Il Nasdaq ha chiuso lunedì su nuovi massimi storici, trainato da Nvidia, salita fino a una capitalizzazione di mercato di 5,76 trilioni di dollari, dal +1,5% di Microsoft e dal netto ridimensionamento delle scommesse su un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a ottobre.
Punti chiave:
- Il Nasdaq Composite è salito dell’1,1% a 27.477,31 punti, primo nuovo massimo di chiusura dal 22 settembre.
- Nvidia è avanzata del 2,1% portando la capitalizzazione a 5,76 trilioni di dollari, Microsoft ha guadagnato l’1,5%.
- I trader stimano tra il 20% e il 24% la probabilità di un rialzo dei tassi Fed in ottobre, in netto calo dal circa 70% di una settimana fa.
Nvidia solleva il Nasdaq
Il Nasdaq Composite ha messo a segno un rialzo dell’1,1% a 27.477,31 punti, seconda seduta robusta consecutiva, superando il record di chiusura del 22 settembre.
L’S&P 500 è salito dello 0,7%, chiudendo a circa lo 0,3% dal proprio massimo storico, mentre il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,2% a 51.267,90 punti. Nvidia ha guidato il rialzo dell’indice, con un progresso del 2,1% a 238,90 dollari, centrando il primo record di chiusura da maggio.
Meta Platforms e Tesla hanno guadagnato circa il 2% ciascuna e 10 degli 11 settori dell’S&P 500 hanno chiuso in rialzo, guidati da materiali e servizi di comunicazione. Il petrolio ha invece ceduto terreno dopo l’aumento delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente e l’impegno dei Paesi del G7 ad accrescere l’offerta.
Il movimento al rialzo è partito con il rapporto sul mercato del lavoro di venerdì.
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Hogan sulle scommesse Fed
I datori di lavoro statunitensi hanno creato 29.000 nuovi posti di lavoro a settembre, ben al di sotto dei 90.000 stimati dagli economisti, e i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso. Secondo i dati del CME FedWatch, i mercati ora prezzano una probabilità di rialzo dei tassi in ottobre tra il 20% e il 24%, rispetto a circa il 70% di una settimana fa. La stagione delle trimestrali del terzo trimestre prenderà il via la prossima settimana con le grandi banche statunitensi, e gli analisti si attendono per l’S&P 500 una crescita degli utili superiore al 30% su base annua, secondo le rilevazioni LSEG.
Art Hogan, chief market strategist di B. Riley Wealth, ha dichiarato che, in una settimana povera di dati macro, gli investitori erano alla ricerca di qualsiasi spunto positivo e hanno trovato nella discesa dei prezzi dell’energia un elemento di sostegno. Sean McLaughlin, chief options strategist di All Star Charts, ha osservato prima dell’apertura di lunedì che il mercato aveva avuto tutti i motivi per correggere ma non lo ha fatto, aggiungendo che “la via di minor resistenza sembra essere verso l’alto”.
Bitcoin e rendimenti
Aspettative meno aggressive sui tassi stanno sostenendo anche gli asset più sensibili al rischio, come le criptovalute. Bitcoin (BTC) ha scambiato lunedì in area 86.000 dollari, dopo un rapido allungo verso 87.000 dollari, livello che non è riuscito a mantenere dopo il dato sul lavoro. I rendimenti obbligazionari restano però un fattore di pressione su azioni e crypto, con il tasso del Treasury decennale in rialzo di 3 punti base al 5,31%, vicino ai massimi dal 2002.
La chiusura di lunedì ha posto fine a due settimane di attesa per un nuovo record del Nasdaq, periodo in cui i rendimenti dei Treasury hanno toccato i livelli più alti da oltre vent’anni e la guerra con l’Iran ha mantenuto elevati i prezzi del petrolio. Nonostante ciò, l’azionario è rimasto vicino ai massimi: prima di lunedì, l’S&P 500 quotava circa l’1% sotto il record di agosto, e il deludente rapporto sulle buste paga di venerdì ha innescato il rally di due sedute che ha portato il Nasdaq su nuovi massimi.
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