Ethereum, il cofondatore Vitalik Buterin ha avvertito che l’eccessiva complessità del protocollo mina le promesse fondamentali di trustlessness e autosovranità della rete.
L’architetto della blockchain ha sostenuto che anche le reti con migliaia di nodi possono fallire i test di base di decentralizzazione se i loro protocolli diventano troppo complessi per una verifica indipendente.
«Un aspetto importante, e perennemente sottovalutato, della trustlessness, del superare il walkaway test e dell’autosovranità è la semplicità del protocollo», ha scritto Buterin.
Leggi anche: Genius Terminal Hits $650M Single-Day Volume Record As CZ-Backed Platform Sees EVM Surge
Cosa è successo
Buterin ha identificato il “gonfiore” del protocollo come il rischio critico di lungo periodo per Ethereum, derivante dalla tendenza ad aggiungere funzionalità senza rimuovere quelle obsolete.
Lo sviluppatore ha proposto meccanismi espliciti di «semplificazione» e di «raccolta dei rifiuti» (garbage collection) per contrastare questa tendenza.
Ha delineato tre metriche chiave per misurare la semplificazione: minimizzare il numero totale di linee di codice, evitare dipendenze da componenti crittografici complessi e aggiungere invarianti di protocollo che rafforzino le garanzie di sicurezza.
Esempi di semplificazione riuscita includono la transizione di Ethereum da proof-of-work a proof-of-stake, la EIP-6780 che ha limitato la funzionalità dell’opcode selfdestruct e la EIP-7825 che ha fissato un tetto al gas per transazione.
Perché è importante
L’avvertimento segnala un cambio filosofico nello sviluppo di Ethereum dopo quella che Buterin ha definito una «fase adolescenziale» di 15 anni, incentrata sulla rapida sperimentazione.
I protocolli complessi creano dipendenze da esperti specializzati che comprendono i dettagli tecnici più intricati, contraddicendo la promessa delle criptovalute di una verifica permissionless.
Buterin ha suggerito che i futuri cambiamenti potrebbero includere una compatibilità retroattiva in stile Rosetta, in cui le funzionalità legacy diventano codice di smart contract piuttosto che requisiti obbligatori del protocollo.
Lo sviluppatore ha inoltre proposto di passare eventualmente dalla Ethereum Virtual Machine ad alternative più semplici come RISC-V, mantenendo la funzionalità EVM tramite smart contract.
«Questi primi quindici anni dovrebbero in parte essere visti come una fase adolescenziale in cui abbiamo esplorato molte idee e visto cosa funziona, cosa è utile e cosa no», ha dichiarato Buterin.
I commenti arrivano mentre Ethereum affronta una crescente concorrenza da blockchain layer-1 alternative che privilegiano compromessi differenti tra complessità e funzionalità.
Leggi anche: Bitcoin Hashrate Drops Below 1 Zettahash For First Time Since September 2025

