Damoon Technology (Europe) AG, che opera con il marchio Paymonade, entra nel ristretto gruppo di 280 società autorizzate nello SEE sotto MiCA, alla chiusura del periodo transitorio dell’Unione
VADUZ, Liechtenstein e SINGAPORE, 16 luglio 2026 /PRNewswire/ -- Il settore cripto europeo sta attraversando una delle più profonde fasi di razionalizzazione regolamentare che qualsiasi comparto finanziario abbia affrontato negli ultimi anni. Prima che il regolamento europeo sui mercati delle cripto‑attività (“MiCA”) entrasse pienamente in vigore, nell’Unione operavano oltre 3.000 società cripto registrate, attive in base a un mosaico di normative nazionali[1]. Alla chiusura del periodo transitorio di MiCA, il 1° luglio 2026, solo 280 operatori risultano in possesso di un’autorizzazione pienamente valida in tutto lo Spazio Economico Europeo[2]: ciò significa che circa nove imprese su dieci non hanno completato la transizione, scegliendo di uscire dal mercato europeo, ristrutturarsi o continuare ad operare senza licenza in violazione del diritto UE[2].
Tra i soggetti che hanno superato la soglia regolamentare figura Damoon Technology (Europe) AG, attiva con il brand Paymonade, cui l’Autorità dei mercati finanziari del Liechtenstein (“FMA”) ha rilasciato la licenza MiCA. L’autorizzazione consente a Paymonade di offrire servizi regolamentati su cripto‑attività in tutti e 30 gli Stati dello Spazio Economico Europeo facendo leva su un’unica licenza passaportabile.
L’asticella si è rivelata elevata anche per i player più grandi e capitalizzati del comparto. Un’analisi indipendente del registro pubblico indica che solo una piccola parte delle prime 100 crypto‑exchange mondiali per volumi di scambio dispone attualmente di un’autorizzazione MiCA[3]; diversi exchange globali di primaria grandezza, insieme ad almeno uno dei maggiori emittenti di stablecoin al mondo per capitalizzazione, non figurano ancora nel registro alla data di questo comunicato[3].
Paymonade opera come fornitore regolamentato di infrastrutture fiat‑to‑crypto e crypto‑to‑fiat, sia in ingresso sia in uscita, a servizio di payment provider, fintech e piattaforme di scambio di criptovalute che necessitano di canali di regolamento in euro e in altre valute fiat. Con un run‑rate di transazioni annualizzato pari a 1,8 miliardi di dollari USA nel primo semestre 2026, Paymonade si colloca tra i principali provider di infrastrutture di on‑ramp e off‑ramp fiat che operano sotto il nuovo regime MiCA, in particolare fra quelli focalizzati sulla clientela istituzionale, come exchange di criptovalute, banche e fintech che richiedono una regolamentazione armonizzata e passaportabile per i pagamenti in euro e in altre valute fiat nell’intero SEE. Tra i clienti di riferimento figurano alcune fra le maggiori piattaforme cripto globali.
Paymonade è stata fondata e viene guidata da Calvin Cheng, cittadino di Singapore ed ex Nominated (appointed) Member del Parlamento di Singapore, che oggi ricopre il ruolo di Console Onorario della Repubblica di Serbia a Singapore. Vanta un track record consolidato nella fintech altamente regolamentata, tra cui il controllo di una società svizzera di digital asset ammessa alla VQF, organismo di autoregolamentazione riconosciuto da FINMA, ed è azionista fondatore di Longbridge Securities, una delle maggiori piattaforme asiatiche di intermediazione titoli online. L’autorizzazione concessa a Paymonade porta nel registro MiCA un operatore fondato e guidato da capitali singaporiani, in un panorama ancora dominato da società con radici europee e statunitensi.
«L’era delle cripto debolmente regolamentate sta finendo», afferma Calvin Cheng, fondatore e presidente di Paymonade. «Essere riusciti a portare a termine l’iter autorizzativo, in un momento in cui la stragrande maggioranza delle imprese del settore non ci è riuscita, dimostra la solidità dell’istituzione che abbiamo costruito. Ci aspettiamo che la prossima generazione di leader negli asset digitali sia composta da operatori capaci di coniugare innovazione e affidabilità regolamentare, e intendiamo essere tra questi.»
«Banche, fintech ed exchange cercano sempre più spesso un unico partner infrastrutturale regolamentato in grado di operare in tutta Europa, invece di dover negoziare mercato per mercato», sottolinea Milos Winter Bogdanovic, amministratore delegato di Damoon Technology (Europe) AG. «Siamo in trattative avanzate con exchange, fintech e banche che ricercano un’infrastruttura fiat europea pienamente conforme.»
Paymonade prevede di raddoppiare l’organico europeo nei prossimi 12 mesi, in parallelo con l’ingresso di nuovi clienti istituzionali, e punta a portare il volume annualizzato delle transazioni a 6 miliardi di CHF entro la metà del 2027.
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Profilo di Paymonade
Paymonade è il marchio commerciale di Damoon Technology (Europe) AG, fornitore regolamentato con sede in Liechtenstein di infrastrutture per asset digitali, specializzato in soluzioni enterprise di pagamento fiat‑to‑crypto e crypto‑to‑fiat, on‑ramp e off‑ramp, e in infrastrutture cripto conformi alla normativa. La società consente a banche, fintech, payment provider ed exchange di criptovalute di collegare la finanza tradizionale all’economia degli asset digitali tramite un’infrastruttura scalabile e regolamentata in tutto lo Spazio Economico Europeo.
Sito web: www.paymonade.tech
Dichiarazioni previsionali
Questo comunicato contiene dichiarazioni di carattere previsionale relative a piani industriali futuri, obiettivi di crescita e opportunità di mercato. I risultati effettivi potrebbero differire in modo sostanziale da quelli espressi o impliciti, a causa di diversi fattori di rischio e incertezze.
[1] Stima di settore citata dalla stampa specializzata relativa alle registrazioni dei Virtual Asset Service Provider nell’UE/SEE prima di MiCA; non si tratta di un dato verificato da ESMA.
[2] Il registro pubblico ESMA, che riporta tutte le società autorizzate, è disponibile per verifiche – registro provvisorio ESMA MiCA CASP, ultimo aggiornamento alla data del presente comunicato: https://www.esma.europa.eu
[3] Dati basati su un monitoraggio indipendente del registro ESMA MiCA CASP alla data del presente comunicato; l’assenza dal registro non implica di per sé un rifiuto dell’autorizzazione. Si raccomanda di verificare lo status direttamente con ESMA prima della pubblicazione. Ai giornalisti è suggerito di consultare il registro per l’elenco aggiornato delle entità autorizzate e non autorizzate.

