Un ricercatore di Anthropic ha attribuito a Claude Fable 5 la confutazione di una congettura matematica aperta da 87 anni, confermando quanto da vicino Bitcoin (BTC) segua ormai i progressi dell’intelligenza artificiale.
Punti chiave:
- Un matematico di Anthropic afferma che il nuovo modello dell’azienda ha prodotto un controesempio alla congettura di Jacobian, aperta dal 1939.
- Altri matematici hanno ricostruito i passaggi algebrici nel giro di poche ore, ma nessuna rivista ha ancora sottoposto il risultato a peer review e il caso a due variabili resta aperto.
- Da mesi Bitcoin reagisce alle notizie sull’IA: è sceso sotto 64.000 dollari dopo il lancio di un modello cinese il 17 luglio, per poi recuperare questa settimana.
La congettura di Jacobian cade sotto i colpi di Claude Fable 5
Levent Alpöge, teorico dei numeri in forza ad Anthropic ed ex fellow di Harvard, ha pubblicato il controesempio su X domenica sera, mentre si giocava la finale dei Mondiali.
Il ricercatore ha attribuito il risultato al modello più recente della società e ha ringraziato Akhil Mathew, geometra algebrico dell’Università di Chicago che gli aveva sottoposto il problema poche ore prima. La congettura di Jacobian, formulata nel 1939, chiede se una mappa polinomiale con determinante jacobiano costante e non nullo debba essere sempre invertibile.
Fable 5 ha restituito una mappa dallo spazio complesso tridimensionale in sé stesso, con un determinante jacobiano costante pari a meno due, un valore che soddisfa pienamente l’ipotesi della congettura. Tre punti di partenza distinti vengono però mandati esattamente sullo stesso punto di arrivo: la mappa non ammette alcuna inversa e l’enunciato crolla.
Altri matematici hanno ricostruito i calcoli nel giro di poche ore, utilizzando software simbolici standard e aritmetica razionale, quindi senza margini per approssimazioni numeriche. Nessuna rivista scientifica ha però ancora referato il lavoro. Il caso a due variabili, la versione più vicina alle origini storiche del problema, rimane inoltre ancora irrisolto.
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Bitcoin segue la curva dell’IA, non le notizie crypto
Nel corso dell’anno Bitcoin si è mosso più sulle notizie legate all’intelligenza artificiale che sui catalizzatori interni al mondo crypto. I principali detentori di BTC, i miner, si sono riconvertiti in operatori di data center per l’IA: i loro ricavi oggi oscillano con la domanda di potenza di calcolo.
L’episodio più evidente è arrivato il 17 luglio, quando Moonshot AI ha presentato il modello Kimi K3 e ha trascinato Bitcoin sotto quota 64.000 dollari, in scia a un ampio selloff sui semiconduttori. Ogni salto dimostrato nelle capacità di questi sistemi rafforza l’argomento per investire direttamente in produttori di chip e sviluppatori di modelli. Così gli investitori crypto rischiano di restare con un asset che si muove come sidecar di un ciclo industriale che potrebbero possedere in modo diretto.
Bitcoin rimbalza assieme ai titoli dei chip
Martedì mattina Bitcoin scambiava intorno a 66.400 dollari dopo un’apertura a 65.214,10 dollari, in rialzo dello 0,8% rispetto a lunedì.
Il recupero è coinciso con un rimbalzo del Nasdaq 100, a forte componente tecnologica, segnando un temporaneo ritorno dell’appetito per il rischio.
L’ultimo mese è stato caratterizzato da forte volatilità. Bitcoin quota circa il 4,8% in più rispetto a una settimana fa e l’1,5% in più rispetto a un mese fa, ma resta circa il 36,9% sotto i livelli di un anno fa. Gli exchange-traded fund spot su Bitcoin hanno registrato la seconda settimana consecutiva di afflussi netti, la prima striscia positiva back-to-back da maggio.
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