Samsung conquista maxi-accordo da 200 miliardi di dollari con Broadcom per chip AI a 2 nm

Samsung Broadcom chip deal
Samsung Wins Staggering $200 Billion AI Chip Contract With Broadcom (Image: AI)

Samsung Electronics si è aggiudicata un contratto da oltre 200 miliardi di dollari per la fornitura di chip a Broadcom, il più grande accordo di foundry reso pubblico nell’attuale fase di corsa agli investimenti in infrastrutture AI.

L’intesa – ribattezzata Broadcom Chip Deal – riguarda acceleratori AI a 2 nanometri e soluzioni di packaging avanzato fino al 2030, e arriva in un momento in cui entrambe le società cercano di espandere in modo aggressivo la propria quota nei ricavi legati ai semiconduttori per l’intelligenza artificiale.

Broadcom Chip Deal: Samsung si assicura cinque anni di volumi AI

Il Broadcom Chip Deal copre più famiglie di prodotti.

Samsung produrrà chip logici a 2 nm, fornirà memoria ad alta banda (HBM) e offrirà servizi di packaging avanzato. Il contratto, valido fino al 2030, è strutturato per crescere in linea con lo sviluppo del business di silicon custom per l’AI di Broadcom.

Fortune ha riportato il 25 luglio che l’accordo rappresenta il più grande contratto di fornitura foundry reso noto nell’attuale era dell’AI.

Il cuore dell’offerta AI di Broadcom è un chip acceleratore custom, denominato XPU, progettato per i clienti hyperscale che preferiscono silicio su misura rispetto alle GPU general purpose.

Hyperscaler come Google e Meta si sono già affidati a Broadcom per sviluppare chip AI proprietari, ottimizzati sui propri carichi di lavoro.

Il nodo produttivo a 2 nm che Samsung utilizzerà è tra i più avanzati disponibili commercialmente: consente di avvicinare ulteriormente i transistor, concentrando più potenza di calcolo in un die più piccolo e riducendo al tempo stesso il consumo energetico per operazione.

La dimensione del contratto – 200 miliardi di dollari su cinque anni – implica un controvalore medio di circa 40 miliardi l’anno. Una cifra che rappresenterebbe una quota rilevante dei ricavi semiconduttori di Samsung e che segnala come il business dei chip AI custom di Broadcom stia crescendo più rapidamente di quanto ipotizzato da molte stime pubbliche.

La scala stessa del Broadcom Chip Deal evidenzia quanto gli hyperscaler stiano accelerando gli investimenti in silicio dedicato.

Perché il Broadcom Chip Deal cambia gli equilibri della supply chain AI

L’accordo ha un rilievo strutturale che va oltre i due protagonisti diretti. Nvidia domina il mercato delle GPU per il training dei modelli di AI, ma le soluzioni custom di Broadcom e concorrenti stanno crescendo rapidamente, mentre gli hyperscaler cercano di ridurre la dipendenza da un singolo fornitore e di ottimizzare i chip per l’inferenza più che per il training.

L’inferenza è il processo con cui un modello di AI già addestrato genera risposte: è la fase che si ripete miliardi di volte al giorno tra motori di ricerca, chatbot e sistemi di raccomandazione. Questi carichi di lavoro premiano chip calibrati su architetture specifiche, ambito in cui le XPU custom competono direttamente con i prodotti standard di Nvidia.

Samsung, dal canto suo, è rimasta indietro rispetto a Taiwan Semiconductor Manufacturing Company nella gara per le commesse foundry più avanzate.

TSMC produce la maggior parte delle GPU di Nvidia e gestisce la gran parte della produzione di chip per Apple. Il Broadcom Chip Deal offre a Samsung un cliente “ancora” di peso per il nodo a 2 nm e rappresenta una validazione cruciale della sua tecnologia di processo, in una fase in cui il gruppo ha dovuto affrontare problemi di resa su nodi avanzati precedenti.

Come Samsung ha orchestrato il ritorno nella manifattura di chip avanzati

L’attività foundry di Samsung ha perso terreno rispetto a TSMC nei primi anni 2020, mentre i clienti più attenti a resa e performance concentravano gli ordini sul produttore taiwanese.

L’impegno d’investimento annunciato da TSMC negli Stati Uniti – 265 miliardi di dollari entro il 2026 – ha sottolineato la sua posizione dominante e la fiducia nella domanda strutturale di chip per l’AI.

Samsung ha reagito investendo in modo massiccio sui processi a 3 nm e 2 nm basati su transistor gate-all-around (GAA), un’architettura in cui il gate avvolge il canale del transistor su quattro lati, invece che su tre, migliorando il controllo della corrente e riducendo le perdite. Questa tecnologia è determinante per raggiungere performance competitive a 2 nm ed è la stessa che Samsung utilizzerà per onorare il Broadcom Chip Deal.

Aggiudicarsi un accordo quinquennale da 200 miliardi di dollari garantisce alla divisione foundry di Samsung un volume impegnato tale da giustificare ulteriori investimenti in capacità produttiva a 2 nm.

Allo stesso tempo, riduce il rischio di business legato al ramp-up di un nodo estremamente costoso senza la sicurezza di clienti ancorati nel lungo periodo.

Le prossime mosse nella supply chain dei chip per l’AI

Il Broadcom Chip Deal non mette in discussione, nel breve termine, la posizione di Nvidia. Le GPU GB200 e la futura generazione Rubin, prodotte da TSMC, restano la scelta di riferimento per il training di AI su larga scala.

Il segmento del silicio custom, in cui opera Broadcom, sta però crescendo come quota della spesa complessiva in semiconduttori per l’intelligenza artificiale.

Se Samsung riuscirà a dimostrare una resa stabile e competitiva a 2 nm fin dai primi lotti di produzione, potrà esercitare una pressione al ribasso sui prezzi di TSMC e attrarre ulteriori hyperscaler interessati a diversificare la supply chain.

Il prossimo dato da monitorare sarà il tasso di utilizzo degli impianti foundry di Samsung nelle trimestrali: mostrerà con quale rapidità i volumi di Broadcom si tradurranno in capacità effettivamente saturata.

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Murtuza Merchant

Murtuza è un giornalista finanziario esperto con una vasta esperienza nella copertura di criptovalute e tecnologia blockchain. Informativa: Murtuza detiene ATOM, AKT, TIA, INJ e OSMO.

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