Il Brasile ha promulgato la Legge n. 15.358, che autorizza i tribunali a congelare, sequestrare e liquidare criptovalute collegate a organizzazioni criminali durante le indagini, anche prima della condanna.
I proventi della vendita dei beni finanzieranno attrezzature di polizia, formazione, attività di intelligence e operazioni speciali attraverso i fondi di sicurezza pubblica federali e statali.
Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato la normativa, nota come Legge Antibande o Legge Raul Jungmann, rivolta ai gruppi criminali organizzati, tra cui il PCC e il Comando Vermelho.
La legge consente esplicitamente l’uso provvisorio di crypto asset sequestrati con l’approvazione del giudice.
Poteri di liquidazione anticipata, accesso alle piattaforme bloccato
I giudici possono autorizzare la vendita anticipata delle criptovalute confiscate invece di attendere la condanna definitiva, affrontando così i rischi di volatilità che potrebbero ridurre il valore degli asset durante processi lunghi.
I tribunali possono bloccare senza preavviso l’accesso dei sospetti a piattaforme di scambio di criptovalute, wallet digitali e piattaforme di pagamento, incluso il sistema Pix del Brasile.
La normativa amplia i poteri dei giudici di congelare, bloccare o sequestrare crypto asset quando le prove suggeriscono un collegamento con reati gravi. I condannati rischiano l’esclusione permanente dal sistema finanziario formale e dall’ecosistema delle criptovalute, incluse le piattaforme regolamentate di scambio e i fornitori di servizi di pagamento.
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L’uso di messaggistica crittografata aumenta le pene
La legge considera l’uso di app di messaggistica crittografata o strumenti di anonimato per occultare attività criminali come una circostanza aggravante che aumenta le pene potenziali. I nuovi reati di "dominio sociale strutturato" prevedono pene fino a 40 anni per i leader delle organizzazioni criminali.
La normativa istituisce un database penale nazionale che mappa le reti finanziarie dei gruppi di criminalità organizzata e consente la cooperazione internazionale per il recupero dei beni e la condivisione di intelligence.
Secondo dichiarazioni governative, le recenti operazioni brasiliane di contrasto al riciclaggio di denaro hanno confiscato beni per miliardi di real, inclusi ingenti quantitativi di Bitcoin.
In Brasile ci sono circa 6,5 milioni di investitori in criptovalute a febbraio 2026, con le stablecoin USDT e USDC che rappresentano circa il 90% del volume delle transazioni.
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