Bitcoin balza del 6% mentre l’Iran ipotizza la riapertura di Hormuz in 7 giorni

Crypto markets rebound as Bitcoin tops $78K amid conflicting U.S.-Iran signals (Image: Shutterstock)
Crypto markets rebound as Bitcoin tops $78K amid conflicting U.S.-Iran signals (Image: Shutterstock)

L’Iran ha dichiarato di poter riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se Washington allentasse la pressione militare, spingendo il petrolio al ribasso mentre Bitcoin (BTC) avanzava sostenuto da quasi 999 milioni di dollari di afflussi netti negli ETF.

Punti chiave:

  • Teheran lega una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz entro una settimana a primi passi degli Stati Uniti per ridurre la pressione militare e le restrizioni sui porti.
  • Il Brent scivola ai minimi di due settimane sotto quota 100 dollari mentre il mercato pesa la proposta iraniana e il miglioramento delle forniture dal Golfo.
  • Bitcoin resta sopra 85.000 dollari dopo un deciso rimbalzo, mentre gli ETF spot su Bitcoin statunitensi registrano quasi 999 milioni di dollari di afflussi netti.

La proposta iraniana su Hormuz

Un alto funzionario iraniano ha dichiarato che Teheran è pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz entro una settimana se gli Stati Uniti ridurranno la pressione militare e allenteranno il blocco sui porti iraniani. La proposta sarebbe stata veicolata attraverso mediatori, mentre la delegazione iraniana a New York avrebbe pieno mandato negoziale.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è volato a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, preceduto dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Donald Trump si è detto disponibile a un confronto, anche se al momento non è stato fissato alcun incontro.

Le piazze petrolifere hanno reagito con prontezza al segnale diplomatico. Secondo Reuters, il Brent con consegna novembre è arretrato del 2,1% fino a 98,23 dollari al barile, minimo di due settimane, mentre anche il WTI ha chiuso in calo, con gli operatori che valutano la possibilità di ulteriori flussi dal Golfo.

Lo Stretto di Hormuz resta uno dei corridoi energetici più strategici al mondo e la rimessa in funzione dell’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita rappresenta un ulteriore elemento di sollievo per le preoccupazioni sull’offerta regionale.

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La reazione del mercato Bitcoin

Bitcoin ha messo a segno un progresso di circa il 6% nelle ultime 24 ore, toccando un massimo in area 87.329 dollari e proseguendo il rimbalzo che sta interessando l’intero comparto crypto. Anche i volumi sono saliti, con gli investitori che reagiscono al calo del petrolio e ai segnali di possibile distensione geopolitica.

Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato lunedì afflussi netti per 998,95 milioni di dollari, il dato giornaliero più alto dal 6 ottobre 2025. In testa IBIT di BlackRock con 381,37 milioni di dollari, seguita da ARKB di Ark e FBTC di Fidelity.

Secondo Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade, il petrolio rimarrà estremamente sensibile alle notizie fino a quando la diplomazia non produrrà un avanzamento chiaro o un nuovo stallo. Un’incertezza che conta anche per le criptovalute, perché forti movimenti dei prezzi energetici incidono sulle aspettative di inflazione, sulla traiettoria dei tassi e sull’appetito complessivo per il rischio.

L’ultimo scatto di Bitcoin estende il recupero di settembre, mese in cui il token ha guadagnato circa il 12%, riportandosi sopra quota 85.000 dollari già martedì. Il rimbalzo segue una serie di violente oscillazioni nelle settimane precedenti, lasciando il mercato crypto esposto a nuove variazioni dei prezzi del greggio, delle aspettative sui tassi e delle tensioni geopolitiche.

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Aliasgar Juzar

Aliasgar è uno scrittore associato presso Yellow.com, dove si occupa di crypto, IA e dell'infrastruttura che le sostiene entrambe. Ha iniziato a scrivere dopo essere passato dall'altro lato dell'industria, trascorrendo sei anni a sviluppare e supportare strumenti per sviluppatori presso protocolli come Ignite, Informal Systems, Akash e Warden, in gran parte all'interno dell'ecosistema Cosmos. Ha un master in informatica, ha lanciato prodotti propri e scrive dalla Germania.

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