Bitcoin (BTC) ha bisogno di un ritorno di robusti afflussi negli ETF spot per riuscire a superare la soglia dei 87.000 dollari. Lo hanno affermato mercoledì diversi analisti, mentre il prezzo è arretrato di circa il 4% scendendo sotto 83.000 $.
Punti chiave:
- Mercoledì Bitcoin è sceso di circa il 4%, rompendo al ribasso quota 83.000 $, limite inferiore del range delle ultime due settimane.
- Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno raccolto circa 2,6 miliardi di dollari a settembre, ma questa settimana gli afflussi complessivi restano sotto 30 milioni.
- Oliver Carding (Tesseract Group) fissa l’asticella del “ritorno di fiamma” sugli ETF in afflussi sopra i 300 milioni di dollari a seduta, per più sedute consecutive.
Afflussi negli ETF su Bitcoin
Mercoledì Bitcoin è scivolato sotto 83.000 dollari, in calo di circa il 4% rispetto ai livelli sopra 86.600 dollari registrati martedì. Per due settimane il prezzo aveva oscillato in un corridoio ristretto fra 83.000 e 87.000 dollari e una nota di mercato diffusa mercoledì ha collegato un’eventuale rottura rialzista a nuovi forti afflussi negli ETF spot su Bitcoin quotati in Borsa negli Stati Uniti.
La nota attribuisce proprio a questi strumenti la spinta principale del rally di settembre.
Nel solo settembre, i prodotti hanno raccolto circa 2,6 miliardi di dollari; di questi, circa 2,39 miliardi sono confluiti in una singola settimana chiusasi il 25 settembre. La giornata più intensa, il 21 settembre, ha visto afflussi prossimi a 999 milioni di dollari.
Da allora, però, la domanda si è raffreddata bruscamente. La scorsa settimana gli afflussi netti si sono fermati a 241 milioni di dollari. Martedì gli ETF hanno messo a segno afflussi netti per 119 milioni, dopo deflussi per 90 milioni lunedì, portando il saldo di questa settimana a meno di 30 milioni di dollari, secondo i dati di SoSoValue.
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La soglia ETF di Carding
Oliver Carding, responsabile marketing di Tesseract Group, sostiene che l’ultima correzione dimostri come gli acquisti tramite ETF non siano tornati con la forza necessaria a compensare le nuove pressioni macroeconomiche. A suo giudizio, un segnale credibile di ritorno della domanda istituzionale sarebbe rappresentato da afflussi superiori a circa 300 milioni di dollari per seduta, ripetuti per più giornate consecutive – una soglia che lo stesso Carding definisce “personale”.
Martin Lee, head of content and data insights di DWF Labs, ritiene che pesino di più i dati settimanali e mensili rispetto alle singole sedute, ricordando che quest’anno gli afflussi netti ammontano a 1,2 miliardi di dollari. Lee conta 93 giornate negative su 190 di negoziazione, pari al 48%. Secondo Paul Howard, senior director di Wincent, gli investitori stanno approfittando dei ribassi per accumulare gradualmente in linea con le istituzioni, e molti continuano a indicare target di prezzo a 100.000 dollari e oltre.
Il range di prezzo di Bitcoin
Il ribasso ha cancellato circa 550 milioni di dollari in posizioni crypto a leva, in larga parte scommesse rialziste, mentre il rendimento del Treasury decennale USA ha superato il 5,3% e il dollaro si è rafforzato in vista della pubblicazione dei verbali della Federal Reserve.
Vikram Subburaj, CEO dell’exchange indiano Giottus, avverte che una discesa duratura al di sotto dell’area 82.000–83.000 dollari segnalerebbe il fallimento del breakout di settembre e riporterebbe nel mirino la fascia 80.000–81.500 dollari.
Da luglio Bitcoin si muove a scatti, per gradini successivi, pur restando circa un terzo sotto i massimi storici toccati un anno fa. Il primo range, fra 62.000 e 67.000 dollari, è durato da metà luglio al 18 agosto e si è chiuso con un balzo del 21% in tre giorni. Il successivo corridoio, fra 76.000 e 81.500 dollari, si è sviluppato dalla fine di agosto a metà settembre, prima di un rialzo del 6,6% tra il 19 e il 21 settembre che ha proiettato i prezzi nella fascia attuale.
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