Tether sostiene di aver contribuito quest’anno al congelamento di quasi 550 milioni di dollari in USDT collegati all’Iran (USDT), mentre il senatore Richard Blumenthal invoca un’indagine federale sull’emittente della stablecoin.
Punti chiave:
- Secondo Tether, nel 2026 i congelamenti di USDT riconducibili all’Iran hanno sfiorato i 550 milioni di dollari.
- Un rapporto democratico del Senato indica che l’84% di 846 wallet sanzionati e legati all’Iran si affidava quasi esclusivamente a USDT.
- Blumenthal ha chiesto a Tesoro e Dipartimento di Giustizia di verificare i controlli di Tether su sanzioni e antiriciclaggio.
Congelamenti di USDT da parte di Tether
La società ha dichiarato in un comunicato diffuso lunedì di aver bloccato, tramite interventi sul proprio token, circa 550 milioni di dollari su wallet che le autorità statunitensi collegano alla Banca centrale iraniana e a reti sanzionate legate a Teheran.
L’annuncio è arrivato lo stesso giorno in cui gli investigatori democratici della Permanent Subcommittee on Investigations del Senato hanno pubblicato un rapporto che descrive USDT come un canale cruciale per consentire all’Iran di aggirare il regime di sanzioni internazionali.
Ad aprile, Tether ha congelato oltre 344 milioni di dollari su due indirizzi, dopo segnalazioni ricevute dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro USA e dalle forze dell’ordine statunitensi. Il giorno successivo, l’OFAC ha inserito quegli indirizzi nella lista ufficiale come identificativi legati alla Banca centrale dell’Iran. Un ulteriore intervento a luglio ha bloccato più di 130 milioni di dollari su altri quattro wallet.
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Il rapporto di Richard Blumenthal
Gli investigatori hanno analizzato dati on-chain relativi a 846 wallet sottoposti a sanzioni o a tentativi di sequestro per presunti legami con l’Iran e suoi proxy regionali. Ne è emerso che l’84% di questi indirizzi effettuava transazioni esclusivamente, o quasi, in USDT.
«Il mio nuovo rapporto della PSI mostra come Tether e il suo token di punta siano diventati centrali per il sistema bancario ombra dell’Iran», ha dichiarato Blumenthal.
In lettere indirizzate al segretario al Tesoro Scott Bessent e al procuratore generale Todd Blanche, il senatore del Connecticut ha chiesto a entrambi i dipartimenti di passare al vaglio i presìdi antiriciclaggio di Tether e il rispetto delle normative sulle sanzioni. Blumenthal ha inoltre richiamato l’attenzione su Cantor Fitzgerald, la società guidata da Howard Lutnick prima della sua nomina a segretario al Commercio, che secondo il senatore detiene il 5% di Tether.
Lo scontro sulla compliance di Tether
L’amministratore delegato Paolo Ardoino ha ribadito che USDT «non è un rifugio per soggetti sanzionati, organizzazioni terroristiche o reti criminali». Il rapporto del Senato, però, racconta un quadro diverso: tra 39 wallet collegati a Hezbollah e segnalati da Israele nel giugno 2023, Tether inizialmente ne ha inseriti in blacklist soltanto cinque. Gli investigatori hanno calcolato che, dopo l’avviso di sequestro da parte di Israele, da quei wallet siano usciti oltre 34,6 milioni di dollari in USDT.
Il dossier rappresenta l’apice di mesi di pressione da parte di Blumenthal, che il 4 giugno aveva chiesto a Tether documentazione su congelamenti di wallet, exchange sanzionati e interpretazione degli obblighi legali negli Stati Uniti. L’azienda ha confermato di aver ricevuto la lettera, ma non aveva fornito riscontro entro la pubblicazione del rapporto.
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