OpenAI ribalta la causa sui segreti industriali di Apple e accusa: inviati 100 file riservati

AI deepfakes may soon outpace detection, OpenAI and Meta told federal judges, even as few courts have seen such disputes (Image: Shutterstock)
AI deepfakes may soon outpace detection, OpenAI and Meta told federal judges, even as few courts have seen such disputes (Image: Shutterstock)

OpenAI ha sostenuto davanti a un tribunale federale statunitense che un suo ex dipendente avrebbe inviato a propri account personali oltre 100 file confidenziali relativi a un dispositivo non ancora presentato sul mercato, prima di rientrare in Apple.

Punti chiave:

  • OpenAI afferma che un ex dipendente, nel suo ultimo giorno in azienda, ha inviato a account personali oltre 100 file su un dispositivo non ancora lanciato.
  • Nell’atto si sostiene che in seguito abbia illustrato quei contenuti ai vertici di Apple, mentre il gruppo di Cupertino dice di non aver trovato riscontri.
  • L’accusa arriva nell’ambito di una causa sui segreti industriali avviata a luglio dalla stessa Apple contro OpenAI.

La contestazione di OpenAI sui segreti industriali

OpenAI ha depositato martedì un documento presso il tribunale federale di San Jose, in California, sostenendo che una recente indagine forense, collegata al procedimento in corso, avrebbe portato alla luce il trasferimento dei dati. Il dipendente era arrivato in OpenAI da Apple e vi era rimasto per sei mesi.

Secondo l’atto, i file sarebbero stati inviati il 2 giugno, ultimo giorno di lavoro in OpenAI. Il materiale includerebbe immagini dettagliate di almeno un dispositivo non ancora annunciato, oltre a dati di ingegneria, produzione e fornitori. Nel pacchetto, afferma OpenAI, figuravano anche specifiche sugli standard delle finiture estetiche e report su rivestimenti e sigillature.

OpenAI sostiene inoltre che l’ex dipendente abbia successivamente presentato questi piani ai vertici di Apple, incluso il vicepresidente delle operazioni per l’Asia. Apple ha dichiarato di non aver trovato prove a supporto di tali affermazioni, ribadendo che le proprie policy vietano ai neoassunti di utilizzare informazioni riservate provenienti da precedenti datori di lavoro.

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I timori di OpenAI su Apple HomeView

OpenAI collega la presunta fuga di informazioni ai piani di prodotto di Apple, sostenendo che la presentazione interna sia avvenuta mesi fa, proprio mentre il gruppo di Cupertino prepara una nuova offensiva su dispositivi potenziati dall’AI. Nell’atto viene citato il dispositivo HomeView, lanciato da Apple questa settimana. OpenAI afferma di essere «molto preoccupata» che il proprio lavoro confidenziale circoli ora all’interno di Apple, dove i team di ingegneria potrebbero sfruttarlo per definire i prossimi prodotti.

OpenAI sostiene inoltre di aver sollevato direttamente la questione con Apple, senza però ottenere rassicurazioni sul fatto che il gruppo non detenga né utilizzi i suoi segreti industriali. Fino a questo punto, era Apple a vestire i panni dell’accusatore.

La causa legale

Durante l’udienza di mercoledì, il giudice distrettuale statunitense Edward Davila ha affermato di ritenere «altamente probabile» la concessione dell’ingiunzione preliminare richiesta da Apple, mentre OpenAI ha accettato di non utilizzare i presunti segreti industriali nel prosieguo della causa.

Apple ha citato in giudizio OpenAI il 10 luglio, chiamando in causa gli ex dipendenti Chang Liu e Tang Yew Tan – oggi chief hardware officer di OpenAI – e sottolineando come oltre 400 ex dipendenti Apple siano passati nelle file di OpenAI.

Ad agosto, OpenAI ha chiesto al giudice di archiviare il procedimento, definendo il ricorso di Apple «marcio fino al midollo», espressione che Cupertino aveva utilizzato in precedenza contro OpenAI. Entro la fine del mese, Apple ha accusato OpenAI di aver distrutto prove rilevanti per il caso.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è Head of Content presso Yellow.com. È specializzato in approfonditi articoli di ricerca e guide didattiche, con un focus su analisi, contesto di settore e sulle grandi forze che plasmano il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. Crede che tutto ciò che è digitale supererà a breve tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a renderlo realtà.

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