Bitcoin (BTC) è rimbalzato verso 66.000 $ lunedì dopo che Donald Trump ha dichiarato concluso un accordo di pace con l’Iran e ha ordinato la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Punti chiave:
- Bitcoin è salito vicino a 66.000 $, il massimo da circa due settimane, dopo l’annuncio di un accordo di pace USA-Iran da parte di Trump.
- Il patto riaprirebbe lo Stretto di Hormuz e rimuoverebbe il blocco navale USA, attenuando le preoccupazioni su petrolio e inflazione.
- I mercati guardano ora alla decisione sui tassi della Federal Reserve questa settimana, la prima sotto il nuovo presidente Kevin Warsh.
Bitcoin rimbalza con la riapertura di Hormuz
Trump ha annunciato l’accordo in un post su Truth Social domenica sera, garantendo il passaggio senza pedaggi attraverso lo stretto e revocando il blocco navale USA sul petrolio iraniano. Nel giro di poche ore il token è salito sopra 65.000 $ per la prima volta in circa due settimane, toccando un massimo vicino a 65.900 $ prima di ritracciare.
La maggior parte delle altcoin ha seguito il rimbalzo, con Ether (ETH) di nuovo sopra 1.700 $, Solana (SOL) vicino a 70 $ e Hyperliquid (HYPE) in testa ai rialzi con guadagni intorno al 7%. Il valore complessivo del mercato cripto è risalito sopra 2,3 trilioni di dollari.
I prezzi del greggio sono scivolati sulla notizia, con il WTI in calo di circa il 3% intorno a 84,88 $ al barile e il Brent in flessione di una percentuale simile.
Un’energia meno costosa riduce le pressioni inflazionistiche e migliora la prospettiva per gli asset rischiosi, un cambiamento che ha sostenuto le azioni asiatiche insieme alle cripto. La firma è prevista per venerdì 19 giugno, con il Pakistan che ha contribuito a mediare i termini dopo oltre 100 giorni di conflitto.
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Adziima collega il rally al premio per il rischio
Andri Fauzan Adziima, responsabile ricerca al Bitrue Research Institute, ha detto ai giornalisti che l’accordo elimina un importante premio per il rischio e innesca “un chiaro movimento risk-on man mano che l’incertezza svanisce”. Ha collegato il superamento dei 65.000 $ da parte di Bitcoin alla rotazione dei trader di nuovo verso le cripto grazie a minori pressioni dal petrolio, avvertendo però che intoppi dell’ultimo minuto nella firma potrebbero ancora ribaltare l’operazione.
L’ondata di ottimismo arriva in una settimana macro delicata. L’analista Michaël van de Poppe ha definito il breakout un grilletto per un più ampio appetito al rischio, prevedendo che le altcoin assorbiranno nuova liquidità.
L’attenzione si sposta ora sulla Federal Reserve, che mercoledì stabilirà i tassi nella sua prima riunione sotto il nuovo presidente Kevin Warsh.
I trader si aspettano ampiamente che il costo del denaro resti invariato.
Il recente percorso di Bitcoin è rimasto volatile. Il token è sceso sotto 60.000 $ il 6 giugno, mentre la guerra in Iran, scoppiata con attacchi USA e israeliani il 28 febbraio, ha scosso i mercati globali. Una breve tregua di aprile non ha retto e i prezzi hanno oscillato a ogni titolo in arrivo da Washington e Teheran. Il token scambia ancora ben al di sotto del record di ottobre sopra 126.000 $, facendo apparire il rimbalzo più come un sollievo che come un’inversione netta.
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