OpenAI ha sostenuto davanti a un tribunale federale statunitense che un ex dipendente avrebbe inviato a propri account personali oltre 100 file riservati relativi a un dispositivo non ancora lanciato, poco prima di rientrare in Apple.
Punti chiave:
- OpenAI afferma che un ex dipendente, nel suo ultimo giorno in azienda, avrebbe inviato a account personali oltre 100 file su un dispositivo inedito.
- Nell’atto si sostiene che in seguito abbia informato i vertici di Apple, mentre Cupertino replica di non aver trovato riscontri.
- L’accusa arriva nell’ambito di una causa sui segreti industriali avviata a luglio da Apple stessa contro OpenAI.
La controaccusa di OpenAI sui segreti industriali
OpenAI ha depositato l’atto martedì presso il tribunale federale di San Jose, in California, spiegando che una recente indagine forense legata al contenzioso avrebbe fatto emergere il trasferimento dei file. Il dipendente, passato da Apple a OpenAI, vi sarebbe rimasto per sei mesi.
Secondo quanto sostenuto nel fascicolo, i file sarebbero stati inviati il 2 giugno, ultimo giorno di lavoro in OpenAI. La documentazione includerebbe immagini dettagliate di almeno un dispositivo non ancora annunciato, oltre a dati di ingegneria, produzione e fornitori. Nel pacchetto figurerebbero anche specifiche sugli standard di finitura estetica e report su rivestimenti e sigillature, afferma OpenAI.
OpenAI sostiene inoltre che l’ex dipendente avrebbe successivamente presentato questi piani alla dirigenza di alto livello di Apple, inclusa la vicepresidente per le operazioni in Asia. Da parte sua, Apple ha dichiarato di non aver trovato alcuna evidenza a sostegno di tali affermazioni, aggiungendo che le sue policy vietano ai nuovi assunti l’utilizzo di informazioni riservate provenienti da precedenti datori di lavoro.
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I timori di OpenAI su Apple HomeView
OpenAI collega la presunta fuga di informazioni ai piani di prodotto di Apple, sostenendo che la presentazione sarebbe avvenuta mesi fa, proprio mentre Cupertino prepara una nuova offensiva su dispositivi abilitati all’IA. Nel mirino viene citato l’HomeView, il dispositivo lanciato da Apple questa settimana. OpenAI afferma di essere «molto preoccupata» che il proprio lavoro confidenziale stia ora circolando all’interno di Apple, dove gli ingegneri potrebbero utilizzarlo per orientare lo sviluppo dei prossimi prodotti.
OpenAI aggiunge di aver sollevato direttamente la questione con Apple, senza però ricevere rassicurazioni sul fatto che Cupertino non detenga o non utilizzi i suoi segreti industriali. Finora, era stata Apple a vestire i panni dell’accusatrice.
La causa
Nel corso dell’udienza di mercoledì, il giudice distrettuale Edward Davila ha dichiarato di essere «altamente propenso» a concedere ad Apple l’ingiunzione preliminare richiesta, mentre OpenAI si è impegnata a non utilizzare i presunti segreti industriali nel prosieguo del procedimento.
Apple aveva citato in giudizio OpenAI il 10 luglio, indicando come imputati gli ex dipendenti Chang Liu e Tang Yew Tan, oggi chief hardware officer di OpenAI, e sottolineando che oltre 400 ex dipendenti Apple sarebbero passati sotto le insegne della società di San Francisco.
Ad agosto, OpenAI ha chiesto al giudice di archiviare la causa, definendo il ricorso «marcio fino al midollo», espressione che Apple aveva utilizzato per prima. Entro fine mese, Apple ha accusato OpenAI di aver distrutto prove rilevanti.
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