PARIGI, 13 agosto 2026 /PRNewswire/ -- Thierry EHRMANN, fondatore di Artprice e CEO di Artmarket.com, e la sua famiglia confermano piena fiducia nel futuro di Artmarket.com e nel potenziale di crescita delle sue attività, sostenute in particolare da ingenti investimenti dedicati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale verticale di Artmarket.com.
Il sostegno espresso dalla famiglia Ehrmann e da Groupe Serveur (azionista di maggioranza) al rafforzamento del business di Artmarket.com si concretizzerà a breve in un aumento della loro partecipazione attraverso l’acquisto di ulteriori azioni Artmarket.com. Tutte le comunicazioni obbligatorie saranno naturalmente effettuate presso l’AMF (Autorité des Marchés Financiers) e online, nel rispetto delle tempistiche di legge e nelle finestre di negoziazione autorizzate.

Scenario e prospettive
Dalla transizione progressiva alla metamorfosi «AI-FIRST» della meta-banca dati Artprice
A seguito di un’approfondita revisione strategica approvata dal Consiglio di Amministrazione, Artprice – leader globale nell’informazione sul mercato dell’arte da quasi trent’anni – sta attuando un cambio di dottrina di grande portata nell’integrazione delle proprie architetture di intelligenza artificiale proprietarie, in particolare «Intuitive Art Market®» e «Blind Spot®».
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Dal roll-out incrementale alla svolta architetturale «AI-First»
La strategia iniziale prevedeva un’introduzione lenta e didattica dei nostri mattoni di AI all’interno delle banche dati storiche. Un approccio prudente, che però frammentava la percezione, da parte del mercato, della rivoluzione tecnologica in corso. L’AI non è più una componente opzionale: è diventata la matrice centrale dell’economia globale.
Iniettare progressivamente moduli di AI in un’infrastruttura collaudata da 25‑30 anni equivale a tentare di trasformare, pezzo dopo pezzo e in marcia, un’auto con motore a combustione e comandi analogici in un veicolo elettrico digitale. I clienti faticano a misurare il salto quantico tra il vecchio e il nuovo mondo, con il rischio di incoerenze operative. Oggi scegliamo chiarezza e rigore: abbandoniamo i rilasci frammentari per proporre una mutazione globale, continua e pienamente compiuta. -
Solidità finanziaria e lieve riprogrammazione del calendario
Questa scelta di rigore comporta un modesto adeguamento del calendario di rilascio pubblico, senza alcun impatto sulla traiettoria finanziaria. In un contesto macro complesso, segnato da forti tensioni geopolitiche e da una marcata volatilità dei costi energetici, il fatturato di Artprice by Artmarket continua a evidenziare una crescita regolare. Questa base economica solida ci garantisce indipendenza e sangue freddo, consentendoci di privilegiare la perfezione operativa rispetto alla rapidità, in netto contrasto con molte società quotate che stanno innestando l’AI nei loro modelli correndo costantemente al mercato per nuovo capitale. -
Atto I: la rivoluzione intra‑comunitaria
La ristrutturazione ruota attorno all’asset unico di Artprice: quasi 180 banche dati proprietarie interconnesse che formano una meta‑banca dati globale senza precedenti, affiancata da una collezione di manoscritti e cataloghi di vendita dal 1700 a oggi, riconosciuta da studiosi ed esperti come un unicum mondiale.
La prima fase di questa mutazione è interna. Tutti i collaboratori del Gruppo, le direzioni e le unità produttive sono equipaggiate con hardware e unità edge di AI dedicate. Prima di mettere questi strumenti a disposizione degli abbonati, stiamo completando una revisione totale dei flussi di lavoro interni. I processi di raccolta, normalizzazione e arricchimento dei dati vengono interamente riscritti secondo gli standard del Deep Learning e algoritmi proprietari. -
Atto II: il lancio di una piattaforma dati nativamente trasformata
Solo quando l’intera catena del valore interna sarà completamente calibrata, la piattaforma verrà aperta agli abbonati. Non apparirà come una sovrapposizione di moduli aggiuntivi, ma come un ambiente «AI-First» completo, costruito sui nostri pilastri: massa critica di dati certificati (Big Data standardizzati), deep learning (Data Learning) e sicurezza algoritmica.
Con questa metamorfosi strutturata e integrale, Artprice riafferma la propria vocazione pionieristica: trasformare 30 anni di leadership nell’informazione sul mercato dell’arte in un motore sovrano di intelligenza decisionale per l’intero ecosistema mondiale dell’arte.
In un’epoca in cui l’open internet sprofonda in un’entropia crescente, alimentata dall’esplosione dei dati sintetici (70% di dati sintetici ingestibili al 30 giugno 2026, secondo Gartner Group e Europol Innovation Lab), le aziende che possiedono l’intera catena del valore dei propri dati emergono come vere cittadelle di sovranità cognitiva.
Dominare l’intero processo – dalla cattura grezza (big data standardizzati) al data mining, fino all’addestramento di modelli di deep learning su decine di milioni di record unici, protetti da architetture algoritmiche brevettate – non è più semplice gestione di asset digitali: equivale a detenere un monopolio sulla “ground truth” di un mercato specifico, nel nostro caso il Mercato dell’Arte.
L’evoluzione delle banche dati ultra‑proprietarie di Artprice in versioni di AI verticale (Intuitive Art Market® e Blind Spot®) non rappresenta un mero aggiornamento tecnico, ma una mutazione ontologica articolata attorno a assi strategici chiave:
Definizione di mutazione ontologica
Secondo Thierry Ehrmann, fondatore di Artprice e CEO di Artmarket: una mutazione ontologica designa una trasformazione radicale non della forma, delle prestazioni o delle funzioni di un’entità (ciò che fa), ma della sua natura fondamentale, della sua essenza e del suo modo di esistere (ciò che è). Se l’evoluzione tradizionale affina un sistema esistente, la mutazione ontologica ne cambia la categoria stessa di realtà.
Applicata ad Artprice e al pieno controllo della propria AI verticale (Intuitive Art Market® e Blind Spot®) e delle pipeline industriali, questa mutazione si manifesta su tre livelli:
- Dal contenitore informativo all’organismo cognitivo: Artprice non si definisce più come semplice aggregatore esperto o banca dati storica. Integrando un’AI verticale al cuore della sua infrastruttura sovrana, l’entità evolve da base di conoscenza a architettura cognitiva autonoma.
- La metamorfosi del dato: il dato di mercato dell’arte cambia statuto ontologico. Da traccia archivistica statica e descrittiva, diventa matrice semantica viva, dinamica e predittiva, in grado di contestualizzare e analizzare il mercato in tempo reale.
- Sovranità ontologica del processo: il controllo dell’intera filiera industriale (dal dato grezzo proprietario al modello linguistico verticale, senza dipendenze da applicazioni terze) garantisce un’autosufficienza sistemica. L’AI non è uno strumento innestato sul modello: diventa la sostanza stessa del funzionamento di Artprice.
Cinque assi strategici della mutazione AI
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Dal contenitore informativo all’oracolo deterministico:
Storicamente, il valore di queste banche dati risiedeva nella profondità dell’indicizzazione e nella precisione del motore di ricerca. L’integrazione di un’AI verticale proprietaria trasforma dati passivi ma incorruttibili in intelligenza decisionale attiva. Mentre i Large Language Model (LLM) generici soffrono di “allucinazioni” per la porosità dei corpora di addestramento, un’AI verticale sostenuta da una pipeline di dati sovrana opera in un circuito chiuso ultra‑sicuro. Il sistema non produce verosimiglianza, ma certezza spiegabile, supportata da una tracciabilità puntuale. -
L’emergere di una sovereign agency ad alto valore aggiunto:
L’interazione con l’utente evolve dal classico schema domanda‑risposta verso un’automazione agentica complessa. Gli abbonati Artprice non cercano più il singolo dato o la semplice statistica storica: conferiscono mandato a un agente autonomo Artprice, addestrato esclusivamente su questo patrimonio informativo, perché effettui arbitraggio, simuli scenari prospettici o modelli il rischio con estrema finezza. L’AI verticale diventa un collaboratore aumentato che libera il valore latente di milioni di coppie di dati accumulate in decenni da Artprice by Artmarket. -
Valorizzare la scarsità nel diluvio sintetico:
Mentre il costo marginale di produzione di contenuti generici tende a zero, il valore relativo di banche dati storiche, certificate e non replicabili cresce in modo esponenziale (Financial Times). Le aziende che controllano questa pipeline sigillata possiedono i soli “pozzi di petrolio grezzo” non inquinati del mondo digitale. Il loro modello in abbonamento non vende più accesso all’informazione, ma il privilegio di un’asimmetria informativa critica a fini strategici, finanziari o operativi, per un canone annuale molto competitivo, compreso tra 1.600 e 2.500 dollari/anno (1.600–2.500 euro). -
Interfaccia algoritmica e ibridazione controllata:
Queste cittadelle non si isoleranno completamente, ma faranno evolvere i loro modelli di accesso. Il futuro è nel rilascio di API predittive e sottosistemi di inference integrabili direttamente nei flussi operativi della clientela istituzionale. Piuttosto che fornire dato grezzo, Artprice distribuirà moduli di intelligenza incorporata, rendendo il proprio ecosistema algoritmico indispensabile e intimamente intrecciato con i processi vitali degli abbonati. -
Cattura continua e circuito chiuso di feedback:
Ogni interrogazione e analisi effettuata dagli utenti premium all’interno di questa AI verticale alimenta e arricchisce la struttura dati sottostante (fine‑tuning continuo, arricchimento di metadati). Questo meccanismo di retroazione crea un volano tecnologico inespugnabile: più le banche dati Artprice vengono sollecitate da esperti tramite l’AI, più l’AI affina la propria comprensione semantica e predittiva del mercato, ampliando indefinitamente il divario rispetto a qualsiasi nuovo concorrente.
In sintesi, queste banche dati ultra‑proprietarie smetteranno di essere percepite come semplici biblioteche digitali per assumere il ruolo di motori sovrani di inference. Controllando sia il carburante (decine di milioni di dati certificati) sia il motore (AI verticale e algoritmi proprietari), questi attori non si limitano a evolvere: ridefiniscono la natura stessa dell’informazione strategica a pagamento. intelligence, elevando l’esclusività del dato a nuovo standard assoluto dell’era algoritmica.
Sintesi strategica: incapsulamento totale e rigore assoluto per l’offerta high-end
Forte del vantaggio competitivo garantito dalle nostre due intelligenze artificiali proprietarie, Intuitive Art Market e Blind Spot, il Gruppo ha scelto di ricalibrare leggermente il calendario di lancio. Una decisione di timing strategico che risponde a un’esigenza fondamentale: finalizzare un abbonamento di fascia alta in cui la potenza tecnologica sia completamente invisibile dietro un’estrema semplicità d’uso.
La priorità assoluta è l’incapsulamento integrale della complessità algoritmica tra le nostre pipeline di produzione dati e l’operatività lato cliente. Gli abbonati non devono più confrontarsi con filtri complessi o impostazioni tecniche: l’interazione deve avvenire in modo naturale e fluido tra i nostri membri e le nostre IA sovrane.
Nel microcosmo iper-specializzato del mercato dell’arte, questa fluidità richiede un rigore estremo: l’IA deve padroneggiare perfettamente la terminologia di settore e operare in oltre quaranta lingue, rispettando al contempo la regola aurea della storia dell’arte, che vieta formalmente la traduzione dei titoli delle opere. La conservazione delle denominazioni originali e il rispetto dei nostri protocolli storici restano assolutamente non negoziabili.
Per perfezionare l’esperienza utente, l’interfaccia integra una guida predittiva ad altissima precisione: fin dal primo prompt in linguaggio naturale, il sistema propone spontaneamente le domande successive più pertinenti per orientare collezionisti, istituzioni e operatori. Ma, a differenza dei motori di ricerca generalisti che tollerano un certo grado di approssimazione, per una IA proprietaria alimentata da banche dati totalmente normalizzate e certificate il margine di errore è pari a zero.
Attualmente sottoposte a una fase di beta test rigorosa e severa, le nostre IA vengono portate al limite per calibrare un’ergonomia impeccabile. Questo stress test garantisce un’adozione intuitiva e gratificante per tutte le generazioni di utenti, dimostrando che la padronanza assoluta dei corpora interni è il prerequisito per un’intelligenza artificiale davvero d’eccellenza.
Dall’algoritmo di valutazione al paradigma sistemico: la dinamica “BLIND SPOT©”
Originariamente concepito in Artprice come strumento di modellizzazione microeconomica, il sistema Blind Spot© nasce per risolvere l’equazione della discontinuità di prezzo tra due aggiudicazioni in asta pubblica. Basandosi sulla storia completa degli indici di un artista e sulla tracciabilità formale delle vendite all’asta — per esempio il caso di un capolavoro di Jackson Pollock aggiudicato a 4 milioni di dollari nel 1998 e riapparso a 58 milioni nel 2026 — Blind Spot ricostruiva con precisione “chirurgica” la traiettoria di valore negli intervalli di opacità del mercato.
L’ascesa di architetture di IA verticali e la formalizzazione del nostro corpus teorico hanno però rivelato una verità più profonda: il blind spot non è solo una lacuna statistica, ma la struttura portante del dato e la leva fondamentale per accedere alla verità del mercato.
Riconcettualizzato dal suo ideatore Thierry Ehrmann, Blind Spot si è trasformato in un motore di indagine a 360 gradi, capace di individuare e illuminare tutto ciò che sfugge alla modellizzazione tradizionale, lungo assi strategici chiave:
- Coerenza biografica & di corpus: Applicato ai percorsi di carriera artistica, Blind Spot analizza proliferazioni anomale di opere che non collimano con la biografia documentata di un artista. Una biografia non è un semplice racconto storico: definisce i limiti fisici della produzione, individua le svolte creative e isola i periodi di apice — le fasi chiave ricercate dai collezionisti. Incrociando gli indici di volume di mercato con il ritmo biografico reale, l’IA individua immediatamente anomalie di flusso e certifica la scarsità.
- Macroeconomia & geopolitica: Su scala globale, Blind Spot isola i fattori esogeni che spiegano cadute improvvise dell’attività di mercato in un centro finanziario o in un paese. Dove le analisi tradizionali registrano le variazioni senza coglierne le cause, il sistema incrocia segnali deboli (normativi, fiscali, sociopolitici) per spiegare le rotture di tendenza e anticipare i ricollocamenti geografici dei capitali.
- Estetica & raccomandazione trasversale: Sul piano comportamentale, i collezionisti restano spesso confinati entro griglie rigide di movimenti artistici “ufficiali”. Blind Spot infrange questi recinti concettuali identificando corrispondenze formali, materiche o concettuali tra artisti appartenenti a movimenti apparentemente lontanissimi. Mettendo in luce affinità elettive invisibili all’occhio umano, il sistema suggerisce opere esterne al perimetro abituale dei collezionisti, ma perfettamente in risonanza con la sensibilità profonda delle loro collezioni.
- Operatività & cicli di calendario: Nel trattamento di flussi massivi di dati globali, alcuni ritardi o pause negli acquisti restavano finora senza spiegazione. Integrando nel cuore del modello l’insieme dei calendari culturali, civili, nazionali e religiosi, l’IA ha illuminato i vuoti temporali responsabili di questi rallentamenti. Questa comprensione granulare dei cicli sociali permette aggiustamenti pre e post-cattura, chiudendo in modo permanente i gap algoritmici.
- Innovazione trasversale nelle nostre équipe: Esteso all’organizzazione interna, il concetto di Blind Spot ha trasformato la gestione del capitale umano. Nelle strutture complesse, le idee dirompenti raramente emergono quando provengono da collaboratori esterni al dipartimento “competente”. Individuando questi punti ciechi organizzativi, l’azienda libera capacità trasversali, incoraggia i dipendenti a esprimere visioni oltre il proprio perimetro e arricchisce l’intelligenza collettiva, generando salti qualitativi inediti.
Oggi Blind Spot non si limita più a colmare il vuoto tra due valutazioni di mercato della stessa opera: è diventato il principio guida di una visione sistemica globale, che converte ogni zona d’ombra del mercato, del dato e dell’organizzazione in un asset strategico ad altissimo valore aggiunto.
Agenti di IA deterministici e probabilistici per la conquista del mercato globale e statunitense
L’infrastruttura tecnologica del Gruppo compie un salto decisivo nella strategia di acquisizione e valorizzazione di informazioni ad alto valore attraverso il dispiegamento di due architetture agentiche complementari: IA deterministica per la raccolta strutturata dei dati e IA probabilistica per l’espansione commerciale strategica.
- Agenti agentici deterministici: sovranità nella raccolta & esclusività del dato
Evoluzione naturale dei nostri sistemi originari di web scraping e crawler, è già operativa una generazione di agenti agentici deterministici. Progettati per funzionare senza deriva interpretativa, questi agenti interagiscono esclusivamente in base a contratti e partnership formali con la nostra rete mondiale di 7.200 case d’asta partner. La loro missione è estrarre, indicizzare e strutturare un corpus di dati di ricchezza senza precedenti, integrando informazioni confidenziali di grande rilievo totalmente assenti dal Web aperto. Escludendo deliberatamente ogni approccio probabilistico in questa fase di cattura, garantiamo alle nostre banche dati rigore scientifico e certezza assoluta. - Agenti agentici probabilistici: targeting ad alta precisione sul mercato USA
Per sostenere le nostre ambizioni di espansione sul mercato statunitense — primo mercato mondiale dell’arte e bacino di ricavi potenzialmente immenso — stiamo in parallelo distribuendo una flotta di agenti agentici probabilistici dotati di algoritmi a elevata probabilità di successo. Progettati per adattarsi alle specificità locali, linguistiche e culturali dei singoli Stati americani, questi agenti modellizzano i comportamenti per individuare con precisione “chirurgica” i grandi collezionisti, i professionisti e le istituzioni che operano al di fuori dei canali tradizionali di vendita. - Sinergia media: la leva di Artprice News
Questo dispositivo di acquisizione è potenziato dalla sinergia con Artprice News, la nostra agenzia globale di stampa sul mercato dell’arte. Con l’invio di dispacci in tempo reale quasi ogni ora, con un forte focus sull’ecosistema nordamericano, l’agenzia e la sua redazione mantengono un contatto costante con i decisori. La combinazione tra la profondità deterministica dei nostri dati e la penetrazione probabilistica dei nostri agenti sul mercato genera un motore di acquisizione clienti senza equivalenti.
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A titolo informativo, Thierry Ehrmann ha completato la stesura di un saggio filosofico e scientifico di 1.800 pagine dedicato all’Intelligenza Artificiale dal 1987 a oggi. I capitoli centrali dell’opera ripercorrono l’epopea umana, poco conosciuta, di Artprice, che ha portato alla costruzione globale di una memoria universale del mercato dell’arte, plasmata attraverso incontri determinanti con pionieri della sociologia del mercato dell’arte e figure storiche del settore. Il volume, multilingue, sarà pubblicato a livello mondiale in versione digitale e cartacea, con un’uscita anticipata dell’edizione inglese rispetto al lancio della versione francese.
Il dipartimento di econometria di Artprice è a disposizione per tutte le richieste di statistiche e analisi personalizzate: [email protected]
Scopri di più sui nostri servizi con l’artista in una dimostrazione gratuita: https://artprice.com/demo
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Chi è Artmarket.com:
Artmarket.com è quotata su Eurolist di Euronext Paris. L’ultima analisi TPI censisce oltre 18.000 azionisti individuali, esclusi azionisti esteri, società, banche, FCP, OICVM. Euroclear: 7478 - Bloomberg: PRC - Reuters: ARTF.
Guarda il video su Artmarket.com e sul suo dipartimento Artprice: https://artprice.com/video
Artmarket e il suo dipartimento Artprice sono stati fondati nel 1997 da thierry Ehrmann, CEO della società. Sono controllati da Groupe Serveur (fondato nel 1987). Cfr. la biografia certificata Who’s Who In France©:
Artmarket è un player globale nel mercato dell’arte.Market, attraverso tra le altre cose la sua divisione Artprice, è leader mondiale nella raccolta, gestione e valorizzazione delle informazioni storiche e correnti sul mercato dell’arte. Nel corso degli anni ha acquisito archivi documentali originali, manoscritti su codici, volumi annotati e cataloghi d’asta, oggi integrati in banche dati che contano oltre 30 milioni di indici e risultati d’asta, relativi a più di 915.300 artisti.
Artprice Images® offre un accesso illimitato alla più ampia banca dati di immagini del mercato dell’arte al mondo, con non meno di 181 milioni di immagini digitali – fotografie o riproduzioni incise di opere dal 1700 a oggi – commentate dai suoi storici dell’arte.
Artmarket, tramite la divisione Artprice, alimenta costantemente le proprie banche dati attingendo a 7.200 case d’asta e diffonde ininterrottamente le tendenze del mercato dell’arte alle principali agenzie e testate stampa internazionali, in 121 paesi e 11 lingue.
Artmarket.com mette a disposizione dei suoi 9,3 milioni di iscritti (accesso tramite login) gli annunci pubblicati dai propri membri, che costituiscono ormai il primo Standardized Marketplace® globale per l’acquisto e la vendita di opere d’arte a prezzo fisso.
Con l’Intuitive Artmarket® AI di Artprice si apre una nuova prospettiva per il mercato dell’arte.
Artmarket, con la sua divisione Artprice, ha ottenuto per due volte il marchio statale di “Entreprise Innovante” (Impresa Innovativa) dalla Banque Publique d’Investissement (BPI) francese, che sostiene il gruppo nel suo progetto di consolidamento come player globale nel mercato dell’arte.
Artprice by Artmarket pubblica il Rapporto Annuale 2025 sul Mercato Globale dell’Arte, edizione marzo 2026:
https://www.artprice.com/artprice-reports/the-art-market-in-2025
Artprice by Artmarket pubblica il Rapporto 2025 sul Mercato dell’Arte Contemporanea:
https://www.artprice.com/artprice-reports/the-contemporary-art-market-report-2025
Raccolta dei comunicati stampa di Artmarket con la sua divisione Artprice: https://serveur.serveur.com/artmarket/press-release/en/
Per seguire in tempo reale tutte le notizie sul mercato dell’arte con Artmarket e la divisione Artprice:
www.facebook.com/artpricedotcom/ (oltre 6,4 milioni di follower)
x.com/artmarketdotcom
x.com/artpricedotcom
Per scoprire l’alchimia e l’universo di Artmarket e della sua divisione Artprice: https://www.artprice.com/video
La sede centrale del gruppo ha come quartier generale il celebre Musée d’Art Contemporain La Demeure du Chaos / Abode of Chaos, così definito dal New York Times:
https://issuu.com/demeureduchaos/docs/demeureduchaos-abodeofchaos-opus-ix-1999-2013
Madame Rachida Dati, ministro della Cultura francese, ha riconosciuto ufficialmente l’Abode of Chaos di thierry Ehrmann come “opera d’arte totale”, sede mondiale di Artprice by Artmarket.
La Demeure du Chaos / Abode of Chaos – Opera Totale e Architettura Singolare.
Opera bilingue, in precedenza riservata e ora resa pubblica: https://ftp1.serveur.com/abodeofchaos_singular_architecture.pdf
- L’Obs – Il museo del futuro: https://youtu.be/29LXBPJrs-o
- https://www.facebook.com/la.demeure.du.chaos.theabodeofchaos999 (oltre 4,1 milioni di follower)
- https://vimeo.com/124643720
Contatti: Artmarket.com e la sua divisione Artprice – Contact: [email protected]
SOURCE Artmarket.com
