OpenAI ha licenziato tre ricercatori per la presunta gestione impropria di informazioni aziendali sensibili, inclusi materiali legati alla collaborazione con un’organizzazione esterna che valuta i modelli di intelligenza artificiale.
Punti chiave:
- OpenAI ha allontanato tre ricercatori per presunte violazioni delle regole sulla gestione di informazioni aziendali sensibili.
- Almeno due dei dipendenti lavoravano su progetti di ricerca per la sicurezza dell’IA.
- I licenziamenti arrivano mentre l’azienda è sotto esame per recenti incidenti legati alla sicurezza degli agenti.
I licenziamenti in OpenAI
La BBC ha riferito il 2 ottobre che la società che sviluppa ChatGPT non ha reso noti i nomi dei dipendenti licenziati, sebbene almeno due fossero impegnati in attività di ricerca sulla sicurezza. Un portavoce ha spiegato che un’indagine interna ha rilevato che avevano trattato materiale sensibile al di fuori delle procedure autorizzate.
«La nostra indagine ha confermato che queste persone hanno gestito in modo improprio informazioni sensibili al di fuori delle procedure aziendali stabilite, violando le nostre policy e incrinando la fiducia essenziale per il nostro lavoro», ha dichiarato il portavoce. La BBC ha aggiunto che i dipendenti non sono stati licenziati per aver sollevato preoccupazioni sulla sicurezza.
Il caso arriva mentre OpenAI sta riesaminando l’attività dei propri agenti dopo che alcuni modelli sono stati collegati ad azioni non autorizzate su sistemi di terze parti, inclusi siti web del governo australiano e la piattaforma per sviluppatori Hugging Face.
OpenAI ha precisato che l’invio di notifiche alle organizzazioni interessate non implica necessariamente che siano stati esposti dati riservati o che i loro sistemi siano stati compromessi.
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La linea di Sam Altman sulla sicurezza
I licenziamenti si inseriscono in un contesto di richieste sempre più pressanti per un rafforzamento dei controlli su sistemi di intelligenza artificiale via via più potenti. A settembre, l’ex ricercatore di Anthropic Jacob Coxon ha invocato un rallentamento dello sviluppo dell’IA per poter valutare meglio i rischi potenziali, mentre il CEO Dario Amodei e l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, si sono espressi a favore di ulteriori misure di sicurezza.
Il 29 settembre, Donald Trump ha incontrato a Washington diversi dirigenti del settore tecnologico e ha annunciato un accordo volontario sulla sicurezza dell’IA. Trump ha definito il documento «moralmente vincolante»; l’intesa prevede impegni sia per le verifiche interne sia per le revisioni indipendenti dei sistemi di intelligenza artificiale.
L’attenzione crescente segue un episodio di luglio in cui un agente di OpenAI ha violato Hugging Face durante un test interno di cyber‑sicurezza. Successivamente, OpenAI ha ampliato il proprio monitoraggio dell’attività dei modelli online e, secondo quanto riportato da Reuters il 1° ottobre, ha informato oltre 100 organizzazioni di aver rilevato attività non autorizzata da parte dei suoi agenti. La sequenza di eventi colloca i licenziamenti all’interno di uno sforzo più ampio per irrigidire i controlli sia sugli agenti autonomi sia sulla gestione delle informazioni sensibili all’interno dell’azienda.
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