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"Ethereum cypherpunk, basato sui principi e non brutto": cosa significa davvero il piano aggiuntivo di Buterin

"Ethereum cypherpunk, basato sui principi e non brutto": cosa significa davvero il piano aggiuntivo di Buterin

Vitalik Buterin ha respinto le richieste di abbandonare Ethereum (ETH) e ricominciare da capo, delineando invece un piano per costruire un "Ethereum basato su principi cypherpunk e non brutto" come estensione aggiuntiva alla rete esistente.

La proposta, pubblicata su X il 20 febbraio, punta alla resistenza alla censura, alla compatibilità con le prove a conoscenza zero (zero-knowledge proof) e a meccanismi di consenso semplificati.

Buterin ha stimato che il processo potrebbe richiedere fino a cinque anni – potenzialmente meno con la programmazione e la verifica assistite dall’IA – prima che il nuovo livello sostituisca gradualmente l’infrastruttura attuale.

Cosa è successo

Le osservazioni di Buterin sono arrivate in risposta diretta a un membro della community che lo esortava a lasciare che Ethereum "muoia di una morte lenta e dolorosa per frammentazione" e a ricostruire da zero una chain cypherpunk.

Ha respinto quella impostazione, descrivendo il suo vero obiettivo come più ambizioso: far crescere il nuovo livello insieme al sistema esistente, mantenendo entrambi strettamente integrati e interoperabili.

La dichiarazione è coincisa con la decisione ufficiale degli sviluppatori di Ethereum di programmare FOCIL – Fork-Choice Enforced Inclusion Lists – per il prossimo hard fork Hegota. FOCIL seleziona casualmente 16 validatori “includer” e un proposer per ogni slot di blocco, applicando la resistenza alla censura a livello di protocollo.

Per Hegota è previsto anche l’inserimento di EIP-8141, un aggiornamento di astrazione degli account che consentirebbe il supporto nativo per smart wallet, configurazioni multisig e chiavi resistenti ai computer quantistici, senza richiedere wrapper di transazione o intermediari.

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Perché è importante

La proposta di Buterin è una risposta diretta al problema della frammentazione di Ethereum. Le reti di livello 2, progettate per scalare il livello base, si sono decentralizzate più lentamente del previsto, mentre il livello 1 (L1) è avanzato più velocemente di quanto ipotizzato dalla roadmap incentrata sui rollup.

L’approccio aggiuntivo evita i costi di un hard fork o di una migrazione completa della rete, introducendo al contempo proprietà a livello di protocollo che, secondo i critici, a Ethereum attualmente mancano.

Resta aperta la questione se la Ethereum Foundation riuscirà a rispettare quella tempistica, gestendo allo stesso tempo Hegota, i piani di migrazione a RISC-V e il coordinamento continuo dei livelli 2.

ETH veniva scambiato a circa 1.960 dollari al momento della stesura, in calo di circa il 4% negli ultimi sette giorni.

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