La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha avvertito mercoledì che artificial intelligence could trigger dangerous financial crises e ha sollecitato una governance globale modellata sui trattati nucleari della Guerra Fredda.
Punti chiave:
- Lagarde ha affermato che l’IA potrebbe innescare crisi finanziarie più dannose delle passate perdite di lavoro causate dalla tecnologia.
- Ha sollecitato una governance mondiale sull’IA simile ai trattati di non proliferazione nucleare della Guerra Fredda.
- La BCE ha sottoposto 109 banche a uno scenario di grave cyberattacco guidato dall’IA.
Lagarde segnala la minaccia dell’IA
Le osservazioni came durante un discorso a Venezia, il più netto avvertimento finora da parte di un capo di banca centrale sull’IA e sulla stabilità finanziaria. Lagarde ha affermato che il pericolo più profondo non è la tecnologia in sé, ma il caos di mercato che potrebbe scatenare nell’economia. Man mano che questi sistemi diventano più potenti, ha aggiunto, continuano a spingersi sempre più nella finanza e nella vita economica quotidiana.
Ha presentato le crisi, non le macchine, come la forza che ha sottratto più posti di lavoro e risparmi di qualsiasi tecnologia precedente. La BCE ha già subjected 109 banche a uno scenario di grave cyberattacco guidato dall’IA, e la maggior parte delle vulnerabilità emerse è stata nel frattempo affrontata, ha dichiarato la banca centrale.
Lagarde ha detto che scriverà agli amministratori delegati delle banche, esortandoli a considerare la resilienza come una voce di spesa seria e non come una semplice casella da spuntare. Ha avvertito che l’IA potrebbe rimodellare il settore finanziario dall’interno, creando nuove concentrazioni di rischio e nuove opportunità per chi intende nuocere. Anche una regolamentazione solida, ha riconosciuto, non può frenare la tecnologia.
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Perché l’avvertimento è importante
Il paragone con la non proliferazione è raro per un presidente in carica della BCE, preso in prestito da trattati che hanno retto perché le potenze rivali hanno accettato limiti condivisi. «Non possiamo fermare l’intelligenza artificiale, nemmeno con le nostre solide regolamentazioni», ha dichiarato.
Il suo appello segue un allarme ancora più forte della direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, che ha parlato a Bruxelles la settimana scorsa. Ha warned che modelli avanzati come Anthropic's Mythos could be turned against the financial system, e ha definito la tecnologia «solo l’inizio».
I regolatori hanno segnalato che tali strumenti possono individuare e sfruttare falle in principali sistemi operativi e browser, anche quando vengono usati da non esperti.
Il FMI ha concluded che l’IA può aiutare gli aggressori a violare le difese più rapidamente di quanto le banche possano correggerle, e ha sottolineato l’assenza di un’autorità globale per la cybersicurezza incaricata di coordinare la risposta. Lagarde ha sostenuto un argomento parallelo, chiedendo un’unione dei mercati dei capitali europei e una vigilanza più severa su una tecnologia che ignora i confini.
Da mesi la BCE spinge i prestatori dell’area euro verso difese informatiche più robuste, con il Financial Stability Board che sollecita salvaguardie analoghe. A maggio il FMI ha avvertito che perdite informatiche estreme potrebbero mettere sotto pressione la raccolta delle banche, alimentare dubbi sulla loro solvibilità e disturbare gli scambi sull’intero mercato. Venezia ha segnato il momento in cui Lagarde ha spostato questa preoccupazione dalla scrivania informatica al cuore della politica monetaria.
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