Paxos Labs ha lanciato PAXGy (PAXGY), un token agganciato a PAX Gold (PAXG) che consente di maturare un rendimento tramite il prestito istituzionale di oro, mantenendo invariato il numero di token detenuti in portafoglio.
Punti chiave
- PAXGy utilizza le riserve di PAXG nel mercato istituzionale del leasing dell’oro, con un rendimento che matura tramite il tasso di cambio e non tramite nuove emissioni di token.
- I detentori possono depositare PAXG oppure convertire specifiche stablecoin in PAXGy, già disponibile su più piattaforme centralizzate e onchain.
- Il prodotto introduce rischio di credito, di liquidità e di mercato sull’esposizione all’oro tokenizzato; Paxos Labs avverte che la crescita non è garantita.
Come funziona il rendimento in oro di PAXGy
Paxos Labs ha spiegato che i detentori possono depositare PAXG o scambiare stablecoin supportate per ricevere PAXGy tramite le piattaforme partner o direttamente onchain. Le riserve a copertura del token vengono poi impiegate presso prenditori istituzionali selezionati, sfruttando il consolidato mercato del leasing dell’oro fisico.
Il numero di token in portafoglio non cresce. Il rendimento è invece strutturato per riflettersi nel tasso di cambio contro PAXG: nel tempo, un PAXGy può diventare riscattabile per una quantità maggiore di PAXG. È quindi il rapporto di conversione a incorporare il rendimento.
Tra i partner di lancio figurano OKX, X Layer, 0x, Uniswap, Ether.Fi e Chainlink, con PAXGy accessibile sia su venue centralizzate sia su protocolli decentralizzati. L’architettura punta a mantenere l’esposizione all’oro tokenizzato, usando al contempo un asset collegato al mercato istituzionale del prestito di lingotti.
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I rischi del lending
Questa struttura introduce però nuovi rischi. Paxos Labs avverte che PAXGy comporta rischi di credito, di liquidità e di mercato, poiché le riserve vengono allocate in strategie esterne invece di restare una mera esposizione passiva all’oro fisico.
La crescita non è garantita. In caso di default di un prenditore oppure di perdite sulle strategie di impiego delle riserve, Paxos Labs può ricalibrare il tasso di cambio al ribasso, con la possibilità di perdite per i detentori. È questo l’elemento che distingue PAXGy da PAXG, concepito per fornire un’esposizione diretta all’oro fisico custodito a livello istituzionale e supportato da attestazioni periodiche delle riserve.
Il prodotto non trasforma l’oro in un asset che genera reddito di per sé. Espone invece le riserve a controparti di lending che pagano per accedere al metallo, motivo per cui il rendimento aggiuntivo è inevitabilmente accompagnato da rischi che l’oro tokenizzato “puro” non presenta.
Paxos Labs stima che il valore complessivo dell’oro tokenizzato abbia superato i 5 miliardi di dollari, con volumi di scambio nel primo trimestre 2026 già superiori a quelli dell’intero 2025. Con PAXGy, la società punta a collegare questo mercato in espansione al sistema di bullion lending che da anni serve la clientela istituzionale.
Per anni il ruolo di PAXG è stato lineare: rappresentare oro fisico onchain, senza associare alla riserva una strategia di prestito che la esponga a prenditori esterni. PAXGy introduce una discontinuità rispetto a quel modello.
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