Il CEO di CryptoQuant, Ki Young Ju, mercoledì ha dichiarato che Bitcoin (BTC) potrebbe alla fine dover congelare i wallet dormienti, incluso il circa 1 milione di BTC attribuito a Satoshi Nakamoto, come parte di una futura risposta a livello di protocollo alla minaccia posta dal calcolo quantistico.
La proposta di congelare i Bitcoin di Satoshi evidenzia il rischio quantistico
In un post su X, Ki ha sostenuto che un upgrade quantistico‑resistente potrebbe richiedere la limitazione dell’accesso alle monete detenute in formati di indirizzo più vecchi, le cui chiavi pubbliche sono già esposte on‑chain.
Quel gruppo include alcuni dei primissimi Bitcoin minati, molti dei quali sono rimasti inattivi per oltre un decennio.
Ha stimato che circa 6,89 milioni di BTC potrebbero essere vulnerabili in uno scenario in cui macchine quantistiche sufficientemente potenti siano in grado di ricavare le chiavi private dalle chiavi pubbliche esposte.
Di quel totale, circa 1,91 milioni di BTC sono detenuti in indirizzi pay‑to‑public‑key (P2PK), mentre fino a 4,98 milioni di BTC potrebbero aver rivelato le chiavi pubbliche tramite transazioni precedenti.
Offerta dormiente vista come obiettivo di alto valore
Ki ha affermato che le detenzioni inattive da lungo tempo, pari a circa 3,4 milioni di BTC, potrebbero diventare il principale incentivo per gli attaccanti se le capacità quantistiche raggiungessero un livello tale da rendere tali operazioni economicamente sostenibili.
Ai prezzi di mercato attuali, quelle monete rappresentano centinaia di miliardi di dollari di valore potenziale.
Also Read: Michael Saylor Declares New Crypto Winter, Calls Bitcoin Downturn 'Milder' Than Past Cycles
Poiché l’esposizione di una chiave pubblica è permanente una volta che appare on‑chain, ha avvertito che monete considerate sicure oggi potrebbero diventare spendibili da un attaccante in futuro se la rete non migrerà a una crittografia quantistico‑resistente.
Il consenso sociale individuato come vincolo principale
Ki ha affermato che l’implementazione di misure difensive richiederebbe un ampio accordo in tutto l’ecosistema Bitcoin, un processo che ha descritto come storicamente lento e controverso.
Ha paragonato il potenziale dibattito a passate dispute di governance come il conflitto pluriennale sulla dimensione dei blocchi e la fallita proposta SegWit2x.
Il congelamento dei wallet dormienti, ha osservato, metterebbe in discussione il principio centrale di Bitcoin secondo cui il controllo sulle monete è determinato unicamente dalle chiavi private.
La mancanza di consenso potrebbe portare a versioni di protocollo concorrenti se gruppi diversi adottassero approcci incompatibili alla sicurezza quantistica.
Ki ha inquadrato il problema come una questione di tempistiche più che puramente tecnica, sostenendo che lo sviluppo di soluzioni quantistico‑resistenti sta procedendo più velocemente del coordinamento sociale necessario per implementarle.
Read Next: Dragonfly Capital's $650M Fund Targets The Boring Infra That Will Outlive Every Meme Coin



