Wilmington, Delaware, 2 settembre 2026, Chainwire
In seguito all’annuncio del 26 luglio 2026 con cui BitMart ha comunicato l’interruzione delle proprie attività, Echo Base ha promosso la costituzione di un comitato ad hoc di creditori BitMart, che rappresenta un ammontare significativo – e in crescita – di attività dei clienti attualmente congelate. Il comitato si è avvalso degli studi legali Young Conaway Stargatt & Taylor, LLP e Ashbury Legal PC e sta coordinando le iniziative volte a tutelare gli interessi dei creditori coinvolti e a valutare le opzioni di recupero disponibili, incluse quelle legate a un eventuale procedimento concorsuale “a secco” o senza copertura finanziaria.
La costituzione del comitato fa seguito alla mancata risposta di BitMart a una proposta di ristrutturazione in procedura concorsuale, dotata di finanziamento, presentata da Echo Base il 6 agosto 2026.
Echo Base riassume di seguito i principali elementi finora emersi.
1. Proposta di ristrutturazione finanziata
Il 6 agosto 2026 Echo Base ha sottoposto al management di BitMart una proposta scritta con l’impegno a mettere a disposizione fino a 10 milioni di dollari per sostenere un filing concorsuale pre‑negoziato.
Il commitment proposto era destinato a coprire i costi professionali e amministrativi fino all’omologa del piano e a supportare una soluzione ordinata ed equa, orientata a massimizzare i recuperi per i creditori interessati.
BitMart non ha fornito alcun riscontro alla proposta.
2. Ordine di prelievo non eseguito
L’8 agosto 2026 una società collegata a Echo Base ha inviato a BitMart una formale diffida in merito alla mancata esecuzione di un’istruzione di prelievo trasmessa il 24 luglio 2026, circa 31 ore prima che BitMart annunciasse la cessazione delle attività.
Nella diffida sono stati documentati 15 diversi tentativi di contattare BitMart in relazione al prelievo. Secondo quanto riportato, BitMart non ha indicato alcuna base contrattuale, legale o di altra natura per trattenere le attività.
La diffida intimava a BitMart di restituire le attività o di fornire, entro un termine preciso, una motivazione scritta per il prolungamento del freeze.
BitMart non ha risposto.
3. Costituzione di un comitato ad hoc dei creditori
Echo Base ha organizzato un comitato ad hoc che rappresenta una quota rilevante – e in aumento – delle attività dei clienti congelate su BitMart.
Il comitato ha nominato i propri consulenti legali e sta coordinando la risposta al blocco degli asset, inclusa la conservazione e l’eventuale esercizio dei diritti dei creditori.
I clienti BitMart coinvolti e gli altri creditori possono contattare il comitato utilizzando i riferimenti indicati più avanti.
4. Valutazione dei rimedi disponibili
Il comitato sta analizzando i potenziali rimedi sul piano legale, regolamentare e concorsuale.
Alla luce dell’esame dei Termini e condizioni d’uso di BitMart, la posizione del comitato è che la titolarità delle attività dei clienti non venga trasferita a BitMart. Il comitato sta valutando le implicazioni di tali clausole sul trattamento e sulle possibilità di recupero degli asset congelati.
Viene inoltre esaminato l’eventuale diritto dei creditori che ne abbiano i requisiti di promuovere o aderire a una procedura concorsuale d’ufficio, qualora ne sussistano i presupposti di legge.
Al momento non è stata assunta alcuna decisione in merito all’avvio di uno specifico procedimento e il comitato continua a valutare con i propri legali tutte le opzioni praticabili.
5. Spazio per una soluzione consensuale
Echo Base e il comitato restano disponibili a un confronto costruttivo con BitMart, il suo management e i suoi advisor per individuare un percorso consensuale di restituzione o di gestione ordinata delle attività dei clienti congelate.
Il comitato ha chiesto a BitMart di sedersi al tavolo con i creditori prima che vengano intraprese ulteriori iniziative. Finora né la proposta di ristrutturazione avanzata da Echo Base né la diffida formale inviata dalla società affiliata hanno ricevuto risposta.
«BitMart ha ancora il tempo per gestire un’uscita ordinata dal mercato. Ciò che non ha è qualcuno disposto a impegnare capitale per sostenerla. Fuori dal tribunale non esiste alcun “stay”: basta un singolo creditore per rallentare il processo a danno di tutti, e ogni avente diritto che la società non riesce a contattare mantiene la propria pretesa a tempo indeterminato. Questo non è un piano di chiusura, è un’esposizione aperta con una coda di creditori.
Noi abbiamo proposto capitale a rischio per finanziare un processo sotto supervisione giudiziale fino all’omologa, con un calendario definito e con l’obiettivo di restituire il massimo possibile ai creditori sulla base degli asset disponibili.
Amministrare un portafoglio di queste dimensioni richiede anni, e BitMart si è pubblicamente impegnata in un percorso che non è in grado di gestire oltre gennaio. Noi disponiamo del capitale, dell’infrastruttura e delle competenze necessarie per condurre un run‑off ordinato e conforme alla normativa. Ogni settimana che passa senza risposta restringe il perimetro delle soluzioni ancora praticabili. La nostra proposta è sul tavolo dal 6 agosto», ha dichiarato Roshan Dharia, Chief Executive Officer di Echo Base.
Nulla in questa dichiarazione costituisce rinuncia ad alcun diritto, pretesa, rimedio o azione spettante a Echo Base, alle sue affiliate, al comitato o a qualsiasi creditore aderente. Tutti tali diritti e rimedi rimangono espressamente riservati.
Richieste dei creditori
I clienti BitMart interessati e gli altri creditori che desiderino maggiori informazioni o che intendano contattare il comitato possono scrivere a: [email protected]
Informazioni su Echo Base
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