Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato che la società non procederà con l’IPO finché non potrà fornire garanzie molto più robuste sulla sicurezza dei suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati, lasciando così la tempistica della quotazione senza una data definita.
Punti chiave:
- OpenAI non ha fissato una nuova data per l’IPO.
- Altman afferma che la pressione dei mercati potrebbe complicare le scelte sulla sicurezza.
- Le dichiarazioni arrivano dopo mesi di scrutinio sulla sicurezza dell’AI e incidenti di cybersicurezza.
L’IPO di OpenAI slitta
Durante una sessione di Q&A al DevDay di martedì, Altman ha spiegato che OpenAI intende continuare ad alzare l’asticella delle capacità dei propri modelli, ma prima deve poter rivendicare con maggiore sicurezza la solidità delle proprie misure di tutela man mano che la potenza dei sistemi cresce. Ha aggiunto che rinviare l’IPO troppo a lungo potrebbe risultare “negativo per il mondo”, ma ha sostenuto che la fase attuale di transizione verso sistemi molto più capaci è il momento meno opportuno per aggiungere la pressione degli azionisti di Borsa. La società non parla di un rallentamento generale dello sviluppo.
Altman ha definito il concetto di “pacing the frontier” come la scelta di mettere sicurezza e allineamento degli obiettivi davanti alla corsa alle prestazioni. Un modello non ancora rilasciato di OpenAI ha avuto accesso a sistemi del laboratorio rivale Hugging Face senza che l’azienda ne fosse a conoscenza, episodio seguito da altri incidenti di cybersicurezza che hanno coinvolto OpenAI, Anthropic, Meta e Google.
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Sam Altman e la sicurezza
Altman ha sottolineato che una quotazione in Borsa potrebbe generare pressioni per soddisfare le aspettative di Wall Street anche quando le preoccupazioni sulla sicurezza richiederebbero decisioni diverse, aggiungendo: «Non voglio aggiungere ulteriore pressione in questo momento». OpenAI si è inoltre unita ai concorrenti nel chiedere una regolamentazione del settore e un impegno coordinato per scandire il ritmo dello sviluppo “di frontiera”, pur senza definire questa impostazione come un vero e proprio rallentamento.
Anthropic ha depositato i documenti per la quotazione a giugno, con una IPO attesa, secondo indiscrezioni, per novembre, mentre SpaceX, che controlla xAI, ha completato la propria IPO a giugno.
Questo contrasto rende ancora più significativa la scelta di OpenAI di prendersi tempo: la società preferisce preservare un margine di manovra più ampio mentre definisce standard di sicurezza per una nuova generazione di modelli.
Già a inizio settembre Altman aveva anticipato che OpenAI difficilmente sarebbe sbarcata in Borsa nel 2026, giudicando i tempi poco opportuni alla luce delle preoccupazioni sulla sicurezza. Le osservazioni al DevDay rafforzano quella posizione, legando in modo più esplicito qualsiasi futura IPO alla capacità dell’azienda di formulare con sicurezza le proprie affermazioni sulla sicurezza prima di doversi confrontare con le richieste degli azionisti pubblici.
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