Una violazione dei sistemi del partner logistico ShipMonk ha esposto i dati personali di 13.689 clienti di Trezor, storico produttore di hardware wallet per criptovalute, ha reso noto la società giovedì.
Punti chiave:
- ShipMonk, partner di fulfillment di Trezor, è stato violato: esposti nomi, indirizzi, numeri di telefono ed email.
- Per 11.742 clienti sono stati sottratti i dati completi; per altri 1.947, solo informazioni parziali.
- Trezor conferma che i propri sistemi, i dispositivi, le chiavi private e i backup dei wallet non sono stati toccati.
La violazione di ShipMonk espone i dati d’ordine Trezor
ShipMonk ha informato Trezor il 10 agosto che un attore non autorizzato era riuscito ad accedere ai sistemi interni contenenti gli ordini dei clienti, ha comunicato giovedì il produttore di wallet.
Per 11.742 clienti sono stati prelevati nome, numero di telefono, indirizzo email e indirizzo di spedizione, mentre per altri 1.947 sono stati esposti nome, città e indirizzo email. I soggetti colpiti avevano effettuato ordini tra il 10 maggio e l’8 agosto con spedizione verso Stati Uniti, Regno Unito, Svezia, Colombia, Brasile, Italia o Portogallo, secondo quanto riportato.
Trezor precisa che la propria infrastruttura non è stata compromessa e che nessun dispositivo, chiave privata o backup di wallet è stato toccato. L’indagine è ancora in corso. Una policy di cancellazione dopo 90 giorni imposta ai partner di fulfillment ha reso inaccessibili all’intruso gli ordini più vecchi, e i clienti che non hanno ricevuto alcuna email di notifica non risultano coinvolti nella fuga di dati.
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Rischio phishing sul modello Ledger
Il rischio immediato riguarda le frodi, non il furto diretto dai dispositivi.
I truffatori possono sfruttare i dati sottratti per impersonare banche, exchange o la stessa Trezor via email, telefono o perfino posta cartacea, ha avvertito la società. Trezor invita i clienti a diffidare di qualsiasi comunicazione che richieda azioni urgenti e a verificare le richieste attraverso i canali ufficiali. In nessuna circostanza va digitato il backup di un wallet su un sito web.
Il precedente più noto è quello del concorrente Ledger: nel 2020 i nomi, gli indirizzi e i numeri di telefono di circa 272.000 clienti furono pubblicati online, e una parte di essi ricevette successivamente email con richieste di riscatto. CertiK ha documentato 52 attacchi fisici a detentori di crypto nel primo semestre 2026, in aumento rispetto ai 39 dell’anno precedente, mentre Chainalysis stima oltre 30 milioni di dollari sottratti attraverso questo tipo di aggressioni.
I precedenti di Trezor e l’impatto sui wallet
È il primo episodio, dalla fondazione di Trezor nel 2013, in cui vengono esposti numeri di telefono e indirizzi di spedizione dei clienti. I casi precedenti erano più circoscritti, come la compromissione nel 2024 di un portale di assistenza gestito da terzi che ha esposto nomi e indirizzi email di circa 66.000 utenti.
In quell’occasione nessun cliente subì perdite di fondi. L’azienda consiglia ora agli acquirenti di ridurre l’esposizione futura utilizzando indirizzi email anonimi, pagando in criptovalute o facendo spedire i dispositivi a caselle postali.
La nuova disclosure arriva inoltre sullo sfondo delle conseguenze di una falla nel firmware di Coldcard, che ha preceduto il trasferimento di circa 233.000 Bitcoin (BTC) da wallet di detentori di lungo periodo, parte dei quali spostati da utenti Trezor e Ledger verso soluzioni di custodia multi-firma, secondo Casa. Trezor pianifica ora un’opzione di Consegna Anonima con ritiro in locker e imballaggi neutri, con lancio previsto nell’Unione Europea entro settembre 2026 e negli Stati Uniti entro fine anno.
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