Anthropic starebbe chiedendo agli azionisti di conferire al CEO Dario Amodei e ai suoi sei co‑fondatori il 50,1% dei diritti di voto sulla maggior parte delle decisioni societarie, in vista di quella che potrebbe essere una IPO da record.
Punti chiave:
- I sette co‑fondatori di Anthropic deterranno congiuntamente il 50,1% dei voti su gran parte delle delibere tramite una classe speciale di azioni.
- Il Long-Term Benefit Trust continuerà a nominare la maggioranza del board, mentre i seggi dei fondatori saliranno da due a tre.
- L’IPO è attesa tra fine ottobre e novembre, con una valutazione target intorno ai 2.000 miliardi di dollari.
Il piano di controllo del voto in Anthropic
Il produttore di Claude vuole che gli azionisti approvino una classe speciale di azioni che attribuisca ai fondatori un potere di voto collettivo, secondo un report del 24 settembre che ha citato persone a conoscenza del dossier. La struttura riprende il modello di Palantir Technologies e resterebbe in vigore finché almeno tre dei sette fondatori manterranno una quota minima. Un’analisi successiva ha mostrato che i fondatori deterranno queste azioni attraverso una società a responsabilità limitata ad hoc, un veicolo collettivo atipico per una big tech in Borsa.
Le elezioni del consiglio di amministrazione fanno eccezione.
Il Long-Term Benefit Trust di Anthropic, un organismo indipendente che include anche l’ex presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, continuerà a nominare la maggioranza dei sette membri del board. La quota di seggi dei fondatori salirebbe da due a tre. I dipendenti riceveranno inoltre una classe separata di azioni, pensata per fungere da “tie‑breaker” in caso di parità su alcune questioni societarie.
Da leggere anche: Riserve di Ethereum sugli exchange ai minimi storici mentre ETH oscilla intorno a 2.660 $
Controllo dei fondatori in stile Palantir
I fondatori di Palantir si fermano appena sotto la soglia del 50% dei voti: il modello Anthropic andrebbe quindi un passo oltre, come ha notato un’analisi di mercato.
Le nuove azioni non conferiscono alcun diritto economico aggiuntivo: un aspetto rilevante perché le partecipazioni individuali dei fondatori sono insolitamente ridotte e tutti si sono impegnati a devolvere l’80% del proprio patrimonio, una promessa che Amodei ha descritto in un saggio di gennaio.
Nic Puckrin, fondatore di Coin Bureau, ha sostenuto questo mese che la scarsità di azioni in circolazione e l’euforia generale sull’AI potrebbero spiegare il prezzo di Anthropic sul mercato privato tanto quanto i fondamentali del business. Secondo Puckrin, il vero banco di prova per la fiducia degli investitori arriverà dopo la quotazione, quando il titolo inizierà a scambiare liberamente. Ha inoltre criticato quella che definisce una “finanza circolare” alla base di molte valutazioni dell’AI, citando accordi come le partnership di Nvidia con BlackRock.
Il percorso di valutazione dell’IPO Anthropic
La quotazione è ora attesa tra fine ottobre e novembre, anche se in passato si era ipotizzato che potesse scivolare oltre le elezioni di midterm negli Stati Uniti previste per quel mese. Anthropic punterebbe a una valutazione attorno ai 2.000 miliardi di dollari, che la renderebbe la public benefit corporation di maggior valore mai quotata a Wall Street.
A maggio la società ha raccolto 65 miliardi di dollari a una valutazione post‑money di 965 miliardi. I valori impliciti sui mercati secondari sono saliti fino a 1.200 miliardi a luglio, nonostante i broker segnalassero poche transazioni effettive per la scarsità di azioni in vendita. Da allora le stime sul valore di Anthropic nel secondario oscillano da circa 1.050 a 1.500 miliardi di dollari.
Prossimo articolo: Polygon tocca 11 milioni di pagamenti al secondo nei test per agenti AI

