OpenAI avrebbe acquistato decine di migliaia di Mac per l’addestramento dei propri agenti di intelligenza artificiale, aggiungendo una nuova fonte di domanda aziendale al business Mac di Apple, reduce da un aumento dei ricavi di circa il 29% su base annua.
Punti chiave:
- OpenAI avrebbe comprato decine di migliaia di Mac mini e Mac Studio per reinforcement learning e agenti che utilizzano applicazioni desktop.
- La memoria unificata dei chip Apple silicon rende i Mac adatti a carichi distribuiti di agenti, ma non rimpiazza i cluster GPU di Nvidia.
- I ricavi Mac sono saliti di circa il 29%, mentre Apple ha aggiornato Mac mini e Mac Studio con hardware orientato all’AI.
Gli acquisti di Mac da parte di OpenAI
The Information ha riportato che OpenAI ha acquistato nelle ultime settimane decine di migliaia di Mac mini e Mac Studio per carichi di lavoro di reinforcement learning e per agenti che utilizzano direttamente il computer. Le macchine possono gestire sessioni separate in cui gli agenti eseguono software, organizzano file e ricevono feedback. Si tratta di un modello diverso rispetto all’addestramento dei frontier model, che si appoggia in gran parte a cluster di GPU strettamente interconnessi.
L’architettura Apple silicon si presta ad alcuni tipi di agenti perché CPU, GPU e memoria condividono un unico pool di memoria unificata. Nvidia resta comunque dominante nell’addestramento di larga scala dei modelli, quindi i Mac rappresentano un’infrastruttura complementare, non un sostituto delle GPU per data center.
Anche Anthropic avrebbe noleggiato macchine con Apple silicon tramite Amazon Web Services per carichi di lavoro simili. Lo schema che emerge è quello di laboratori di AI che scelgono l’hardware in base al singolo compito, invece di affidarsi a una sola architettura di calcolo.
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Apple come infrastruttura AI
La strategia di prodotto di Apple punta ora in modo più esplicito sull’uso per l’intelligenza artificiale. Il 25 agosto il gruppo ha presentato un Mac mini con chip M6 pensato per “agentic AI workflows” e un Mac Studio con chip M5 Max e M5 Ultra, in versioni con fino a 512 GB di memoria unificata. Apple ha spiegato che Thunderbolt 5 può collegare più sistemi Mac Studio per l’inferenza AI distribuita.
Il manager responsabile dell’ingegneria Apple silicon, Sri Santhanam, ha descritto i nuovi chip come ottimizzati per prestazioni e calcolo AI. Gli acquisti di OpenAI indicano che una parte della domanda di infrastruttura può transitare dall’hardware desktop, senza che Apple debba costruire data center iperscalabili propri.
Le opportunità restano comunque circoscritte. Il pre-addestramento dei grandi modelli continua a privilegiare cluster di GPU di classe Nvidia, mentre i Mac sono più adatti a carichi suddivisi tra molte macchine indipendenti. Apple guadagna così un ulteriore caso d’uso enterprise, senza porsi come sostituto diretto dei fornitori consolidati di acceleratori AI.
La nuova domanda arriva mentre il business Mac è già in fase espansiva. Apple ha registrato un record storico di ricavi Mac per il trimestre di giugno, con vendite intorno ai 10,4 miliardi di dollari, in crescita di circa il 29% rispetto all’anno precedente. L’aggiornamento del 25 agosto di Mac mini e Mac Studio ha assegnato a questi desktop un ruolo più esplicito nei carichi di lavoro AI, sia locali sia distribuiti.
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