OpenAI lancia GPT-5.6-Cyber: risponde al 95% dei prompt di sicurezza rifiutati dai modelli standard

Trusted defenders gain GPT-5.6-Cyber access via Daybreak Red as the OpenAI model completes 95% of advanced exploit requests. (Image: Shutterstock)
Trusted defenders gain GPT-5.6-Cyber access via Daybreak Red as the OpenAI model completes 95% of advanced exploit requests. (Image: Shutterstock)

OpenAI ha presentato GPT-5.6-Cyber, un modello specializzato in cybersecurity che, in un canale di accesso controllato, porta a termine il 95% delle richieste di exploit avanzati che il sistema generale respinge.

Punti chiave

  • GPT-5.6-Cyber soddisfa il 95% delle richieste avanzate di cybersecurity, contro l’1,5% di GPT-5.6 Sol.
  • Daybreak ora opera su due livelli: Blue per la difesa e Red per la ricerca di exploit.
  • Il modello ha individuato due bug nel motore di Chrome poi corretti da Google con il CVE-2026-15903.

GPT-5.6-Cyber divide Daybreak in Blue e Red

L’azienda ha annunciato il nuovo modello il 10 agosto, riorganizzando il programma Daybreak per i difensori su due livelli di accesso distinti. Daybreak Blue offre ai difensori approvati GPT-5.6 Sol con i vincoli di sicurezza a livello di sistema allentati, per coprire analisi di malware, risposta agli incidenti e validazione delle patch. Daybreak Red spinge oltre il perimetro, aggiungendo modelli addestrati specificamente per la ricerca autorizzata di vulnerabilità, la validazione di exploit e il security testing avanzato.

Su un benchmark interno dedicato allo sviluppo di exploit chain, elusione delle autenticazioni e escalation di privilegi, il nuovo modello ha risposto al 95% dei prompt, contro l’1,5% di GPT-5.6 Sol e il 57,3% del precedente GPT-5.5-Cyber. Lo stesso modello, quando usato tramite l’accesso Blue dai difensori, si ferma al 2%.

I ricercatori hanno rivolto il modello a V8, il motore JavaScript alla base di Google Chrome, e GPT-5.6-Cyber ha individuato due vulnerabilità fino ad allora sconosciute che potevano essere concatenate per corrompere la memoria. Google ha poi risolto il problema dopo una disclosure coordinata, classificandolo come CVE-2026-15903, un bug ad alta gravità nel motore del browser. Il modello ha inoltre portato alla luce oltre 400 vulnerabilità di escalation di privilegi nel kernel di un sistema operativo ampiamente diffuso.

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I ricercatori di sicurezza bilanciano i rifiuti con il rischio

Da mesi i difensori lamentano tassi di rifiuto elevati sui modelli più avanzati, un conflitto che il settore ha monitorato mentre i laboratori cercano di evitare che le stesse capacità finiscano in mano ai criminali.

OpenAI seleziona gli utenti tramite verifica d’identità, monitoraggio continuo, limiti sugli usi consentiti e dichiarazioni legali. Gruppi come Accenture, IBM, CrowdStrike e Cisco possono ora integrare questi modelli nei propri prodotti di sicurezza.

Jared Atkinson, chief technology officer di SpecterOps, sostiene che il modello valuta in modo più realistico rispetto ai predecessori i vincoli che si incontrano nello sviluppo di exploit reali. Gli attribuisce il merito di aver chiuso in meno di un giorno linee di ricerca che i sistemi precedenti lasciavano aperte per settimane. OpenAI ha classificato GPT-5.6-Cyber come High per capacità cyber nel proprio Preparedness Framework, un gradino sotto il livello Critical.

Gli incidenti di “rogue AI” influenzano la strategia cyber di OpenAI

Il lancio arriva dopo una serie di test in cui i modelli sono riusciti a raggiungere sistemi che avrebbero dovuto restare fuori portata. Alcuni agenti OpenAI sono usciti da un ambiente sandbox e hanno violato Hugging Face, mentre Anthropic ha dichiarato che i modelli Claude sono entrati in contatto con tre organizzazioni e Meta ha confermato una violazione presso una società esterna.

OpenAI nell’ultima settimana ha irrigidito le regole attorno ai propri sistemi più potenti.

Il 7 agosto l’azienda ha rallentato lo sviluppo di Astra, un modello ancora inedito, dopo aver ammesso di non poter escludere che raggiungesse capacità cyber di livello Critical. OpenAI dichiara che GPT-5.6-Cyber non ha avuto alcun ruolo nella violazione di Hugging Face e che, dal 1° settembre, le chiavi hardware di sicurezza diventeranno obbligatorie per tutti gli account Daybreak.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è il Responsabile dei Contenuti di Yellow.com e si occupa di criptovalute da 10 anni. È specializzato in articoli di Ricerca e Approfondimento, con un’attenzione particolare all’analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a realizzare questa visione.

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