Michael Burry sostiene che i mercati dovrebbero crollare a tal punto da impedire la quotazione di OpenAI e delle IPO di Anthropic, mentre Anthropic punta a una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari a fronte di una perdita netta prevista di 42 miliardi nel 2025.
Punti chiave:
- Secondo Burry, un crollo dei mercati potrebbe impedire a OpenAI e Anthropic di arrivare agli investitori retail.
- Il prospetto di Anthropic indica una perdita netta di 42 miliardi nel 2025 e 518 miliardi di dollari di impegni futuri per infrastrutture.
- L’investitore ha inoltre spostato diverse posizioni ribassiste legate all’AI da vendite allo scoperto su titoli a opzioni put.
L’allarme di Michael Burry
Burry ha alzato i toni contro la bolla degli investimenti in intelligenza artificiale in un post del 29 settembre su X (link), sostenendo che un mercato in forte ribasso potrebbe tenere le due società lontane dalla Borsa. Il messaggio è stato netto: «Per il bene dell’umanità, i mercati dovrebbero affondare e impedire le IPO di OpenAI e Anthropic», ha scritto.
Un utente ha poi ironizzato sul fatto che l’obiettivo fosse fermare l’IPO di “Skynet”, richiamando l’intelligenza artificiale ostile della saga Terminator. Burry ha annuito: «Più o meno così», ha risposto.
Le sue parole arrivano mentre emergono i dettagli finanziari dal prospetto di IPO di Anthropic, che secondo Reuters potrebbe giustificare una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari.
La società ha generato quasi 4,6 miliardi di dollari di ricavi nel 2025, ma ha registrato una perdita netta di 42 miliardi; la perdita operativa è stata di circa 8,06 miliardi.
Nel documento vengono inoltre indicate obbligazioni future per 518 miliardi di dollari tra servizi cloud, capacità di calcolo e infrastrutture. OpenAI, che ha presentato in via riservata la documentazione a giugno, è attesa in Borsa nel 2027, dopo che il CEO Sam Altman ha escluso una quotazione nel 2026.
Vedi anche: Sam Altman rinvia ulteriormente la IPO di OpenAI oltre il 2026 per motivi di sicurezza AI
Le poste in gioco con la IPO di Anthropic
Burry sostiene inoltre che queste società potrebbero «distruggere migliaia di miliardi di dollari di capitale», rendendo i loro fabbisogni di finanziamento un elemento centrale della sua visione ribassista sul comparto AI. Le cifre in gioco sono fuori scala: la quotazione in Borsa darebbe agli investitori un’esposizione diretta a società i cui piani di spesa e le cui valutazioni stanno già ridefinendo gli equilibri del settore tecnologico.
Il confronto riflette anche visioni opposte su quanto le preoccupazioni legate alla sicurezza debbano incidere sui tempi di sbarco in Borsa dei grandi player dell’AI. Altman ha affermato che la pressione dei mercati pubblici potrebbe complicare le scelte sulla safety, mentre Burry ha definito gli appelli al rallentamento da parte dei colossi dell’AI come funzionali ai loro interessi. Le posizioni restano distanti.
Burry aveva già attaccato OpenAI e Anthropic il 14 settembre, sostenendo che gli allarmi sulla sicurezza potrebbero servire ad alimentare l’hype sulle IPO proprio mentre la crescita inizia a rallentare. Il 28 settembre ha poi sostituito diverse posizioni corte su titoli collegati all’AI con opzioni put, spiegando che nuove analisi hanno avvicinato la tempistica del ribasso che si attende sul comparto rispetto alla sua precedente stima del 2028. In altre parole, il suo orizzonte per lo scoppio della bolla AI si è accorciato.
Da leggere dopo: BitMine rafforza la tesoreria in ETH mentre Ethereum si avvicina alla soglia chiave di 0,03 BTC

