I pubblici ministeri sudcoreani stanno indagando sulla perdita di Bitcoin (BTC) sequestrati in un caso penale dopo che un sospetto attacco di phishing ha compromesso la custodia statale intorno alla metà del 2025.
Secondo Yonhap News, l'Ufficio dei pubblici ministeri del distretto di Gwangju ha recentemente scoperto che una quantità significativa di criptovaluta confiscata era scomparsa durante il processo di conservazione e gestione.
Un'indagine interna indica il phishing come probabile causa della perdita.
Cosa è successo
I pubblici ministeri hanno rifiutato di rivelare il valore o la quantità specifica di bitcoin mancanti, citando un'indagine in corso su come gli asset siano scomparsi dalla custodia statale.
«Stiamo conducendo un'indagine per rintracciare le circostanze e la destinazione degli oggetti sequestrati perduti», ha dichiarato un pubblico ministero a Yonhap News giovedì.
L'ufficio non ha potuto confermare ulteriori dettagli sull'incidente.
L'ufficio di Gwangju in passato ha gestito casi di sequestro di criptovalute su larga scala che coinvolgevano ingenti quantità di bitcoin.
In un'indagine sul gioco d'azzardo illegale del 2024, i pubblici ministeri hanno tentato di confiscare 24.613 BTC – per un valore di circa 2,2 miliardi di dollari ai prezzi attuali – da un operatore che gestiva siti di scommesse basati sulle fluttuazioni del prezzo di Bitcoin tra il 2018 e il 2021.
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Perché è importante
La perdita solleva interrogativi sui protocolli di custodia per gli asset in criptovaluta sequestrati, mentre le autorità sudcoreane intensificano l'applicazione della legge contro i reati legati alle crypto.
La Corte Suprema della Corea del Sud ha stabilito nel 2018 l'autorità legale di sequestrare bitcoin detenuti sugli exchange, stabilendo che le criptovalute costituiscono beni immateriali con valore patrimoniale soggetti a confisca.
Una sentenza della Corte Suprema del dicembre 2025 ha ulteriormente chiarito che i bitcoin detenuti su exchange centralizzati come Upbit e Bithumb rientrano tra i beni confiscabili durante le indagini penali.
La decisione traeva origine da un caso del 2020, in cui la polizia aveva confiscato 55,6 BTC durante un'indagine sul riciclaggio di denaro.
L'incidente mette in luce le vulnerabilità nel modo in cui le forze dell'ordine mettono in sicurezza gli asset digitali sequestrati, che richiedono soluzioni di custodia specializzate, a differenza dei beni confiscati tradizionali.
Le autorità sudcoreane hanno recentemente intensificato l'azione repressiva sulle criptovalute, con i pubblici ministeri che hanno istituito unità specializzate in crimini crypto che gestiscono casi relativi a beni sequestrati per valori pari a miliardi di won.
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