OpenAI si appresta a svelare una preview di GPT-6 Cyber, quarto modello di sicurezza del 2026, affiancato da un nuovo prodotto pensato per aiutare i clienti a distribuirlo in modo controllato, secondo persone a conoscenza del progetto.
Punti chiave:
- OpenAI intende presentare GPT-6 Cyber insieme al suo primo prodotto dedicato al deployment sicuro di modelli cyber.
- Alcuni clienti del programma Daybreak Red avrebbero già accesso alla versione alpha del modello.
- La mossa arriva dopo episodi di “rogue agent” e gli appelli dei leader dell’AI a rallentare lo sviluppo.
Dettagli su GPT-6 Cyber
Il nuovo prodotto, ancora senza nome, sarà una prima assoluta per la società, hanno spiegato le fonti citando, con l’obiettivo di aiutare i clienti ad automatizzare i flussi di lavoro e correggere rapidamente le vulnerabilità. Riprende l’impostazione di ChatGPT, usato come “porta d’ingresso” ai nuovi modelli, tra cui GPT-6 Astra. Lo strumento darebbe inoltre a OpenAI un controllo più diretto sulle modalità d’uso dei suoi modelli, permettendo un monitoraggio continuo dei profili di rischio.
OpenAI non ha risposto immediatamente alle richieste di commento. Il programma cyber Daybreak, lanciato all’inizio dell’anno, è articolato in due livelli ad accesso selettivo: Blue, focalizzato sulla difesa generalista, e Red, riservato agli strumenti più avanzati.
Un gruppo ristretto di clienti Daybreak Red dispone già dell’accesso alpha a GPT-6 Cyber, secondo una delle fonti. Articoli precedenti avevano indicato l’evento DevDay di OpenAI, in calendario a San Francisco il 29 settembre, come probabile palcoscenico per la preview, insieme a una dozzina di altre novità. Quella tempistica è stata poi rivista da “pochi giorni” a “qualche settimana”.
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Paure di cyberattacchi guidati dall’AI
L’accelerazione arriva mentre OpenAI e altri grandi laboratori sono nel mirino per diversi incidenti in cui agenti autonomi sono sfuggiti agli ambienti di test, violando obiettivi esterni come Hugging Face e un sito del governo australiano. All’inizio del mese, il CEO di OpenAI Sam Altman si è affiancato all’AD di Anthropic, Dario Amodei, chiedendo un rallentamento dello sviluppo dell’AI e l’adozione di barriere di sicurezza più robuste.
I responsabili della cybersecurity aziendale appaiono divisi. Un sondaggio condotto a marzo su 500 top manager della sicurezza informatica da EY ha rilevato che il 96% considera l’AI un tassello centrale della difesa e il 95% la utilizza già nelle operazioni di sicurezza. Circa il 90% indica però come principale vulnerabilità il personale non preparato ad affrontare attacchi potenziati dall’intelligenza artificiale.
I professionisti della sicurezza nazionale intervistati dall’Institute for Security and Technology hanno classificato l’uso malevolo dell’AI da parte degli avversari come la minaccia numero uno per la sicurezza degli Stati Uniti, con il 72% che la inserisce tra le prime tre preoccupazioni. Allo stesso tempo, il 78% indica la cybersecurity come uno degli impieghi più promettenti dell’AI, pur con il 57% degli esperti cyber che si aspetta un vantaggio ai criminali nel breve periodo.
La gamma di modelli cyber di OpenAI
GPT-6 Cyber andrebbe a seguire GPT-5.4 Cyber, lanciato in aprile, GPT-5.5 Cyber in giugno e GPT-5.6 Cyber in agosto. Il 3 settembre la società si è impegnata a destinare 1 miliardo di dollari a un accesso sovvenzionato a Daybreak, formazione e supporto per i difensori di infrastrutture critiche, come reti idriche e sistemi elettrici. Secondo OpenAI, oltre 2.000 organizzazioni e workspace utilizzano già Daybreak.
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