ordine che chiede agli sviluppatori di IA di consegnare i loro modelli più potenti per una revisione federale volontaria fino a 30 giorni prima di qualsiasi rilascio pubblico. La mossa segna una netta svolta rispetto all’approccio finora in gran parte non interventista dell’amministrazione verso questa tecnologia. I funzionari vogliono usare quella finestra per identificare e correggere le debolezze che gli avversari potrebbero altrimenti sfruttare nei sistemi critici.
Al Congresso, i deputati Jay Obernolte e Lori Trahan hanno presentato una bozza di 269 pagine che unisce nuove regole di sicurezza a un blocco triennale delle leggi statali sull’IA. La proposta ha suscitato un rapido contraccolpo e difficilmente passerà nella sua forma attuale.
L’allarme si aggiunge a una rivelazione dello scorso novembre. Anthropic ha riferito allora che un gruppo sponsorizzato dallo Stato cinese aveva dirottato il suo strumento Claude per condurre una campagna di spionaggio ampiamente automatizzata contro circa 30 obiettivi nel mondo, riuscendo in un numero limitato di casi. Il modello ha condotto gran parte dell’operazione da solo, con un intervento umano minimo.
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