Circle ha delineato un piano a fasi per proteggere USDC (USDC) e la futura rete Arc dai futuri computer quantistici, promettendo il recupero degli account per gli utenti che perderanno la finestra di migrazione.
Punti chiave:
- Circle ha pubblicato un white paper post-quantistico che copre USDC e la sua prossima blockchain Arc.
- Gli utenti che saltano la migrazione potranno comunque reclamare gli asset tramite prove crittografiche, seed phrase e ordini del tribunale.
- L’azienda afferma che, per ora, le minacce informatiche ordinarie restano più urgenti di quelle quantistiche.
Il piano quantistico di Circle in tre fasi
L’emittente della stablecoin, che supporta il token su oltre 30 reti blockchain, ha pubblicato la sua roadmap venerdì. Il documento spiega come l’azienda intenda preparare i propri asset a un futuro in cui la crittografia odierna non reggerà più.
Questo posiziona Circle tra i primi grandi emittenti a tracciare una tale transizione.
Il piano procede in tre fasi: si parte da una fase di preparazione, che mappa i sistemi esposti, si passa poi a una fase di transizione in cui la vecchia e la nuova crittografia convivono, per arrivare infine a una migrazione che potrebbe ritirare del tutto gli schemi di firma classici.
La maggior parte delle blockchain si basa sulla crittografia a curve ellittiche. Una macchina quantistica sufficientemente potente potrebbe un giorno ricavare le chiavi private da quelle pubbliche, una rottura improvvisa che l’azienda ha avvertito potrebbe assomigliare a un precipizio piuttosto che a una lenta discesa. Il piano protegge anche dagli attacchi “harvest-now-decrypt-later”, in cui gli avversari archiviano oggi i dati cifrati per decifrarli in seguito.
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Le firme SLH-DSA proteggono Arc
Arc, la prossima chain dell’azienda, sarà lanciata con diverse difese già integrate, tra cui firme SLH-DSA progettate per resistere agli attacchi quantistici. Userà inoltre comunicazioni cifrate post-quantistiche tramite le tecnologie HPKE e X-Wing. La privacy sarà garantita attraverso ambienti di esecuzione fidati come AWS Nitro Enclaves, che schermano saldi e dati di transazione da occhi esterni.
L’aggiornamento dei contratti già in funzione è più complesso. Circle ha illustrato piani per consentire ai contratti aggiornabili di accettare sia le vecchie sia le nuove firme, così che i detentori possano migrare con il proprio ritmo; tuttavia, codice immutabile come la diffusissima funzione ecrecover di Ethereum (ETH) non può essere modificato.
L’azienda ha affermato che in questi casi potrebbe servire un intervento a livello di protocollo.
I piani di recupero attenuano i timori quantistici
Le proposte di recupero rientrano tra le idee più audaci del white paper, collegando l’accesso perduto a prove crittografiche, verifiche della seed phrase, registri degli exchange e, quando necessario, ordini del tribunale. La roadmap ha anche segnalato il rischio che chiavi dei validatori rubate possano riscrivere la storia della blockchain sulle reti proof‑of‑stake. Per contrastarlo, il piano prevede la migrazione dei validatori e checkpoint protetti da crittografia post‑quantistica.
La tempistica riflette un’inquietudine più ampia nel settore. Alcuni ricercatori ritengono ora che un computer quantistico potrebbe violare la crittografia a chiave pubblica entro il 2030, anche se l’azienda sottolinea che non esiste una data certa. Per il momento, Circle afferma che gli attacchi convenzionali restano la minaccia più immediata.
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