Cango, ex società di servizi automobilistici diventata miner di Bitcoin (BTC), ha venduto 4.451 BTC per un valore di circa 305 milioni di dollari sul mercato aperto durante il weekend, mentre l’azienda si muove per rimborsare il debito e reindirizzare la propria infrastruttura verso il computing per l’intelligenza artificiale.
Cosa è successo: la vendita di BTC finanzia il rimborso del prestito
L’azienda ha annunciato in un comunicato stampa che la vendita è stata regolata nella stablecoin USDT (USDT), utilizzando l’intero ricavato per rimborsare parzialmente un prestito collateralizzato in Bitcoin. Cango aveva accumulato 7.528,3 BTC entro la fine del 2025 dopo essersi diversificata nel crypto mining l’anno precedente, schierando inizialmente 32 EH/s di hashrate prima di passare a 50 EH/s nel 2025.
La vendita di febbraio segue una cessione più piccola di 550,03 BTC a gennaio, segnando un chiaro cambiamento nel modo in cui l’azienda gestisce le proprie disponibilità di asset digitali.
Le operazioni di mining di Cango si estendono su 40 siti in Nord America, Medio Oriente, Sud America e Africa orientale, rendendola il terzo più grande miner pubblico di Bitcoin al mondo per hashrate installato, a pari merito con un altro operatore.
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Perché è importante: i miner puntano ai ricavi dall’AI
Cango ha dichiarato di voler riconvertire la propria infrastruttura connessa alla rete, distribuita a livello globale, per fornire capacità di calcolo all’industria dell’intelligenza artificiale.
L’azienda ha nominato Jack Jin, in precedenza in Zoom Communications, chief technology officer per il business AI. Cango non è l’unica a perseguire questa svolta — Bitfarms, un altro grande miner pubblico, ha annunciato lo scorso anno l’intenzione di ridurre gradualmente le operazioni di mining tra il 2026 e il 2027 a favore di un modello GPU-as-a-service.
Cango ha affermato di rimanere impegnata nel mining, con un focus sul “migliorare l’economia del mining e cercare un equilibrio ottimale tra la scala dell’hashrate e l’efficienza operativa”.
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