Solana (SOL) ha distribuito venerdì una patch di sicurezza urgente per i validatori, ma oltre metà del valore in stake della rete resta esposto a software più vecchio.
Questa lenta adozione arriva in un contesto di crollo del 42% del numero di validatori nell’ultimo anno.
Nonostante le preoccupazioni sull’infrastruttura, l’attività on-chain di Solana ha raggiunto nuovi massimi, con volumi degli exchange decentralizzati e adozione delle stablecoin in forte crescita.
Cosa è successo
Solana Status ha annunciato la versione v3.0.14 il 10 gennaio, sollecitando un’installazione immediata su tutti i validatori mainnet.
Il rilascio contiene “patch critiche”, senza però rivelare le specifiche vulnerabilità affrontate.
Alla sera di sabato, circa il 51,3% della stake di rete era ancora sul client obsoleto v3.0.13.
Solo il 18% è migrato alla versione sicura v3.0.14, creando una finestra di vulnerabilità nel consenso proof-of-stake.
Il numero di validatori attivi è scese da 1.364 a 783 nell’ultimo anno.
Il calo è accelerato dopo che la Solana Foundation ha introdotto il “pruning” nell’aprile 2025, rimuovendo gli operatori con performance insufficienti per migliorare la qualità della rete.
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Perché è importante
La lentezza nell’aggiornamento mette in evidenza i rischi infrastrutturali, nonostante l’attività on-chain dominante di Solana.
I volumi DEX hanno raggiunto circa 30 miliardi di dollari settimanali, in aumento del 25% rispetto alla settimana precedente, secondo i dati di DeFiLlama.
La market cap delle stablecoin su Solana è balzata a 15 miliardi di dollari, con un aumento del 200% nell’ultimo anno.
La rete elabora otto volte più transazioni giornaliere di qualsiasi altra blockchain concorrente.
Un numero minore di validatori concentra il controllo tra operatori più grandi, con il rischio di compromettere la decentralizzazione man mano che l’attività economica cresce.
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