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Perché Bitcoin è crollato del 52% dal picco di 126.000 $ mentre 1,2 miliardi $ di perdite giornaliere segnalano capitolazione?

Perché Bitcoin è crollato del 52% dal picco di 126.000 $ mentre 1,2 miliardi $ di perdite giornaliere segnalano capitolazione?

Bitcoin (BTC) è sceso a 60.062 $ lo scorso giovedì 6 febbraio, segnando un calo del 52% rispetto al picco di 126.000 $ di ottobre 2025, nel drawdown più profondo dell’attuale ciclo.

I dati on-chain mostrano perdite realizzate in media per 1,26 miliardi di dollari al giorno nell’ultima settimana, livelli che non si vedevano dal crollo di FTX del novembre 2022.

Il sell-off ha cancellato circa 570 miliardi di dollari dai mercati delle criptovalute nel 2026, con Bitcoin che ha rotto molteplici livelli di supporto strutturale, tra cui il costo medio dei detentori di breve termine e l’apertura annuale.

A differenza dei precedenti crolli guidati dalle liquidazioni, l’ultimo ribasso è stato caratterizzato da vendite spot persistenti.

Segnali di capitolazione in forte aumento

Glassnode ha registrato il secondo maggiore picco di capitolazione degli investitori negli ultimi due anni, con perdite realizzate in un solo giorno pari a 889 milioni di dollari il 6 febbraio.

La metrica misura le monete vendute sotto il prezzo di acquisto, indicando un diffuso selling forzato mentre gli investitori chiudono posizioni in perdita.

L’open interest è sceso di quasi il 50% dai massimi, mentre la leva finanziaria è stata espulsa dal sistema. Oltre 1 miliardo di dollari in posizioni sono state liquidate in 24 ore, colpendo 216.590 trader, con le posizioni long che hanno subito la maggior parte delle chiusure forzate.

Il Fear and Greed Index è sceso a 12 punti, indicando “paura estrema” tra i trader. I piccoli detentori retail con meno di 10 Bitcoin hanno venduto in modo persistente per oltre un mese, mentre i mega-whale con oltre 1.000 monete hanno accumulato silenziosamente a prezzi più bassi.

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Sfinimento in vista dopo il panic selling

Gli analisti on-chain hanno individuato potenziali segnali di stabilizzazione nonostante il grave drawdown. L’entità delle perdite realizzate storicamente è correlata a fasi correttive mature piuttosto che all’inizio di un trend, suggerendo che la pressione di vendita possa essere vicina allo sfinimento.

Un’importante accumulazione di offerta è emersa tra 70.000 e 80.000 $, con un denso cluster tra 66.900 e 70.600 $ dove si sono posizionati nuovi acquirenti. Queste concentrazioni di prezzo di carico spesso fungono da zone di supporto in cui la domanda assorbe la pressione di vendita.

Bitcoin è rimbalzato fino a circa 69.600 $ venerdì dopo il crollo di giovedì, anche se l’intervallo 60.000–74.000 $ ora definisce il campo di battaglia chiave.

La criptovaluta deve consolidare le perdite e riequilibrare il posizionamento prima che emergano segnali direzionali più chiari su se questo range diventerà una base per la ripresa o preluderà a ulteriori ribassi.

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