OpenAI risponde alla causa di Apple sui segreti industriali pubblicando le proprie email interne

A trade secrets clash between Apple and OpenAI sharpened after 5 months of silence and a disputed email exchange. (Image: Shutterstock)
A trade secrets clash between Apple and OpenAI sharpened after 5 months of silence and a disputed email exchange. (Image: Shutterstock)

OpenAI ha pubblicato email e messaggi interni per confutare la causa di Apple sui segreti industriali, sostenendo che il produttore dell’iPhone sia rimasto in silenzio per cinque mesi prima di citare in giudizio due ex dipendenti.

Punti chiave:

  • OpenAI ha pubblicato un post sul blog in cui definisce la causa di Apple sui segreti industriali superficiale, aggressiva e insolitamente personale.
  • Lunedì Apple ha chiesto a un giudice federale di impedire ai due ex dipendenti e a OpenAI di entrare in contatto con il materiale contestato.
  • OpenAI ha diffuso iMessage che mostrano come personale Apple abbia chiesto all’ex ingegnere di aiutarli a rintracciare file aziendali.

La replica di OpenAI smentisce le accuse di Apple sulle email

La replica è comparsa in nottata con il titolo “Apple is getting this wrong”, firmata dalla società e non da un singolo dirigente. OpenAI definisce il contenzioso “superficiale, aggressivo e insolitamente personale” e afferma che non è all’altezza degli standard su cui Apple ha costruito la propria reputazione.

La copertura mediatica del post ha evidenziato come la contro‑argomentazione vada ben oltre le laconiche dichiarazioni diffuse da OpenAI subito dopo il deposito della causa.

In un post, OpenAI sostiene che Apple abbia ora ammesso che i propri legali esterni hanno inviato email alla persona sbagliata, confondendo due cognomi asiatici simili. La società aggiunge che Apple ha riconosciuto che una presunta conversazione con il general counsel Che Chang non è mai avvenuta e che il gruppo di Cupertino avrebbe descritto internamente la vicenda come “risolta” prima di interrompere ogni contatto.

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L’istanza di ingiunzione di Apple chiama in causa Chang Liu e Tang Tan

Apple ha chiesto lunedì a un giudice federale di vietare ai due ex dipendenti e a OpenAI di accedere, utilizzare o divulgare le informazioni contestate. In parallelo ha depositato un’istanza per ottenere una discovery accelerata, comprese le documentazioni su come i convenuti avrebbero avuto accesso ai sistemi Apple. Il gruppo afferma in aula che subirebbe un “danno irreparabile” se il giudice non concedesse il provvedimento.

Nel deposito Apple ha indicato Chang Liu e Tang Yew Tan come destinatari di deposizioni, insieme al dipendente OpenAI Yu-Ting Peng e a un ex lavoratore Apple non nominato che ora lavora per la società di AI. Liu era senior systems electrical engineer, mentre Tan guidava il product design per iPhone e Apple Watch.

La difesa di OpenAI punta sul tema degli accessi ai sistemi Apple

Secondo OpenAI, personale Apple ha contattato Liu dopo la sua uscita del 22 gennaio chiedendogli aiuto per rintracciare file collegati ai loro progetti in corso. La società sostiene che gli accessi residui derivassero dalle procedure di offboarding di Apple e non da un tentativo di appropriazione indebita. OpenAI difende anche Tan, che ha trascorso 24 anni in Apple prima di entrare nel team hardware di OpenAI.

Lo scontro si consuma sullo sfondo di un mercato dei dispositivi consumer che Apple continua a dominare. OpenAI ha acquisito lo studio di design di Jony Ive, io, in un’operazione da 6,5 miliardi di dollari lo scorso anno e da allora ha reclutato designer e ingegneri Apple per sviluppare un dispositivo che potrebbe superare del tutto lo smartphone.

Apple ha intentato causa il 10 luglio presso la U.S. District Court per il Northern District of California, chiamando in giudizio OpenAI, io Products, Liu e Tan.

Nel reclamo di 41 pagine, Apple accusa personale OpenAI di aver fatto pressione sui candidati a posizioni lavorative per ottenere dettagli su prodotti non ancora annunciati e prototipi fisici. OpenAI ha smentito fin da subito qualsiasi interesse per i segreti dei rivali, per poi aggiungere quattro giorni dopo di non aver visto “alcuna prova” a sostegno di tali affermazioni.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è il Responsabile dei Contenuti di Yellow.com e si occupa di criptovalute da 10 anni. È specializzato in articoli di Ricerca e Approfondimento, con un’attenzione particolare all’analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a realizzare questa visione.

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