Una proposta co-firmata da Vitalik Buterin, che frammenta le transazioni di Ethereum (ETH) in un massimo di 64 frame programmabili, è stata ufficialmente inserita nel percorso di sviluppo dell’upgrade Hegotá.
Punti chiave:
- EIP-8141 sostituisce il formato fisso della transazione Ethereum con una sequenza fino a 64 chiamate di contratto che gestiscono validazione, pagamento del gas ed esecuzione.
- La proposta entra ora nella tabella di marcia di Hegotá insieme a FOCIL, ma le date di attivazione per Sepolia, Hoodi e mainnet restano da definire.
- Gli autori presentano i frame come un possibile “uscita di sicurezza” dalla crittografia a curve ellittiche, in vista di computer quantistici in grado di romperla.
I frame di EIP-8141 raggiungono il calendario di Hegotá
Lo sviluppatore di Ethereum Derek Chiang, uno dei co‑autori di EIP‑8141, ha annunciato il 6 settembre che il gruppo di lavoro ha raggiunto quella che definisce una svolta nella progettazione.
Il giorno prima, il core developer Matt Garnett aveva pubblicato un saggio di approfondimento. Buterin ha poi illustrato la propria visione per separare nettamente ciò che una transazione esegue dalle condizioni che deve soddisfare in anticipo.
La bozza scompone ogni transazione in una sequenza di normali chiamate a contratto, organizzate in tre modalità funzionali che coprono validazione, approvazione del gas ed esecuzione. I frame possono inoltre essere raggruppati in batch atomici: in questo modo, ad esempio, un’approvazione di token e uno swap che successivamente fallisce vengono annullati insieme, evitando di lasciare l’account in uno stato incoerente.
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Derek Chiang e Matt Garnett difendono il design a frame
Garnett, noto nello spazio come lightclient, ha scritto che i frame «dovrebbero essere l’ultimo tipo di transazione di cui abbiamo bisogno per gli account», richiamando in particolare la rotazione delle chiavi e la preparazione all’era post‑quantum. Le firme resistenti al quantum arrivano infatti a diverse kilobyte ciascuna, un “peso” che spinge la rete verso forme di aggregazione. Chiang propone un’argomentazione più focalizzata sui costi di coordinamento.
Gli upgrade di Ethereum arrivano mediamente ogni nove mesi, osserva, e ridisegnare di volta in volta il contenitore della transazione è lento e oneroso per wallet, block explorer, dispositivi di firma e team di Layer 2.
Una stima quantifica l’overhead in 12.000 gas per transazione, più 475 gas per ciascun frame, a fronte dei 21.000 gas necessari oggi per un semplice trasferimento. I wallet dovranno inoltre pianificare il budget di gas separatamente per ogni frame. Il codice di default contenuto nella specifica estenderebbe gas sponsorizzato, fee pagate in token e chiamate batch anche ai wallet che non distribuiscono mai un contratto.
I tentativi di account abstraction di Ethereum prima dei frame
Il meta‑documento di Hegotá elenca ora le transazioni a frame e FOCIL come le uniche due modifiche confermate per l’upgrade, un passo avanti rispetto alle fasi preliminari di discussione. Le righe di attivazione per Sepolia, Hoodi e mainnet restano vuote. In parallelo, gli sviluppatori stanno valutando come i frame possano convivere con EIP‑8130, un nuovo design di keystore che impone alla transazione di dichiarare a priori il proprio metodo di autenticazione.
I tentativi di rendere programmabili gli account di Ethereum risalgono a oltre un decennio fa, passando per proposte a livello di protocollo, standard applicativi e mempool alternativi.
EIP‑2938 provava a consentire alle transazioni di eseguire codice arbitrario prima di pagare il gas; ERC‑4337 ha spostato l’intero ciclo di vita fuori dal protocollo, in un mempool gestito da bundler; EIP‑7702 ha permesso agli account esterni di “prendere in prestito” codice di contratto in modo temporaneo. Garnett ha rilasciato una propria implementazione di EIP‑7701 alla fine del 2025, giudicando però quel vecchio design poco adatto ai tipi di transazione già gestiti dai client.
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