OpenAI avrebbe nascosto 78 milioni di log di ChatGPT, accusano i colossi dell’informazione in tribunale

A courtroom clash intensifies as media outlets claim the AI firm concealed evidence in a landmark copyright suit. (Image: Shutterstock)
A courtroom clash intensifies as media outlets claim the AI firm concealed evidence in a landmark copyright suit. (Image: Shutterstock)

Diverse organizzazioni giornalistiche guidate da The New York Times hanno chiesto giovedì a un giudice federale di sanzionare OpenAI, accusando la società di aver nascosto un dataset di 78 milioni di conversazioni e di aver cancellato miliardi di log di ChatGPT.

Punti chiave:

  • Gli editori sostengono che, per oltre due anni, OpenAI abbia occultato la propria capacità di cercare nei log di ChatGPT e nei dati di addestramento contenuti protetti da copyright.
  • L’istanza chiede di escludere dal processo un campione di 20 milioni di log e denuncia la cancellazione di miliardi di conversazioni.
  • OpenAI respinge le accuse e sostiene che gli editori vogliono violare la privacy degli utenti.

Le contestazioni sulla fase di discovery

L’istanza di sanzioni, presentata il 9 luglio al tribunale federale di Manhattan, vede come parti attrici, oltre al New York Times, anche New York Daily News, Ziff Davis e il Center for Investigative Reporting. Secondo i ricorrenti, OpenAI avrebbe trascorso oltre due anni a fornire dichiarazioni fuorvianti sulla propria capacità di interrogare i sistemi interni alla ricerca di contenuti giornalistici coperti da copyright.

Nel corso del procedimento, la società ha sostenuto di non poter effettuare ricerche mirate nel proprio corpus di addestramento. Ha inoltre affermato che fornire i log delle conversazioni di ChatGPT sarebbe eccessivamente oneroso e metterebbe a rischio la privacy degli utenti.

Questa versione è crollata in aprile, quando l’ingegnere della privacy Vincent Monaco ha rivelato, durante una deposizione, che OpenAI aveva già effettuato internamente tali ricerche. La sua testimonianza indicherebbe che la società aveva raccolto, prima dell’avvio della causa, circa 78 milioni di conversazioni anonimizzate e le aveva passate al setaccio per individuare contenuti di testate giornalistiche.

Secondo gli editori, nulla di tutto ciò è stato divulgato alla controparte mentre loro trascorrevano mesi ad analizzare un campione pesantemente oscurato di 20 milioni di log, ben al di sotto dei 120 milioni originariamente richiesti. Il tribunale ha poi giudicato inutilizzabile quel campione, e l’istanza accusa inoltre OpenAI di aver cancellato miliardi di conversazioni nonostante un ordine di conservazione probatoria già in vigore.

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Gli editori chiedono sanzioni esemplari

I ricorrenti vogliono che il tribunale impedisca a OpenAI di fare affidamento, al processo, sul campione di 20 milioni di log. Chiedono inoltre che il giudice accerti che le risposte di ChatGPT abbiano contenuto una riproduzione sostanziale delle loro opere protette da copyright e vieti qualsiasi argomentazione contraria. Il pacchetto di rimedi richiesti comprende anche il rimborso delle spese legali e un’istruzione specifica alla giuria in merito ai log cancellati.

Il legale principale del Times, Ian Crosby, ha dichiarato che OpenAI «ha mentito al Times, ai ricorrenti del Daily News, al pubblico e al tribunale», nascondendo ricerche che erano già state effettuate. L’avvocato del Daily News, Steven Lieberman, accusa la società di «aver nascosto e distrutto prove su come ChatGPT sia stato addestrato su giornalismo rubato».

Drew Pusateri, portavoce di OpenAI, ha definito le accuse «manifestamente false» e ha affermato che la società continuerà «a difendere la privacy dei nostri utenti e i principi consolidati del fair use».

Il New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft nel dicembre 2023, sostenendo che le due società abbiano costruito prodotti sostitutivi attingendo, senza autorizzazione né compenso, a milioni di suoi articoli. Il gruppo editoriale ha finora speso oltre 28 milioni di dollari nelle sue battaglie legali contro le società di intelligenza artificiale, cifra che include una causa separata contro Perplexity. Anthropic, dal canto suo, ha accettato lo scorso anno di versare 1,5 miliardi di dollari agli autori per l’uso non autorizzato dei loro libri, il più grande accordo transattivo finora registrato in materia di copyright legato all’AI.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è il Responsabile dei Contenuti di Yellow.com e si occupa di criptovalute da 10 anni. È specializzato in articoli di Ricerca e Approfondimento, con un’attenzione particolare all’analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a realizzare questa visione.

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